Governo Letta: scopriamo le sette donne ministro

Un ministro su tre è donna: conosciamo insieme chi rappresenta le "quote rosa" nella nuova compagine governativa scelta da Enrico Letta

Governo Letta

E’ nato alle cinque della sera del 27 aprile scorso, quando il neopremier incaricato Enrico Letta ha sciolto la riserva sul mandato affidatogli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ha elencato i nomi dei 21 ministri che compongono il nuovo, sospirato Governo della Repubblica Italiana, il 62° della sua storia ed il primo della XVII legislatura. Non è certo nostro compito quello di fare una valutazione politica o di cronaca della questione. Ma noi che all’universo femminile siamo sempre estremamente attenti cercando di coglierne sfaccettature e tendenze, non potevamo non lasciarci colpire da un fatto che lo stesso Letta ha tenuto a sottolineare ben due volte nel suo primo breve intervento da Capo del Governo: le “quote rosa” nella compagine dei ministri sono rappresentate come mai successo prima d’ora, se è vero che ben un terzo dei ministri – sette su ventuno – appartengono al “gentil sesso”. E se non è un segnale di tendenza questo…

Un po’ di storia

La prima donna ministro nella storia della Repubblica fu Tina Anselmi, oggi 86enne, che fra il 1976 e il 1979 fu Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale e Ministro della Sanità fino nel terzo e quarto dei governi presieduti da Giulio Andreotti. Veneta, laureata in lettere, partigiana, sindacalista ed insegnante, la Anselmi fu una delle storiche figura della Democrazia Cristiana del Tempo. Prima di lei alcune donne avevano ricoperto solamente l’incarico di Sottosegretario ad un Ministero: la primissima fu Angela Maria Guidi Cingolani, romana, che nel 1951, durante la prima legislatura ed il settimo governo De Gasperi, divenne braccio destro del ministro dell’Industria e del Commercio. Dalla Anselmi in avanti le donne-ministro sono state sempre più numerose con nomi noti e meno noti: il governo Prodi del 2006 era arrivato a contarne cinque, durante il travagliato governo Berlusconi fra il 2008 e il 2011 si erano alternate in sei, ma con incarichi non contemporanei. Ecco perché le sette donne di Letta, sono un record per l’Italia e già qualcosa di nuovo…

Chi sono le sette paladine scelte da Letta

Emma Bonino
Emma Bonino, di Bra, 65 anni, è il nuovo Ministro degli Esteri. E’ forse la più nota fra la rappresentanza femminile nell’Esecutivo, ed ha anche la carica più prestigiosa. Una donna dalla lunga carriera politica spesa interamente nelle file del Partito Radicale – nelle diverse denominazioni ed evoluzioni da questo vissute nel tempo – all’interno del quale viene eletta alla Camera a 28 anni nel 1976. Già più volte ministro, si costruisce una solida reputazione internazionale soprattutto grazie al suo lavoro di Commissario Europeo con particolare delega per gli aiuti umanitari e la tutela dei consumatori, svolta dal 1995 al 1999. Nata a Roma nel 1943, Anna Maria cancellieri è stata Ministro dell’Interno nel precedente governo Monti ed è ora stata nominata Ministro della Giustizia. Ha vissuto a lungo con la famiglia a Tripoli, prima di tornare a Roma per laurearsi in Scienze Politiche alla Sapienza. La sua però, non è una carriera “di partito”, ma da “tecnico”.
Anna Maria Cancellieri
Entra nel Ministero dell’Interno nel 1972 mentre porta avanti una attività di cronista e  giornalista. Nominata prefetto nel 1993 svolge l’incarico fino al 2009 in varie città italiane. Diversi sondaggi hanno rivelato come, fra tutti i ministri del governo Monti, la Cancellieri era quella con un indice di popolarità migliore fra il pubblico italiano. Maria Chiara Carrozza è uno dei tanti volti nuovi del Governo Letta. Ha 47 anni ed è professore ordinario di ingegneria presso l’Università Sant’Anna di Pisa. Nello stesso ateneo ha ricoperto la carica di rettore per ben due mandati, dal 2007 fino alla sua rinuncia dopo l’elezione a deputato dello scorso marzo nelle file del Partito Democratico come capolista in Toscana. E’ stata nominata Ministro dell’Istruzione. Altro nome relativamente nuovo è quello di Beatrice Lorenzin, 41 anni, esponente del Popolo delle Libertà: entrata come deputato alla Camera nel 2008 era stata fino ad allora, coordinatrice nazionale dei Giovani di Forza Italia. Membro di numerose commissioni parlamentari, a lei fu preferito Francesco Storace come candidato, poi sconfitto, alla Presidenza della Regione Lazio di qualche mese fa. E’ stata nominata Ministro della Salute. Nunzia De Girolamo è la più giovane del gruppo: è nata a Benevento nel 1975 ed era salita agli onori della cronaca per il bigliettino “galante” di benvenuto che il Cavaliere le aveva inviato alla sua prima elezione al Parlamento nel 2008. Membro del consiglio direttivo del PdL, sarà il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Anche una campionessa dello sport fa parte della lista:
Josefa Idem
Josefa Idem
Josefa Idem è nata a Goch, in Germania nel 1964, ma dal 1988 vive nei pressi di Ravenna. E’ diventata cittadina italiana nel 1990 dopo aver sposato il suo allenatore Guglielmo Guerrini. Josefa è una delle più grandi specialiste di ogni tempo nella canoa e detiene l’incredibile record di avere partecipato ad otto edizioni delle Olimpiadi (una per la Germania) con un totale di quattro medaglie conquistate: un oro a Sidney nel 2002, due argenti – l’ultimo a 43 anni a Pechino 2008 – ed un bronzo. E’ stata inoltre cinque volte Campionessa del Mondo e nove volte Campionessa Europea. Non poteva che ricoprire l’incarico di Ministro dello Sport. Ed infine la “carta a sorpresa” di Enrico Letta: Cécyle Kyenge è stata nominata Ministro per l’Integrazione ed è il primo politico di colore – uomo o donna che sia – ad arrivare ad una carica così importante. Nata in Congo nel 1964, la Kyengeè cittadina italiana dal 1983 e vive col marito a Castelfranco Emilia. Medico con specializzazione in oculistica, è alla sua prima esperienza parlamentare dopo essere stata consigliere provinciale a Modena nelle file del Partito Democratico.

 

Photo Credit: Presidenza della Repubblica; Giuseppe Nicoloro; World Economic Forum/Youssef Meftah.


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