Ora legale: domenica notte le lancette avanzano di un’ora

Una misura convenzionale presa per favorire il risparmio energetico. E’ l’ora legale, adottata in (quasi) tutto il mondo ma con logiche differenti.

Uno spettro all’orizzonte a funestare il nostro week-end. Si tratta forse di qualche calamità naturale o della visita di qualche parente sgradito? No, molto semplicemente arriva l’ora legale che, inesorabilmente, con mossa truffaldina prenderà in ostaggio un’ora del nostro sonno per restituircela poi solo nel prossimo mese di ottobre. Il fatidico appuntamento è fissato nella notte fra sabato 25 e domenica 26 marzo 2015 e, più precisamente, alle due in punto. A parte gli scherzi, l’ora legale non è altro che una convenzione di misurazione del tempo stabilita internazionalmente cui ciascun paese decide liberamente se aderire o meno e che consiste nella “soppressione” di un’ora all’interno della giornata durante il periodo estivo “anticipando” la sveglia del mattino. allo scopo di sfruttare al meglio le ore di luce del sole e di risparmiare così energia nelle ore serali. Dal 1996, i paesi appartenenti all’Unione Europea adottano una politica comune in merito all’adesione a tale convenzione, che così entra in vigore nell’ultimo week-end di marzo – quest’anno, appunto, il 26 – e dura fino all’ultima domenica di ottobre.

Ora solare ed ora legale

La denominazione “ora legale” è in realtà tutta italiana e, a dire il vero piuttosto imprecisa, contrapponendosi a quella di “ora solare” utilizzata per i periodo invernale in cui il tempo “ufficiale” è esattamente coincidente con quello “effettivo” del sole. In effetti, il concetto di ora legale coincide con quello di “ora convenzionale civile” che viene utilizzata per la regolamentazione e la scansione della vita sociale ed in  questo senso qualunque sia la convenzione, l’ora è “sempre” legale. Nella maggior parte dei paesi, infatti, si una la più diretta terminologia di “ora estiva” contrapposta a quella invernale. Più formalmente, sarebbe più corretto riferirsi al suo nome “ufficiale” che, in ossequio al fatto che fu ideata e proposta per la prima volta in Inghilterra, è di origine anglosassone e suona daylight saving time – o DST come spesso viene indicato per abbreviazione – ovvero, “orario per il risparmio della luce diurna”

In blu i paesi in cui è in vigore l'
In blu i paesi in cui è in vigore l'"ora legale"

L’ora legale nel mondo

Come detto, in tutti i paesi la convenzione che porta allo spostamento delle lancette viene adottato in maniera uniforme. In Italia, per esempio, fu introdotta come misura di guerra per la prima volta nel 1916 e poi riutilizzata diverse volte – anche con un lungo ed ininterrotto periodo fra il giugno del 1940 ed il novembre dl 1942 – nel corso del Secondo Conflitto Mondiale. Come misura di risparmio energetico, fu adottata dal Parlamento ufficialmente nel 1965 ed ebbe diverse forme, prima di uniformarsi, come ricordato, alle direttive dell’Unione Europea del 1996. Nei paesi Equatoriali, per esempio, l’ora legale non viene in genere adottata, anche perché avrebbe poco senso pratico e pochi effetti di risparmio, data la sostanziale invarianza delle ore di luce e buoi nei diversi periodi dell’anno. Addirittura opposta la posizione della Russia e della Bielorussia, dove l’ora legale è in vigore per tutto l’anno, ininterrottamente. Se in Africa la misura è scarsamente adottata, nell’emisfero australe l’inversione delle stagioni porta, inevitabilmente, anche all’inversione del “calendario” dell’ora legale. In Australia, per esempio, essa è utilizzata da ottobre a fine marzo, mentre in Brasile si protrae da ottobre a febbraio.

 

Photo Credit: Paul Eggert


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