Un viaggio a Barcellona: alla scoperta di Antoni Gaudi

Visitare la meravigliosa città catalana ed incontrarne uno dei suoi più noti figli.

Park Guell - Salamandra
Park Guell - Salamandra
  • Park Guell - Salamandra
  • Sagrada Familia
  • Sagrada Familia
  • Sagrada Familia - Guglia
  • Park Guell - Terrazza e panca parapetto
  • Park Guell - ingresso
  • Casa Milà
  • Casa Milà - camini
  • Casa Battlò
  • Casa Battlò - camini
  • Casa Battlò - interno
  • Santa Maria del Mar
  • Mercat de Sant Josep
Non ci sono molti architetti popolari, amati od odiati, come Antoni Gaudi, segno di contraddizione, non inquadrabile in alcuna corrente artistica, inimitabile ed inimitato. Unico per le sue idee costruttive, per la singolarità della sua vita e per il rapporto viscerale che lo trattenne sempre legato alla propria terra, la Catalunya, della quale ereditò il carattere, la creatività, l’operosità e anche una fede profonda e antica.

Barcellona, che già di suo è una città fantastica, trova in Gaudì quell’aspetto in più che la rende assolutamente unica. Nel 2012 sono riocorsi i 160 anni dalla nascita del maestro catalano: visitare la sua città è un’opportunità davvero intrigante: bellezza, storia, fascino e cultura sono unite alla cucina catalana e ad una temperatura sempre mite che vi faranno passare una meravigliosa vacanza.

Il più grande architetto del XX secolo

Antoni Gaudì
Antoni Gaudì nacque nel 1852 a Reus, un paesino sul mare a pochi chilometri da Barcellona. Era figlio di calderai, gli artigiani del rame, veri artisti che plasmano gli oggetti nello spazio componendone il volume, senza un progetto ma grazie alle loro sapienti mani. Una tecnica che il piccolo Gaudì apprenderà presto e che sarà un elemento portante della sua preparazione. Fin da piccolo la sua salute era cagionevole, cosa che gli impediva di partecipare ai giochi dei ragazzi della sua età, ma che lo spinse a sviluppare una capacità di osservazione assolutamente fuori dal comune. Da qui nacque una ammirazione per la natura e il creato sconfinati che lo rese capace di leggerne le leggi “costruttive” e di applicarle poi nelle sue opere. Fu anche un uomo dalla vita straordinaria: arrivò a Barcellona per studiare architettura e si laureò. In capo a pochi anni la ricca borghesia catalana se lo contendeva per i propri progetti costruttivi, tanto che raggiunse in brevissimo tempo una notevole ricchezza e fama. Nacquero così le straordinarie abitazioni immaginate dalla sua fervida creatività e che vedono ancora oggi una quantità spropositata di visitatori. E poi, tutte le realizzazioni fatte al soldo del suo mecenate indiscusso, il conte Eusebi Guell, ricco industriale, per cui costruì il “Palacio”, la “Finca” e il famoso “Park Guell”, tutti nella cerchia della città. Fu sempre su incarico del conte Guell che Gaudì, progettando la cittadella per gli operai della fabbrica tessile a Santa Coloma de Cervellò, approcciò per la prima volta l’architettura sacra con la celebre cripta della “Colonia Guell”, un progetto avveniristico rimasto incompiuto che prefigurava quello che poi avrebbe realizzato nella Sagrada Familia.

Nel frattempo, però, a Gaudì era successo, non senza una serie di aneddoti al limite della leggenda, di prendere giovanissimo l’incarico per la costruzione di una cattedrale nel bel mezzo della città da una confraternita dedicata a San Giuseppe che aveva come animatore Josep Bocabella, tipografo e libraio, e che nel suo momento di massimo splendore ebbe addirittura 600.000 soci. Era un’impresa non più tentata da secoli e a tutt’oggi unica: la cattedrale è costruita solo con il denaro delle offerte de los pobres ed ha un respiro secolare, tanto che Gaudì, accettando l’incarico, sapeva bene che non ne avrebbe visto la conclusione. Era il 1882 e da allora fino alla morte, nel 1926, il genio di Reus si dedicò alla Sagrada. Dal 1912 lasciò ogni altro incarico “civile” e si trasferì a vivere nel cantiere della chiesa. Un uomo incredibile e discusso, conteso dall’avanguardia culturale catalana, che lo ritiene il suo più fulgido esponente insieme a Salvador Dalì, e dalla chiesa, che ne sostiene la causa di beatificazione.

Barcellona: la città della bellezza e delle Ramblas

Se visitate Barcellona, la Sagrada Familia è una tappa scontata, nel senso positivo del termine: è una sosta imprescindibile. Non esiste un edificio simile al mondo e, ora che ne è visitabile anche l’interno, aperto al pubblico nel novembre del 2010 in occasione della visita di Benedetto XVI, assolutamente emozionante. Non perdete l’occasione, anche se ciò potrebbe costare una certa attesa: la salita alle zone superiori dell’edificio offre, nelle limpide giornate del mite inverno catalano, straordinarie vedute della città.

Immancabile anche una visita alle due case più famose di Gaudì: Casa Milà, nota come La Pedrera, e Casa Battlò, situate praticamente una di fronte all’altra nel Passeig de Gracia, la grande avenida che unisce la storica Plaça Catalunya con il quartiere gotico. L’ingresso è a pagamento ma vale il prezzo del biglietto, anche perché la visita è accompagnata da un sistema di audioguida in italiano molto ben fatto che consente di notare particolari interessanti.

Se avete qualche giorno a disposizione spostatevi presso la Colonia Guell a Santa Coloma: pur essendo fuori dalla città, confinante con la antica cittadina di Sant Boi, nota come sede del vecchio ospedale psichiatrico della città, è raggiungibile con una comoda linea ferroviaria. La cittadella per gli operai è un gioiello e rende l’idea di cosa significhi il concetto di “imprenditore illuminato”; la cripta costruita al centro della colonia è poi talmente sorprendente che vale veramente il viaggio.

E naturalmente, andando a Bercellona, non potete evitare di percorrere le meravigliose Ramblas che portano al mare, sempre ricche di spettacoli di strada, bancarelle e sorprese, fermandovi magari lungo esse al “Mercat de St. Josep”, un’incredibile tavolozza di colori e profumi brulicante di attività. Se amate il pesce, poi, siete nella città giusta: scegliendo uno dei numerosi ristoranti che trovate nella zona del porto, come lo spettacolare “Cangrejo Loco” – il Granchio matto – andate sempre sul sicuro; se invece preferite la paella catalana, non potete non andare allo storico “Siete Portes” in Passeig Isabel II, mentre se volete provare le tradizionali tapas potete andare da Sagardi, taverna basca, sita proprio di fianco alla meravigliosa chiesa di Santa Maria del Mar, gioiello del gotico catalano assolutamente imperdibile.

Foto di: Anna, CCShalom


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