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Banco Alimentare: La giornata della Colletta Alimentare 2013

Quasi 135.000 volontari impegnati nel 2012 in oltre 10.000 punti di vendita sparsi per tutto il territorio italiano. 5.000.000 circa le persone che, facendo la spesa, hanno deciso di donare il “sacchetto” di cibo non deperibile per una raccolta totale che ha sfiorato le 10 tonnellate. Bastano questi pochi numeri per capire cosa sia diventata, anche per capacità di rispondere al dilagante bisogno che di questi tempi è sempre più concreto, la Giornata della Raccolta Alimentare, che ha vissuto il 30 novembre l’edizione 2013, la diciassettesima dalla prima che si era tenuta nel 1997. Una iniziativa ormai diventata un appuntamento fisso dell’ultimo week-end di novembre e che ha lo scopo di raccogliere generi alimentari a lunga conservazione – come pasta, scatolame, olio o zucchero – da mettere a disposizione della Fondazione Banco Alimentare, organizzazione nata nel 1989 che attraverso diversi canali, quali il recupero delle eccedenze produttive e commerciali contro gli sprechi alimentari, accordi con produttori e grandi magazzini e diverse iniziative di volontariato, raccoglie e distribuisce cibo ad una capillare rete di circa 9.000 organizzazioni caritative che aiutano circa 1.800.000 persone in condizioni di bisogno. E che quest’anno ha visto anche la partecipazione come testimonial del tele-chef Antonino Cannavacciulo.


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Non solo uno slancio di generosità

Se c’è un segnale della crisi che ancora di questi tempi contraddistingue decisamente la vita della gente, questo è l’incremento costante del numero di persone e di famiglie che chiedono ed ottengono l’aiuto della Fondazione Banco Alimentare. È un bisogno assolutamente concreto, essenziale, quello di poter mangiare per sopravvivere. Un bisogno che sempre più persone faticano a soddisfare e di fronte al quale risponde l’esercito di volontari che sono di fatto l’anima della giornata della raccolta: chi distribuisce volantini e ritira i “sacchetti” donati, chi prepara con cura gli scatoloniseparando le diverse tipologie di cibo, chi li trasporta, magari utilizzando propri furgoni e camion, ai diversi punti di raccolta della Fondazione sul territorio nazionale, da dove poi le derrate saranno distribuite alle associazioni convenzionate e, da qui, a chi ha bisogno.

Cosa spinge queste persone a donare il loro tempo? Solo un atto di generosità o una questione di coscienza? Probabilmente no, dato che ciò non potrebbe spiegare tutta la mobilitazione che ogni anno, puntualmente, rende possibile un evento come quello della Colletta. Ce lo dice un volontario, avvicinato in uno dei tanti supermercati di Milano dove, sfidando il gelo dell’inverno incombente, ci ha allungato all’ingresso un volantino di invito alla raccolta: “Non si tratta solo di mettere a posto la propria coscienza facendo qualcosa “per i più sfortunati” o di pensare “che se avessi bisogno io vorrei trovare un aiuto così”. Si tratta di rendersi conto che il bisogno, la necessità di una vicinanza umana e di un significato per ciò che facciamo, accomuna tutti. Chi ha e chi non ha. Per questo è bello condividere, perché non ci si può fermare semplicemente al cibo, ma si condivide un po’ della vita e del desiderio e dei bisogni che ognuno ha. Per me, almeno, è così…”

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La ispiranti parole di Papa Francesco

Una iniziativa un po’ diversa dal solito, anche perché un po’ diverso dal solito è il suo fondamento. Non per nulla nel “lancio” dell’edizione 2013 sono state riportate le parole di Papa Francesco, pronunciate durante l’udienza generale del 5 giugno scorso in Piazza San Pietro: “La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se è povera […] Invito tutti a riflettere sul problema della perdita e dello spreco del cibo per individuare vie e modi che, affrontando seriamente tale problematica, siano veicolo di solidarietà e di condivisione con i più bisognosi. […] quando il cibo viene condiviso in modo equo, con solidarietà, nessuno è privo del necessario, ogni comunità può andare incontro ai bisogni dei più poveri». Una ispirazione quanto mai autorevole, quindi. E che spiega anche l’importanza dell’evento che gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e la collaborazione dell’Esercito, dell’Associazione Nazionale Alpini, della Società di San Vincenzo de Paoli e della Compagnia delle Opere Sociali.

Photo Credit: Rotaract Club Modena, Lyonora

Anna Invernizzi

Classe 1972, cinque figli e una vita intensa. Laureata in Economia, impiegata, scrivo per passione su tutto quello che mi interessa. In particolare creo contenuti a tema cucina e lifestyle.

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Anna Invernizzi

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