Mariele Ventre beata: richiesta la causa di beatificazione

A cinquant’anni dalla fondazione del Piccolo Coro dell’Antoniano e a quasi vent'anni dalla sua morte, la storica figura di Mariele Ventre torna agli onori delle cronache

Mariele Ventre

Mariele e Lo Zecchino d’Oro

Lo Zecchino d’Oro è qualcosa di più che un semplice festival della canzone per bambini. Con i suoi 56 anni di storia, le oltre 700 canzoni in repertorio e personaggi ormai leggendari come il Mago Zurlì, alias Cino Tortorella che ha presentato la rassegna canora dalla prima edizione del 1957 fino alla cinquantunesima del 2008, lo Zecchino ha fatto sognare milioni di bambini che sono cresciuti sulle sue note, diventando una vero e proprio pezzo della nostra cultura nazionale. Il 19 novembre si apre l’edizione 2013, trasmessa su Rai 1 tutte le sere fino a venerdì 23 dalle ore 17.00 e che vedrà in gara 12 piccoli cantanti presentati da Veronica Maya e Pino Insegno.

Ma il 2013 per l’intramontabile Zecchino non è un anno qualunque. Se c’è infatti un simbolo della storica rassegna questo è il Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna, oggi diretto da Sabrina Simoni e che ricorda quest’anno i cinquant’anni dalla sua fondazione. E se c’è un personaggio che più di ogni altro ha segnato indelebilmente la manifestazione con la sua discreta ma rassicurante presenza è senza alcun dubbio Mariele Ventre, leggendaria fondatrice e direttrice di quel coro che oggi porta il suo nome. Un nome che in futuro potrebbe essere preceduto dal appellativo di “Beata”.

Mariele Ventre
Mariele Ventre con Cino Tortorella

Una vita dedicata ai bambini e alla musica

È infatti stata presentata presso la diocesi di Bologna la domanda di beatificazione di Mariele Ventre, donna coraggiosa che ha dedicato la sua vita ad insegnare ai bambini a cantare e a trasmettere loro, attraverso quel canto, i valori più alti che li avrebbero accompagnati nel loro divenire uomini e donne. Mariele Ventre, bolognese di genitori lucani e diplomata al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, si imbatté nello Zecchino d’Oro nel 1961, quando i frati francescani dell’Antoniano, che lei conosceva per l’assidua frequentazione del Convento di Sant’Antonio, la presentarono a Cino Tortorella, ideatore della manifestazione, che aveva appena deciso di trasferire la rassegna da Milano a Bologna per esigenze televisive.

Fu due anni dopo che Mariele, raccogliendo il desiderio di cinque bambini interpreti delle prime canzoni che volevano partecipare ancora alla manifestazione cui erano legati affettivamente, fondò il Piccolo Coro che da allora accompagnò tutte le edizioni dello Zecchino, crescendo da quell’esiguo numero iniziale fino agli 80 coristi attuali e alle centinaia di bambini che fanno parte della Galassia dell’Antoniano, l’associazione dei numerosi cori nati su ispirazione di quello della Ventre in tutta Italia. Il suo legame indissolubile con lo Zecchino d’Oro continuò fino alla sua morte, il 16 dicembre 1995, per causa di un tumore al seno. Solo pochi giorni prima aveva partecipato come solito alla 38° edizione della manifestazione.

Mariele Ventre

Più francescana dei francescani

L’anno dopo il suo Piccolo Coro, diretto dalla sua allieva Sabrina Simoni, le dedicò un commovente brano, Ele, per ricordarla. E da allora numerose iniziative di solidarietà, scuole e spazi dedicati ai ragazzi hanno portato il suo nome. Padre Berardo Rossi, uno dei fondatori dell’Antoniano e principale sostenitore della causa di beatificazione di Mariele Ventre, è morto a 90 anni lo scorso giugno, non prima però di avere presentato al vescovo di Bologna la sua richiesta che ora è in fase di verifica.

Padre Berardo soleva dire che Mariele era più “francescana dei francescani” e alla sua morte scrisse queste breve comunicato dove si intuisce quale fondamento di santità il frate avesse riconosciuto nella vita di Mariele:  “Alle doti indiscusse di grande musicista e di educatrice, Mariele univa certe caratteristiche del suo temperamento – lo sguardo magnetico, il piglio dolce e autorevole, il rigore, la tenacia, il valore del sacrificio e la capacità di saper apprezzare le piccole cose della vita, uniti ad una fede radicata e vissuta ­- che l’hanno resa straordinariamente popolare e vicina al cuore della gente”.

Mariele Ventre
Il Piccolo Coro "Mariele Ventre" oggi


Vedi altri articoli su: Attualità | Cultura |

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *