Alberobello cosa vedere: viaggio tra i trulli

Alberobello è un fiabesco borgo della Puglia, in provincia di Bari: celebre in tutto il mondo per le sue caratteristiche costruzioni, i trulli

22/03/2022

Alberobello è una cittadina della Puglia, nota in tutto il mondo per i suoi caratteristici trulli. Dal 1996, i trulli di Alberobello rientrano tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

Alberobello

Alberobello, la capitale dei trulli

Se state organizzando una vacanza in Puglia, non potete non fare tappa nella fiabesca Alberobello. Alberobello è un borgo in provincia di Bari, conosciuto in tutto il mondo per le sue caratteristiche abitazioni, i trulli. Dal 1996, la cittadina rientra tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Inoltre, il borgo è stato riconosciuto come uno dei più belli d’Italia e il Touring Club Italiano ha conferito al comune la Bandiera arancione.

Alberobello: un borgo incantato

Alberobello

Alberobello è un luogo magico, fondato nel XV secolo dai conti di Conversano Acquaviva di Aragona. La Valle d’Itria, dove si trova il borgo, è una perla incastonata tra le province di Brindisi, Bari e Taranto. Questa zona, estremamente fertile, è ricca di ulivi e costruzioni in pietra che vi faranno assaporare la Puglia più autentica. Durante il vostro soggiorno in questa meta imperdibile per chi organizza un viaggio in Puglia potrete ammirare gli oltre 1.500 trulli che creano un panorama fiabesco. Oltre al centro storico, potrete visitare anche i dintorni del paese, ricco di bellezze e attività da svolgere.


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Alberobello e i trulli: l’origine

Alberobello cosa vedere

I trulli sono costruzioni contadine a forma di cono che rendono Alberobello un borgo pittoresco e unico al mondo. Non si trovano solo ad Alberobello, ma anche in altri Comuni della Valle d’Itria; sono infatti costruzioni tipiche di questa zona della Puglia. I trulli più antichi del paese risalgono al XIV secolo, quando questa zona era ancora praticamente disabitata. Fu Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona, conte di Conversano, a introdurre in quest’area i primi contadini, circa una quarantina di famiglie. Con il passare del tempo, il borgo si ingrandì e gli insediamenti rurali si accorparono formando dei piccoli villaggi.

Come nascono i trulli

L’architettura dei trulli si rifà ai thòlos, costruzioni preistoriche presenti in varie zone del nostro Paese. Queste abitazioni in pietra calcarea, costruiti a secco, hanno una pianta circolare e un inconfondibile tetto a cono. La loro storia è particolare. Si narra che un tempo Alberobello fosse amministrato dal Conte di Conversano, il quale aveva imposto una tassa su ogni nuova abitazione ‘fissa’ costruita nei suoi feudi. Per sfuggire a questa vessazione, i contadini del borgo inventarono una nuova tecnica di costruzione, quella a secco, che consentiva di demolire facilmente le case. Qualora si fosse verificata un’ispezione, quindi, gli abitanti distruggevano il trullo e lo ricostruivano poi in modo semplice e veloce. I trulli, internamente, hanno un’unica camera, con camino, letto e pochi arredi. Ancora oggi molti sono abitati o sono lussuosi hotel: la pietra con cui sono costruiti li rende freschi in estate e caldi nel periodo invernale.


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Cosa vedere ad Alberobello: i rioni

Alberobello

Il Rione Monti è il quartiere più famoso per ammirare i trulli (ce ne sono circa mille). Questa zona di Alberobello è formata da stradine parallele, tutte in salita, che conducono sulla vetta del monte, dove si trova una chiesa a forma di trullo. C’è poi il Rione Aia Piccola, con circa 400 trulli, ancora oggi abitati. E’ una delle zone più autentiche del borgo, non invasa da attività commerciali. Il quartiere La Foggia è puntellato di bar, ristoranti ed è l’ideale per passeggiare.

I trulli più famosi

In piazza Sacramento sorge il Trullo Sovrano, così chiamato per la sua imponenza. E’ un trullo a due piani, con un’enorme facciata, risalente alla fine del ‘700. Oggi è un museo e si entra a pagamento. Ci sono poi i Trulli Siamesi, famosi per la loro forma ‘doppia’. Si tratta infatti di due trulli uniti in cima, considerati una sola casa, ma con ingressi separati che si affacciano su strade diverse. Un tempo erano probabilmente collegati da una porta esterna, ma secondo la leggenda furono separati dopo un litigio tra fratelli innamorati della stessa donna. C’è poi la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, unica chiesa al mondo ad avere la forma di un trullo.

Altre attrazioni di Alberobello

Alberobello

Tra le altre attrazioni di Alberobello c’è:

  1. la Basilica Minore Pontificia dedicata ai santi Medici Cosma e Damiano. La chiesa custodisce importanti reliquie e la sua particolarità e il doppio campanile. Se volete ammirare un panorama unico sul Rione Monti, dovete raggiungere la terrazza di Santa Lucia, un magnifico belvedere nel centro cittadino.
  2. C’è poi la zona di Casa Pezzolla, un complesso architettonico formato da 15 trulli comunicanti tra loro. Le strutture risalgono al XVIII secolo, poi restaurati negli Anni ’90. Qui si trova il Museo del Territorio, da visitare se volete scoprire la cultura e le tradizioni della zona. Infine, Casa d’Amore, una costruzione storica del borgo e primo municipio cittadino. La Casa è la prima costruzione permanente di Alberobello, edificato utilizzando la malta (e non costruita a secco come i trulli). Oggi l’edificio ospita l’ente del turismo.

Nei dintorni di Alberobello

Alberobello e i suoi dintorni hanno molto da offrire. Nella parte meridionale del borgo si trova il Bosco Selva, un parco cittadino vero e proprio polmone verde della cittadina. Con i suoi 40 ettari, il Bosco è attrezzato con aree gioco, tavoli per i picnic e ampi sentieri ideali per una passeggiata. A 15 chilometri da Alberobello si trova poi Castellana Grotte, dove si possono visitare, come suggerisce il nome, delle spettacolari grotte. Ci sono poi una serie di borghi e cittadine nei dintorni da non perdere, tra cui Fasano con le sue chiese barocche; Locorotondo, un borgo dalla forma circolare; Putignano, con la sua moltitudine di chiese; Cisternino, immerso tra colline e vigneti; Noci, con il suo splendido centro storico; e Martina Franca, patria del barocco pugliese. A 30 chilometri si trovano poi Ostuni, la ‘città bianca’, e Polignano a Mare, una delle località balneari più famose della regione.