Sanremo 2024, il commovente discorso di Giovanni Allevi all’Ariston

08/02/2024

Anche la seconda serata del Festival di Sanremo 2024 è giunta al termine, portando a casa il 60,1% di share, in calo rispetto allo scorso anno, ma comunque alto. Quindici big si sono esibiti, presentati dall’altra metà che canterà invece stasera, Giorgia ha incantato con la sua voce, John Travolta ha ballato il “Il ballo del qua qua” (con annesse polemiche), il cast di “Mare Fuori” ha parlato della violenza di genere, ma il momento più toccante è stato senza dubbio il ritorno di Giovanni Allevi al pianoforte.

Il ritorno dopo due anni

Il compositore è tornato a esibirsi davanti al pubblico dopo ben due anni di cure per un mieloma multiplo, un tipo di tumore che ha origine dal midollo osseo. La malattia lo ha costretto ad allontanarsi dal palco e dal pianoforte, ma Amadeus lo ha fortemente voluto come superospite della serata serata. E il pubblico dell’Ariston lo ha accolto con un lungo e sentito applauso.

Il toccante discorso di Giovanni Allevi

Evidentemente commosso, Allevi ha esordito raccontando al pubblico l’origine della sua malattia. “All’improvviso mi è crollato tutto. Non suono più il pianoforte davanti a un pubblico da quasi due anni. Nel mio ultimo concerto, alla Konzerthaus di Vienna, il dolore alla schiena era talmente forte che sull’applauso finale non riuscivo ad alzarmi dallo sgabello. E non sapevo ancora di essere malato. Poi è arrivata la diagnosi, pesantissima”.


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Un messaggio di speranza

Il compositore ha poi voluto lanciare un messaggio di speranza e soprattutto di riconoscenza. “Ho perso il lavoro, i capelli, le certezze – ha continuato -, ma non la speranza e la voglia di immaginare, come se il dolore mi porgesse inaspettati doni“. E ne ha elencato qualcuno, “la gratitudine nei confronti della bellezza del creato: non si contano le albe e i tramonti che ho ammirato da quelle stanze d’ospedale”, “la riconoscenza per l’affetto, la forza, l’esempio che ricevo dagli altri pazienti, i guerrieri, così li chiamo” e la certezza che, “quando tutto crolla e resta in piedi solo l’essenziale, il giudizio che riceviamo dall’esterno non conta più“. Cita Kant, scopre i ricci grigi, che sono ricresciuti, e poi suona “Tomorrow”, brano scritto durante i lunghi ricoveri. Ma prima avverte: “Non potendo più contare sul mio corpo, suonerò con tutta l’anima“.

La malattia di Giovanni Allevi

Il mieloma multiplo è un tipo di tumore che colpisce alcune particolari cellule del midollo osseo, chiamate plasmacellule, che sono cellule del sistema immunitario che derivano dai linfociti B  e che hanno il compito di produrre gli anticorpi per combattere le infezioni. Le plasmacellule si trovano appunto nel midollo osseo, un tessuto spugnoso contenuto principalmente nelle ossa piatte, come le quelle del bacino e le costole, e nei canali interni delle ossa lunghe. Nel mieloma multiplo, le plasmacellule tumorali si moltiplicano in modo eccessivo e incontrollato, dando origine a una popolazione di cellule geneticamente uguali che producono una grande quantità di un singolo tipo di anticorpo noto come proteina M (proteina monoclonale delle immunoglobuline). La produzione di un singolo tipo di anticorpo sopprime lo sviluppo degli altri normali elementi midollari, come globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, e comporta una produzione notevolmente ridotta dei normali anticorpi, utili a combattere le infezioni, e altre disfunzioni immunitarie, con conseguente più alto rischio di contrarre infezioni batterie o virali. In alcuni casi, le plasmacellule tumorali possono invadere diversi organi e tessuti, mentre gli anticorpi prodotti da questi cloni possono talvolta danneggiare gli organi vitali, in particolare i reni e le ossa.


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(Foto copertina: credit agenzia Fotogramma)