Sudan: uccide il suo stupratore, condannata a morte ragazza di 19 anni

Uccide il suo stupratore, Noura Hussein, ragazza sudanese viene condannata a morte.

Noura Hussein.
Noura Hussein.

Noura Hussein è il nome della ragazza sudanese di 19 anni condannata all’impiccagione per aver ucciso il suo stupratore, Abudulrhmam Mohammed Hammad, di 16 anni più grande, che era stata costretta a sposare.

Il padre Hussein aveva già spinto Noura a sposarsi una prima volta nel 2015, quando la ragazza aveva solo 16 anni. La madre di Noura, Zainab, dichiara che la giovane al tempo non era contraria al matrimonio ma che si era rifiutata di sposarsi perché voleva continuare gli studi. Se si fosse sposata, infatti, sarebbe stata costretta a dedicare tutto il suo tempo al marito e ai lavori domestici, e non avrebbe avuto più modo di frequentare la scuola.

Ma il padre fece comunque forte pressione affinché Noura si sposasse: per paura che la ragazza potesse avere figli fuori dal matrimonio (fatto molto grave per la cultura sudanese) e perché aveva maturato un grande debito economico con la famiglia di Hammad, che solo grazie al matrimonio avrebbe potuto estinguere.

Così Noura fu costretta a recarsi alla cerimonia di preparazione al matrimonio, ma durante le celebrazioni fuggì, trovando rifugio dalla zia Sinnar, a 350km di distanza.

Circa 2 anni dopo, nell’aprile del 2017, la famiglia di Noura riesce a convincerla a tornare a casa, promettendole che non si sarebbe più dovuta sposare, ma, contrariamente a quanto promesso, venne comunque celebrato il matrimonio, e la ragazza fu costretta ad andare a vivere con Mohammed Hammad.
Durante le notti successive alle nozze, al momento di consumare il matrimonio, Noura respinge ripetutamente le avances del marito, tenta persino di scappare, trovando però la porta serrata.

Al quinto giorno però, Mohammed Hammad, non riuscendo a sopportare i continui rifiuti della donna, con l’aiuto del fratello, del cugino e dello zio, la stupra violentemente. Il giorno seguente, di fronte ad un ulteriore tentativo di violenza, Noura si ribella, e nel tentativo di difendersi impugna un coltello, ferendo il suo stupratore a morte.

Noura, appena compiuto il gesto che l’avrebbe forse definitivamente liberata, corre dalla sua famiglia in cerca di sostegno e protezione. Ma il padre, probabilmente anche impaurito per le possibili ritorsioni che tutta la famiglia avrebbe potuto subire, la porta immediatamente alla stazione di polizia, dove viene arrestata per omicidio premeditato, crimine che viene punito con la pena di morte.

L’avvocato di Noura ha presentato recentemente ricorso alla sentenza, invocando la legittima difesa e chiedendo l’annullamento del matrimonio, in quanto per la legge sudanese nessuno può essere forzato a sposarsi e la donna deve dare il proprio consenso, anche in caso abbia meno di 18 anni.

Questo episodio ha avuto grande risonanza internazionale, che finalmente ha portato l’attenzione su un fenomeno terribile che coinvolge un gran numero di donne in tutto il mondo.

Tra i personaggi famosi che si sono spesi a favore della campagna di sensibilizzazione #JusticeForNoura spiccano Naomi Campbell ed Emma Watson. Ma in generale la mobilitazione è stata enorme, tanto che su Change.org sono state raccolte 1.400.000 firme delle 1.500.000 necessarie a chiedere l’assoluzione di Noura.


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