Isole Chatham destinazione del mondo più lontano dall'Italia

Isole Chatham, il luogo più lontano dall’Italia

Le Isole Chatham sono un arcipelago remoto al largo della Nuova Zelanda: lontane e inaccessibili, sono divenute una meta popolare in tempi di pandemia

Voglia di fuggire dall’Italia nel posto più lontano che c’è? Dirigetevi a 19.250 km da Roma, nel selvaggio arcipelago delle isole Chatham. Le isole Chatham, quasi del tutto disabitate, appartengono alla Nuova Zelanda e sono infatti il luogo geograficamente più lontano dall’Italia.

L’arcipelago è davvero poco popolato: sono infatti solo 750 i residenti stabili, distribuiti sulle due isole maggiori, Chatham Island e Pitt Island. Una curiosità: l’isola di Pitt è il primo luogo abitato del mondo dove sorge il sole. Il territorio comprende anche altri otto isolotti per un’estensione di 996 km quadrati. Con le attuali restrizioni causate dalla pandemia i confini della Nuova Zelanda sono chiusi e le isole sono divenute in breve tempo la meta più ambita dai neozelandesi, nonostante la loro lontananza e il costo della vita molto elevato.

Le isole sorgono al largo delle coste dell’Oceano Pacifico, a 800 km di distanza da Christchurch, la città più vicina. Pur appartenendo politicamente alla Nuova Zelanda sono culturalmente legate alla Polinesia.

Come si raggiungono le isole Chatham?

Per arrivare all’aeroporto di Hapupu, a nord dell’isola principale, occorre volare dalla Nuova Zelanda. In circa due ore da Wellington, Christchurch o Auckland si raggiunge così Chatham Island, dove il fuso orario è di 11 ore e 45 in più rispetto all’Italia.

Non esistono mezzi pubblici nè strade asfaltate, e neppure copertura della rete telefonica. Una vera e propria fuga dal mondo, destinazione perfetta per chi desidera trovare pace e solitudine.

Le isole Chatham hanno però sperimentato quest’anno un vero e proprio fenomeno di “overtourism” e tutti gli alloggi disponibili risultano prenotati fino a giugno 2021. Non immaginate però resort esclusivi sulla spiaggia: si tratta di hotel, b&b e piccole pensioni. Il costo della vita è straordinariamente alto, poichè tutto viene spedito dalla Nuova Zelanda.

Un paradiso lontano e incontaminato

Nel linguaggio dei moriori, la popolazione che per secoli ha abitato l’arcipelago, le isole Chatham si chiamano Rehoku, “sole nebbioso”, poichè la foschia le avvolge per quasi tutto l’anno. L’arcipelago è di origine vulcanica ed il suolo è un misto di roccia vulcanica, scisti e calcare. L’isola di Pitt ha un territorio aspro e accidentato, ricco di laghi, lagune e piccoli corsi d’acqua.

Il clima delle isole Chatham è di tipo temperato – marittimo: la media deelle temperature estive oscilla tra i 15 e i 20 gradi, mentre in inverno si registrano mediamente tra i 5 e i 10 gradi. Pioggia e vento sono frequenti, così come le nebbie, proprio per la posizione isolata e lontana da blocchi continentali. Il clima relativamente rigido ha impedito la diffusione delle colture tradizionalmente polinesiane.

Non ci sono spiagge bordate di palme da cocco, ma piuttosto paesaggi dominati da pascoli aridi. Più che alle isole tropicali somigliano alle Isole del Canale Britannico: sono perciò un paradiso per gli amanti della natura, ma non per la vita da spiaggia.

L’isolamento geografico ha favorito lo sviluppo di una realtà naturalistica assolutamente peculiare. Le isole ospitano infatti 902 specie botaniche, di cui 41 specie endemiche. Piante come l’akeake, il grespino gigante, il karamu e il mahoe sono infatti specie vegetali che si possono trovare unicamente in questo territorio. La fauna autoctona invece comprende foche, uccelli marini e pesci. Il 7% della superficie delle isole è area natuale protetta, con zone di conservazione più significative nelle isole di Mangere e Rangatira.

Cosa fare e vedere alle Isole Chatham

Scenari spettacolari, una storia affascinante, una straordinaria natura: sono questi gli ingredienti della vacanza perfetta alle isole Chatham. I visitatori potranno esplorare una natura selvaggia ed incontaminata con scogliere, lagune, dune di sabbia e affioramenti vulcanici.

Da non perdere una visita alle colonne di basalto della baia di Ohira, formate dalle eruzioni dei vulcani oceanici. Ci si può inoltre dedicare a passeggiate e trekking, magari provando ad avvistare la fauna peculiare delle isole. Le foche leopardo, i leoni marini e le foche elefante sono si possono incontrare nelle colonia di foche. Le isole sono inoltre un paradiso del birdwatching: alcune specie si possono avvistare soltanto qui, come il Parrocchetto incoronato delle Chatham e il Warbler.

Si possono inoltre visitare alcuni siti storici e culturali, legati alla popolazione indigena dei Moriori. I Moriori erano gli abitanti originari delle isole, oggi di fatto estinti dopo l’invasione dei Maori neozelandesi avvenuta nel 1835. L’ultimo dei Moriori, noto con il nome inglese di Tommy Solomon, morì nel 1933: a lui è dedicata una statua sulla costa sudorientale dell’ISola di Chatham.

Un altro sito culturale interessante è la grotta di Nunuku, situata su un’isola privata, con antiche sculture in pietra calcarea. Lungo la costa meridionale dell’isola principale sono poi visibili dei dendroglifi, delle incisioni eseguire sugli alberi di Kopi.

Non esistendo infrastrutture il turismo si basa sull’ospitalità: trasporti, escursioni e attività sono organizzate infatti direttamente dagli ospiti.



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