Le più sexy siamo noi! La rivincita delle top curvy

Cambiano le mode, cambiano gli stereotipi. La donna curvy si afferma come modello di donna sensuale, testimonial non solo di bellezza ma anche di buona salute

Kate Upton eletta donna più sexy 2014
Kate Upton eletta donna più sexy 2014
  • Kate Upton eletta donna più sexy 2014
  • Kate Upton icona sexy e curvy
  • Denise Bidot fotografata da Victoria Janashvili per
  • Denise Bidot fotografata da Victoria Janashvili
  • Candice Huffine - Backstage calendario Pirelli 2015
  • Elisa D’Ospina, burrosa modella nostrana
  • Elisa D’Ospina, la modella testimonial di buona salute

Lo stereotipo della donna sensuale potrebbe finalmente cambiare. I primi segnali ci erano già arrivati da alcune passerelle e dalle scelte di marchi famosi come Calvin Klein, che ha inserito la modella Myla Dalbesio, taglia 42, nella sua nuova campagna pubblicitaria; un fisico del tutto normale nel mondo comune, in grado però di creare stupore (e notizia) nel patinato mondo del fashion. Decisioni più rivoluzionarie per Marks & Spencer, noto brand britannico di lingerie, che ha scelto donne di diverse taglie e forme fisiche per promuovere la sua linea di intimo; o ancora H&M che ha affidato la passata linea beachwear alla forme burrose della modella Jennie Runk. A suggellare questo cambiamento nello stereotipo comune ci pensa Kate Upton, la 22enne musa di Sport Illustrated nonché modella di fama internazionale, eletta donna più sexy del 2014 dalla rivista People.

Curve che fanno perdere la testa

Le modelle dal fisico procace e formoso non hanno nulla da invidiare alle colleghe dalle taglie ridotte. Lo sa bene Victoria Janashvili, famosa fotografa ventiseienne di New York, che ha scelto di celebrare la sensualità delle donne formose attraverso la raccolta fotografica “Curves”. Il suo obiettivo è quello di proporre un modello di bellezza sano e reale. Gli scatti ritraggono le modelle Denise Bidot e Marina Bulatkina interamente ricoperte di vernice bianca. Una provocazione, come spiega la fotografa, dal momento che il bianco contribuisce a mettere in risalto le forme abbondanti. Ma Victoria non è la sola a voler mettere in risalto le curve burrose. Un forte segnale arriva anche dal calendario Pirelli 2015, firmato quest’anno dal fotografo Steven Meisel. Il mese di Aprile vede infatti come protagonista Candice Huffine, una splendida modella plus-size che domina l’obiettivo dal suo metro e 90 di altezza, per circa 90 chili di peso.

Fashion sì, fashion victim no

Portabandiera italiana delle plus-size è Elisa D’Ospina, una nostrana taglia 48 già copertina di Vogue e ora anche curvy-coach costantemente impegnata in iniziative contro i disturbi alimentari. La volontà è quella di spingere il fashion system ad adottare modelli estetici più reali, preferendoli a quelli di magrezza tutt’altro che sana e femminile. La denuncia contro le scelte adottate nel campo della moda, purtroppo, rimane ancora oggi un argomento attuale e scottante. Si susseguono le campagne anti-anoressia, talvolta dissacranti altre volte più velate, ma il problema continua.

Isabelle Cairo per Oliviero Toscani
Rimane ancora impressa la campagna Nolita. Forse per via quel corpo malato e nudo della modella anoressica Isabelle Caro, o per l’approccio da reporter dell’autore Oliviero Toscani. O forse perchè mesi dopo quella ragazza è morta. Per davvero. Come a ricordarci che anche lei era reale.

La legge che vorremmo uguale per tutti

Dal 1 Gennaio 2013 in Israele è entrata in vigore una legge contro l’anoressia. La prima al mondo che affronta a livello istituzionale questo disturbo alimentare, vieta di ingaggiare modelle con un indice di massa corporea (IMC, il rapporto tra peso in kg e il quadrato dell’altezza in metri) inferiore a 18,5; le tabelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano come sottopeso l’indice di massa corporea inferiore a 18,5, sovrappeso l’IMC compreso tra 25 e 29,9 ed obesità quello supriore a 30. Una legge che tutela anche le famiglie che possono denunciare l’editore, lo stilista, l’agente o chiunque possa essere ritenuto responsabile di istigazione all’eccessiva magrezza.

Foto: artribune.com, sparklingmagazine.com, victoriajanashvili.com, kateupton.com

 


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