Xelha

Messico: la Riviera Maya

Sospesa fra la bellezza mozzafiato del Mare dei Caraibi e la millenaria e misteriosa storia dei Maya: una vacanza in Messico fra Quintana Roo e lo Yucatan

Uno stato sconfinato e variegato, dalle contraddizioni evidenti, dalla democrazia giovane e ancora incerta, ma dal fascino incredibile, dai colori vivaci e indimenticabili, dalle tinte forti anche dal punto di vista dell’impatto “mentale”. Stiamo parlando del Messico, un vero e proprio paese da scoprire in tutte le sue mille sfaccettature. Parlarne in poche righe adeguatamente è impossibile: una variegata cultura nata dalla secolare fusione fra le civiltà “indigene” e la colonizzazione europea e spagnola in particolare, una bellezza naturale incredibile che ha la sua perla nell’azzurro del Mare dei Caraibi, una continua contraddizione fra povertà e ostentata ricchezza, fra la megalopoli Città del Messico e i villaggi dei pescatori sul mare. Tanti luoghi da scoprire, interessanti ed unici. Fra questi ne scegliamo uno: la cosiddetta Riviera Maya, il distretto turistico affacciato sui Caraibi nella penisola dello Yucatan nello stato di Quintana Roo. A partire dalla sua stella: Playa del Carmen.

Playa del Carmen, la perla della Riviera Maya

Il suo nome tradizionale è Xamal-Ha, ovvero Luogo dove sorgono le acque del nord e già all’epoca dei Maya era un porticciolo dove gli indios salpavano verso la vicina isola di Cozumel per rendere omaggio alla dea della fertilità Ixchel. Oggi Playa del Carmen è una cittadina in incredibile espansione, tanto da avere il tasso di crescita della popolazione più alto del mondo. Se nel 2003 aveva 49.000 abitanti, oggi ne conta circa 200.000, messicani e stranieri attirati dalla possibilità di lavoro, dalla splendida spiaggia e dalla posizione strategica al centro di tutte le numerose attrazioni turistiche della regione.

Un villaggio di pescatori che, a differenza per esempio della vicina Cancun che è considerata la “piccola Miami” ed è per questo molto amata dagli americani, ha conservato la propria identità, le proprie strade brulicanti dai muri incredibilmente variopinti, la sua spiaggia meravigliosa e libera, la sua bellezza semplice e spontanea, ma unendo a ciò una capacità ricettiva di prim’ordine. A cominciare dalla splendida zona di Playacar, punteggiata da resort di lusso immersi nella natura e aree residenziali con schiere di meravigliose villette, preda dei villeggianti abituali americani, argentini e cileni.

L’enigma di Chichén Itzà

Ma nei dintorni, spostandosi lungo le sterminate strade ricavate in mezzo alla foresta senza nemmeno l’ombra di una curva, si possono raggiungere alcune delle più interessanti località della zona. Chichez Itza, naturalmente, è quella più conosciuta. Un incredibile e millenario sito archeologico che in realtà costituisce il sito di una intera città Maya, straordinariamente conservato. La piramide sacra ne costituisce l’elemento più famoso, ma accanto ad essa il Tempio dei Guerrieri, l’incredibile “stadio” per la pratica dello sport nazionale Maya, una cruento incrocio fra il polo e la pallacanestro. E nella parte nord dell’area il misterioso edificio noto come Caracol – la chiocciola – “l’osservatorio astronomico” che i Maya utilizzavano per la determinazione del loro celebre e complesso calendario. E poi, Tulum, la cittadina Maya a strapiombo sull’Oceano e che sovrasta una spiaggia meravigliosa larghissima e sabbiosa.

Photo Credit: Bjørn Christian Tørrissen, Altairisfar, Brad Nelson, Valueyou; Pomakis; Uspn; Anna



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