Expo 2015: primi riscontri positivi per la vendita dei biglietti

8,5 milioni di tagliandi già venduti di cui 5 milioni all’estero. A circa un mese dall’evento il trend sembra positivo ed in linea con le previsioni di affluenza.

Expo biglietti

Se vi capiterà mai di fare un giro virtuale sul sito web di Expo, probabilmente l’occhio vi sarà subito attirato dal cruscottino che appare immediatamente a destra della testata, quello che scandisce il count-down. E che, inesorabilmente avanza. Nato con grandissime aspettative, sia dal punto di vista dell’attenzione mediatica che ci si aspetta sollevi, sia dal punto di vista delle presenze attese, Expo ha percorso la sua marcia di avvicinamento al fatidico momento dell’inaugurazione ora con passo spedito e deciso, ora con movenze claudicanti ed in mezzo alle polemiche. E ha lanciato da tempo la campagna di vendita dei suoi preziosissimi biglietti. Bene, ora, a pochi giorni dal fatidico 1° maggio è arrivato il momento di chiedersi se la risposta del pubblico, almeno per quanto è dato di vedere fino ad ora, è in linea con le aspettative o meno. E’ chiaro che una prima – parziale ma pur sempre significativa – cartina al tornasole del successo di un evento è la vendita dei biglietti ad esso connesso. E per Expo Milano 2015, l’obiettivo dichiarato da raggiungere è quello dei 20 milioni di tagliandi venduti, di cui una buona parte all’estero, entro la chiusura della manifestazione il prossimo 31 ottobre. Se dunque il cantiere procede speditamente verso la sua completa realizzazione ed i padiglioni dei paesi sono ormai quasi tuti completati, scopriamo a che punto è invece la macchina “commerciale” di Expo.

Piero Galli, diretto Sales&Marketing di Expo
Piero Galli, direttore Sales&Marketing di Expo

Milano versus Shanghai 2010

Expo treno
Venti milioni, si è sopra ricordato, costituisce la cifra-target che l’organizzazione di Expo si è data per considerare riuscita la manifestazione. E il Presidente del Consiglio Renzi ha rilanciato la posta puntando a staccare 10 milioni di biglietti entro la sua inaugurazione. Va subito detto che non si tratta di obiettivi particolarmente ambiziosi, almeno stando alle cifre che hanno totalizzato altre edizioni dell’Esposizione Internazionale: per fare solo un piccolo esempio, l’ultima di Shanghai, in Cina, ha visto arrivare nei suoi spazi la cifra record di 73 milioni di persone, una affluenza-monstre fatta in massima parte di cinesi e che ha finito per sbriciolare il primato precedente per una manifestazione del genere che apparteneva all’edizione 1970 di Osaka, in Giappone che aveva visto 64 milioni di visitatori. Certo, va subito detto che un evento svoltosi in una nazione incredibilmente grande, popolata ed influente come la Cina non può essere paragonata tout court ad uno analogo tenuto nella Vecchia Europa, per ovvi motivi di collocazione geografica e di natura demografica. E va anche detto che la faraonica progettualità del governo cinese investì in quell’evento una quantità di risorse – economiche e non – nemmeno paragonabile a quella di Milano. Basti pensare, per esempio, che il solo padiglione cinese occupava uno spazio di 160.000 metri quadrati, ovvero circa un quinto dell’intera area Expo Milano odierna.

Milano versus Siviglia 1992

I lavori nei padiglioni di Expo
I lavori nei padiglioni di Expo
Ma tant’è: misurandosi quindi soprattutto con i precedenti nel nostro continente, Expo conta di avvicinarsi più all’edizione di Siviglia 1992 che vide la visita di oltre 40 milioni di persone, il doppio di quelle attese, e che si tradusse in un successo enorme, piuttosto che all’edizione 2000 di Hannover che, forse complice gli altri grandi eventi mondiali di quell’anno “particolare”, vide solo 18 milioni di presenze contro le 40 attese e si tradusse in un inequivocabile flop. Ecco dunque che il target di 20 milioni dichiarati da Milano appare giustamente e saggiamente prudente, e, quindi, in linea con i progetti. Ma torniamo ai nostri biglietti: secondo gli ultimi dati ufficiali, sono già stati staccati 8,5 milioni di tagliandi che, considerando che la “curva di vendita” si dovrebbe avvicinare molto a quella tipica di un evento incrementandosi quindi progressivamente con il suo approssimarsi, può considerarsi un trend decisamente positivo. Anche perché la maggior parte dei tagliandi venduti – oltre cinque milioni – sono stati distribuiti all’estero, altro dato che fa ben sperare se è vero che i visitatori italiani attesi dovrebbero essere almeno la metà dei presenti sul sito e che si suppone che molti nostri connazionali lascino “all’ultimo momento” la decisione di andarci o meno. Altro dato positivo: dei cinque milioni di tagliandi “esteri”, ben un milione è stato piazzato in Cina e, dal momento che secondo le stime la maggior parte di stranieri dovrebbe provenire dalle nazioni della vicina Europa, se tale previsione si rivelasse esatta il numero totale dei visitatori stranieri è destinato almeno a raddoppiare. Il che posizionerebbe Expo Milano ai primissimi posti nella storia delle Fiere Universali per numero di visitatori stranieri. A questo si può anche aggiungere il fatto che, attraverso la rete delle scuole, sono già stati prenotati un altro mezzo milione di biglietti. Insomma, per il momento, Expo sembra una operazione commerciale che promette bene. Ma non diciamolo troppo forte. Siamo in Italia e non è il caso di sbilanciarsi…

 

Photo credit: Expo 2015.org

 


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