Le donne contro Trump: non dividete i bambini dai genitori

Nuovo piano per scoraggiare il traffico di migranti dalla frontiera messicana: separare i figli dai genitori.

Il Governo separa i figli dai genitori
Il Governo separa i figli dai genitori.

La polizia di frontiera degli Stati Uniti ha permesso ad alcuni giornalisti e deputati di visitare una delle strutture in cui vengono trattenuti, in attesa di giudizio, i migranti clandestini provenienti dal Messico.
Lo scenario che si sono trovati davanti è drammatico: bambini chiusi in gabbie, separati dai genitori, senza giochi né libri, lasciati all’oscuro rispetto al destino dei loro familiari per giorni, o addirittura settimane.

Questo è l’esito della politica della Casa Bianca di “tolleranza-zero”, che si propone di affrontare in maniera decisa il problema dell’immigrazione irregolare proveniente dai confini meridionali del paese. Già da qualche settimana infatti, il Governo aveva dato il via a un nuovo piano per scoraggiare il traffico di migranti dalla frontiera messicana, e principalmente quello delle famiglie, che prevedeva, una volta intercettati varcare il confine illegalmente, di separare i figli dai genitori e di portarli in strutture apposite in attesa della sentenza di espulsione.

I racconti della visita al centro di internamento, come le immagini che stanno circolando in rete, sono davvero terribili. Una ragazza di 16 anni ha raccontato di essersi dovuta occupare per tre giorni di una bambina molto piccola, di due anni circa, perché la zia era stata spostata in un’altra parte della struttura. La ragazza ha dovuto quindi provvedere a cambiarle il pannolino e a insegnare il procedimento agli altri bambini della cella, che si sarebbero in futuro dovuti occupare della piccola nel caso lei fosse stata trasferita.

I giornalisti raccontano anche di un’altra drammatica scena: alcuni bambini si sono messi a giocare all’interno di una gabbia, iniziando a correre e a gridare, e sono stati immediatamente richiamati all’ordine dalle guardie. Un bambino nel frattempo è rimasto in disparte silenzioso, rifiutandosi di partecipare agli schiamazzi. Guardando meglio, i visitatori si sono accorti che il piccolo stringeva in mano la fotocopia della carta di identità della madre, di cui molto probabilmente da tempo non aveva più notizie.

A queste terribili scene, non è rimasta indifferente l’opinione pubblica americana e internazionale, addirittura Melania Trump si è schierata contro la linea dura decisa dal marito. La sua portavoce, Stephanie Grisham, ha affermato alla CNN “Melania odia vedere bambini separati dalle loro famiglie e spera che entrambi gli schieramenti possano alla fine unirsi per ottenere una riforma migratoria di successo”.

Anche l’ex first lady Laura Bush, è intervenuta riguardo a questi episodi, condannando l’azione del governo. Sul Washington post scrive: “vivo in uno Stato di confine e capisco la necessità di proteggere i nostri confini internazionali, ma questa politica di tolleranza zero è crudele. È immorale. E mi spezza il cuore”.

Intervento che è stato apprezzato anche da un’altra first lady, Michelle Obama, che, nonostante la distanza politica che la separa dalla Bush, ha affermato retweettando il suo articolo: “talvolta la verità va al di là dei partiti”.

Infine, anche Hilary Clinton, nemico numero uno di Trump nella corsa alla Casa Bianca, ha fatto sentire la sua voce, parlando di “crisi umanitaria” e di “situazione incresciosa”, accusando il Governo di aver messo in campo, riguardo alla questione dell’immigrazione, una campagna di disinformazione criminale.

In un tweet ha affermato: “quello che sta accadendo alle famiglie al confine in questo momento, è una crisi umanitaria. Ogni genitore che abbia mai tenuto un bambino in braccio, ogni essere umano con un senso di compassione e decenza, dovrebbe essere indignato.”


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