Come usare Snapchat: cos’è e come funziona la nuova app che sicuramente usano i tuoi figli

Boom di popolarità per Snapchat: ecco cos'è, come funziona e quali rischi comporta la nuova piattaforma social che rischia di surclassare tutte le altre.

Snapchat: come funziona
Come usare snapchat: la nuova app che spopola tra i giovanissimi.

Snapchat è diventata estremamente popolare nel giro di un paio d’anni, al punto da lasciar pensare che presto surclasserà Instagram e il già archiviato Pinterest.

La nuova piattaforma social, pensata per smartphone e tablet Android e iOS, ha raggiunto in men che non si dica una grande diffusione, specialmente tra i giovani, i quali da un po’ di tempo a questa parte preferiscono comunicare a colpi di Snap piuttosto che con Facebook, Twitter o WhatsApp, il cui fascino iniziale della novità ormai è tramontato vista l’abitudinarietà con cui li si utilizza.

Immagini con semplici didascalie o brevi video: quello che sembrava un risvolto positivo del boom dei social come Facebook e Twitter (il ritorno alla scrittura) sembra ormai superato. E se vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, questo articolo fa al caso vostro.

Cos’è Snapchat e perché è così popolare?

Il merito della popolarità di Snapchat, che sta rapidamente raggiungendo quella dei big appena citati, è da ricercarsi probabilmente nella sua immediatezza e semplicità di utilizzo, caratteristiche che sembrano diventare sempre più importanti per soddisfare i più giovani e la loro voglia frenetica di comunicare e di condividere foto e video con gli amici. In tre parole, di mettersi in mostra.

Gli snap di Snapchat, infatti, sembrano proprio fare al caso loro: non sono altro che foto o video da dieci secondi che possono essere inviati ad uno o più amici. La particolarità è che, una volta aperto uno snap, esso ha un timing massimo di dieci secondi per poter essere visualizzato, al termine del quale viene eliminato e non può essere più recuperato.

Se invece si desidera rendere una foto o un video meno volatile, e dunque disponibile per più tempo presso i propri contatti, è possibile aggiungere lo snap alla propria Storia: questa è una sorta di libreria mediale in continuo aggiornamento che conterrà foto e video destinati a rimanere visibili a tutti o solo a sé stessi, senza limiti per ventiquattro ore, così da raffigurare un quadro delle proprie più recenti attività giornaliere.

Memories è invece il nuovo modo per salvare Snaps e storie su Snapchat creando una collezione personale dei propri momenti preferiti: lo si può utilizzare per creare nuove storie da precedenti Snaps o anche combinare diverse storie in una narrazione più lunga. Snaps e Stories possono poi essere protette con la funzione My Eyes Only, visibile solo al titolare del profilo per evitare che qualcuno si imbatta in essi.

La funzione My Eyes Only
La funzione My Eyes Only.

Insomma, un’idea che incontra la frenesia e il narcisismo giovanili e li mette insieme egregiamente: la trovata è dei fratelli Evan Spiegel e Bobby Murphy, che la idearono col nome di Pictaboo nel progetto della loro tesi di laurea prima che diventasse una delle app più famose al mondo. Una classica storia da sogno americano che si avvera.

Le funzionalità di Snapchat: dalla chat allo Snapcode

Ad ogni immagine scattata con la fotocamera, esterna o interna che sia, è possibile aggiungere filtri ed effetti speciali simili a quelli di Instagram, oltre a brevi didascalie, adesivi, emoji o disegni tracciati con il dito usando sullo schermo uno strumento simile a una penna.

E se ciò non bastasse, è disponibile la funzione delle Lenti, con le quali Snapchat riconosce i lineamenti del volto nella foto appena scattata e permette di modificarla a piacimento, arrivando anche a trasformare del tutto il volto iniziale dando vita ad effetti davvero sensazionali.

Il fantasmino di Snapchat
Il fantasmino di Snapchat.
Snapchat, come tutte le social app che si rispettino, include anche una funzionalità di chat, che permette di chattare, ma anche di chiamare o videochiamare (sempre tramite connessione internet), gli utenti della propria lista contatti, con la possibilità di inviare persino uno snap veloce al proprio interlocutore.

Per rinfoltire la propria lista contatti è necessario aggiungerne di nuovi tramite un nome utente, la propria rubrica oppure uno Snapcode. Questo è un modo molto interessante e soprattutto rapido di aggiungere nuovi contatti: uno Snapcode non è altro che un’immagine composta dal tipico fantasmino del logo di Snapchat, con all’interno una classica foto profilo (una sorta di selfie), circondato da uno qr-code che, una volta scansionato con la fotocamera, aggiunge automaticamente il contatto desiderato tra i propri amici.

Infine, una caratteristica che potrebbe interessare anche gli utenti più adulti, è quella della sezione Discover: diverse testate a larga diffusione, da quelle più d’élite come National Geographic a quelle più popolari come Mtv, creano e pubblicano dei contenuti specifici destinati agli utenti di Snapchat, pensati per essere divulgati esclusivamente sulla piattaforma ma allo scopo di rimandare l’utente/lettore al sito web da cui potrà attingere a tutte le informazioni che lo hanno incuriosito via Snap, ovvero leggere articoli o fruire di contenuti multimediali attraverso il collegamento al tradizionale sito web.

Snapchat mania
Snapchat mania: l'app che surclasserà i social media tradizionali?

I rischi di Snapchat

Oltre all’estrema volatilità della tipologia di comunicazione, che spinge inconsciamente a condividere la qualunque nella consapevolezza che quel contenuto, se non inserito nella propria Storia, finirà per essere cancellato, esistono dei rischi precisi legati non soltanto al fattore psicologico della scarsa inibizione indotta dall’autodistruzione dei post.

Ad esempio, non si può non considerare che qualunque cosa finisca su Snapchat anche per pochi secondi può essere visualizzata dai propri contatti e in qualche modo incamerata, attraverso ad esempio un semplice screenshot o più screenshot messi assieme che di fatto catturano quel contenuto e permettono alla persona che lo ha captato di diffonderlo altrove su canali di diffusione ben più pervasivi.

L’operazione di memorizzazione del contenuto viene segnalata dalla chat di Snapchat, ma di fatto è una controindicazione da tenere bene a mente. Un’altra cosa da considerare, anche se forse più remota, è il rischio di attacco da parte degli hacker, dei malintenzionati potrebbero violare i profili e conservare nei loro archivi informatici, dati, video e immagini magari anche molto personali. In questo caso, soprattutto con i minori, il rischio che qualcuno vada a caccia di scatti intimi per usi pedopornografici è sempre dietro l’angolo. Non a caso è nata SnapHack, app per iOS 7 che consente addirittura di salvare le immagini non ancora viste.

L’altro rischio riguarda le conversazioni in chat: queste spariranno una volta che si lascia una chat, ma se non si vuole dimenticare cosa ci si è scritti è possibile con un semplice duplice tocco salvare parti di quel discorso. Dunque anche in questo caso la volatilità è solo apparente, perché il nostro interlocutore può salvare quanto scritto.

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