Giovanni Boldini in programma al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini dal 4 marzo 2017 al 16 luglio 2017

Giovanni Boldini: a Roma in mostra l’opera del geniale pittore della Belle Époque

Dal 4 marzo al 16 luglio a Roma, al Complesso del Vittoriano, sono esposte più di 150 opere di uno degli artisti simbolo della pittura dell’Ottocento.

La mostra antologica dedicata a Giovanni Boldini al Complesso monumentale del Vittoriano di Romadal 4 marzo al 16 luglio nell’Ala Brasini – è una delle più ricche e spettacolari esposizioni antologiche degli ultimi decenni, con quasi 160 opere provenienti da 60 collezioni pubbliche e private e circa 30 musei di tutto il mondo.

Giovanni Boldini Ritratto di Donna Franca Florio 1901-1924 Olio su tela, 221x119 cm AMT Real Estate SPA in c.p.o.
Giovanni Boldini Ritratto di Donna Franca Florio 1901-1924 Olio su tela, 221x119 cm AMT Real Estate SPA in c.p.o.
Simbolo della mostra è un capolavoro della Belle Époque, la grande tela dedicata a Donna Franca Florio, realizzata Da Boldini tra il 1901 ed il 1924 e che nasconde un piccolo giallo. Commissionata nel 1901 da Ignazio Florio – erede di una delle più importanti famiglie imprenditoriali siciliane – per ritrarre la moglie Franca, definita da D’Annunzio “L’unica. Una creatura che svela in ogni suo movimento un ritmo divino”, l’opera è presentata alla Biennale di Venezia nel 1903 ma nel tempo se ne perdono le tracce. Alla fine degli anni ‘20, in seguito alla rovina finanziaria della famiglia Florio, il quadro viene comprato dal Barone Maurice de Rothschild e dal 2006 fu esposto a Villa Igiea a Palermo. Oggi l’opera è coinvolta nella procedura giudiziaria che interessa il Gruppo Acqua Marcia (Francesco Bellavista Caltagirone) ed è eccezionalmente prestata alla mostra del Vittoriano, quindi potrebbe essere messa all’asta e – se finisse in una collezione privata – potrebbe essere una delle ultime occasioni per vederla.

Giovanni Boldini è il genio della pittura che più di ogni altro ha saputo immortalare la bellezza femminile, gli abiti sontuosi e fruscianti, la Belle Époque e i salotti. I suoi quadri sono una continua ricerca dell’attimo fuggente, un imprimere su tela un istante irripetibile – il rientro da un ballo, un tempo di trotto a cavallo, due militari a un caffè, l’erotismo di una scollatura – ricreando perfettamente l’atmosfera di un periodo storico. Ma Boldini è anche colui che ha fatto sì che Giuseppe Verdi abbia soltanto un volto: quello del suo ritratto, normalmente custodito nella Casa di Riposo per Musicisti – Fondazione Giuseppe Verdi di Milano.

Giovanni Boldini in programma al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini dal 4 marzo 2017 al 16 luglio 2017
Giovanni Boldini in programma al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini dal 4 marzo 2017 al 16 luglio 2017
L’esposizione che ricostruisce passo dopo passo il percorso artistico del grande maestro italo-francese è divisa in 4 sezioni:

  • La luce nuova della macchia (1864-1870) – Dal lungo soggiorno fiorentino del 1864, Boldini partecipa ai moti di rinnovamento ideologico e artistico dei Macchiaioli. Sono anni di straordinaria creatività che costituiscono la solida base luministica che porterà nel successivo periodo francese. A Firenze l’artista entra in contatto con l’aristocrazia locale che gli procura proficue commesse e con la nobile inglese Isabella Falconer, la quale diviene per qualche anno sua mecenate.
  • La Maison Goupil fra “chic” e “impressione” (1871-1878) – Dopo qualche mese a Londra, Boldini si stabilisce a Parigi. Sono gli anni dell’Impressionismo al quale Boldini formalmente non aderisce ma persiste nelle ricerche en plain air cominciate con i Macchiaioli. In questi anni, milita nelle fila degli artisti della Maison Goupil, del potente mercante internazionale Adolphe Goupil. Sono di questo periodo le piccole scene, prevalentemente con ambientazioni settecentesche o Impero sfumate con effetti vaporosi, forse appresi dallo studio di Turner durante il soggiorno inglese.
  • La ricerca dell’attimo fuggente (1879-1890) – Attraverso la contessa Gabrielle de Rasty che diviene sua amante, entra in contatto con l’alta borghesia e con la nobiltà parigina, introducendosi negli ambienti più esclusivi e ottenendo il benessere economico. Boldini abitava a Montmartre, crocevia di artisti, tra gli altri Degas (in mostra un suo ritratto di Boldini), con il quale intraprende un importante viaggio di studio e di lavoro in Spagna.
  • Il ritratto Belle Époque (1892-1924) – A partire dagli anni novanta l’arte di Boldini si porta al di fuori degli schemi della ritrattistica ufficiale. Sono gli anni dei ritratti a grandezza naturale, dipinti seguendo una parabola estetica che riflette la moda e le consuetudini di una società sempre meno tradizionale e ottocentesca e sempre più aperta al progresso. Boldini fa sfilare sulle sue poltrone stile Impero o Luigi XV le donne più avvenenti dell’alta società francese.


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