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Cosa dice il galateo sul tenere le mani in tasca, giusto o sbagliato?

Cosa dice il galateo sul tenere le mani in tasca? Ognuno di noi se l’è chiesto almeno una volta: qual è la postura giusta per le mani?

Dove è meglio tenerle per non sfigurare? Ed è giusto o sbagliato porre le mani nelle tasche di pantaloni, cappotti o soprabiti?

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Considerato in genere un gesto tipicamente maschile, con la caduta di ogni barriera ed etichetta di genere quando si parla di prossemica è ormai una postura comune a tutti, riscontrabile per abitudine o per casualità tanto negli uomini quanto nelle donne, sebbene sia ancora ritenuta ineducata in determinati contesti ed occasioni.

Tradizionalmente tenere le mani in tasca può essere sinonimo di atteggiamento indolente, di pigrizia, di scarso interesse, attenzione ed apertura nei confronti delle persone circostanti o di ciò che sta avvenendo in quel momento.

Per il galateo non si ascrive certo tra le buone maniere, visto che tenere le mani in tasca vuol dire mostrare diffidenza, scarsa collaborazione e zero voglia di condivisione.

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Il linguaggio del corpo identifica infatti nella postura delle mani in tasca un modo per tenersi a distanza, per non scoprirsi, ritenendolo sinonimo di scarsa confidenza con gli altri o di disagio con la situazione in oggetto.

In alcuni casi può essere identificato anche come sinonimo di fannulloneria. In altri ambiti, come la musica hip hop, è invece un gesto ricorrente usato per comunicare spacconeria, baldanza, arroganza.

In alcuni casi, ad esempio quando si tengono i pollici fuori dalle tasche, può essere interpretato anche come un’espressione di volontà di dominare l’altra persona, sia che la si stia corteggiando o tentando di conquistare sia che ci sia un rapporto alla pari tra i due interlocutori.

In generale la psicologia che si occupa di linguaggio del corpo tende ad ascrivere il gesto alla timidezza, alla noia, anche alla menzogna per proteggersi dagli altri, oppure perfino al senso di colpa che si prova nei confronti di una situazione o di una persona con cui si ha a che fare in quel momento.

Di qui il classico invito da parte del galateo a non tenere le mani in tasca in una serie di situazioni formali, dalle cerimonie religiose o civili ai colloqui di lavoro, e le situazioni professionali in genere, passando per gli incontri faccia a faccia con conoscenti e familiari, mentre può essere tollerato tra amici e in situazioni più informali.

[dup_immagine align=”alignleft” id=”956088″]Ma se in Italia il gesto viene semplicemente mal tollerato sul lavoro, di fronte ad ospiti o in situazioni formali, ci sono paesi del mondo in cui quest’atteggiamento prossemico è considerato offensivo e può addirittura portare a conseguenze importanti sul piano legale, perfino il licenziamento da lavoro.

La Cina e la Turchia, ad esempio, sono tra i paesi più severi nel giudicare l’atteggiamento di chi tiene le mani in tasca in determinati contesti, come quello lavorativo.

Insomma, chi tiene a dare una certa impressione di sé può pensare a curare anche la cosiddetta “comunicazione non verbale”, quell’insieme di segni che esulano dal parlato ma talvolta rivelano molto più di ciò che viene apertamente detto, e dunque ad evitare atteggiamenti come le mani in tasca se non in contesti estremamente informali.

Il galateo lo consiglia, ma bisogna pur ricordare che la spontaneità non è sempre un difetto.

Claudia Gagliardi

Lavoro con le parole, soprattutto quelle scritte, sin da quando ho scelto di studiare Comunicazione all’università. Adoro le storie, pensate, raccontate, messe in scena, soprattutto quando attingono da elementi di realtà. Attualmente sono impiegata presso la testata OptiMagazine.com, per cui gestisco il canale Serie Tv e curo la rubrica Serial Stalkers dedicata all’universo delle serie televisive, amministrando anche l'omonima pagina Facebook. Per hobby sono admin della community (Facebook, Twitter, Instagram) Maratoneti di Mentana.

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