Teneramente Folle, la storia di un papà molto speciale (il trailer)

Cameron è un papà affetto da un disturbo bipolare: lasciato da sua moglie solo con le due figlie, riuscirà a cavarsela? Una storia emozionante ed autobiografica che vede l'esordio di Maya Forbes alla regia

Quindici anni di carriera spesi come sceneggiatrice; quindici lunghi anni a scrivere ed inventare storie di ogni tipo che diventeranno intrattenimento per milioni di persone. È questa la storia della carriera di Maya Forbes, penna instancabile di Hollywood che, un bel giorno, ha deciso di dare vita ad un film che non sia pensato per gli altri, ma che sia il film della propria vita.
«Amo i film personali sulle famiglie i film che ci mettono in connessione l’uno con l’altro e con la nostra umanità» e proprio da questa passione e dal racconto della sua infanzia – sicuramente leggermente romanzato – che nasce Teneramente folle (Infinitely Polar Bear) nelle sale italiane dal 18 giugno distribuito da GoodFilms. Maya, infatti, dichiara che il suo mondo a 6 anni fu completamente sconvolto: sua madre si allontanò dalla sua città natale e lei rimase da sola con il padre.

Una storia che apparentemente non sembra dirci nulla di nuovo o particolarmente interessante, ma questa è una commedia che racconta di una famiglia leggermente fuori dal comune, formata da Cameron (Mark Ruffalo) Maggie (Zoë Saldana) e le due figlie Amelia e Faith.
Quando Cameron inizia a manifestare i primi sintomi del disturbo bipolare, la moglie lo allontana da lei e dalle figlie, cercando di proteggerle dalla sua malattia. Ma ben presto Maggie avrà bisogno di nuovo di suo marito; il lavoro che svolge non le permette di arrivare dignitosamente a fine mese, e, per migliorare le loro condizioni di vita, decide di iscriversi ad un master alla Columbia University. Nel momento in cui viene accettata, la donna lascerà il Massachusetts per New York lasciando a casa le sue figlie; a casa con Cameron, che ritorna per prendersi cura delle due ragazzine – che gli daranno molto filo da torcere – e dovrà fare di tutto per cavarsela… con loro e con la sua malattia.

Parlare di una malattia così grave – e forse poco conosciuta e sottovalutata – non è cosa da tutti, soprattutto se parlandone si dà vita ad una pellicola che è allo stesso tempo tenera, ironica, e di qualità.
Un personaggio quello del padre della regista, molto particolare, buffo e complicato, interpretato magistralmente da Mark Ruffalo, che si conferma uno degli attori più versatili (si pensi al suo ruolo di Hulk nei film ispirati al personaggio Marvel e a quelli della saga degli Avengers, molto diversi da questo) e talentuosi della sua generazione.

Ci sono voluti parecchi anni prima che la Forbes desse alla luce una storia tutta sua, ma di certo ne è valsa la pena aspettare a finché, dalle storie hollywoodiane, emergesse questo piccolo frammento di vita vissuta.

Il trailer del film


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