“Come le mimose”, 8 storie di donne

Lavoro e condizione sociale delle donne. Intervista a Ketty Carraffa, che con il suo saggio mette a tema l'universo femminile nella sua dimensione più battagliera

ketty carraffa
Ketty Carraffa nella redazione di UnaDonna.it

Il mondo femminile è delicato e complesso, ma allo stesso tempo straordinario e pieno di risorse. Dal mondo del lavoro alla quotidianità familiare le donne hanno un compito fondamentale: far emergere e apprezzare il proprio valore. Questo è uno dei tanti messaggi del piccolo saggio, a cui si accompagna un Dvd di video interviste, “Come le mimose…8 storie. La r-esistenza delle donne 365 giorni l’anno di Ketty Carraffa, reporter, opinionista e sindacalista. Discriminazioni sul mondo del lavoro, ma anche uno sguardo più ampio sulla condizione sociale della donna in Italia, sono tra i temi di questo breve saggio. Presentato in occasione della festa della donna il 7 marzo 2014, il libro vuole portare l’attenzione sulle grandi e piccole battaglie combattute dalle donne ogni giorno, ma che solitamente vengono ricordate solo in occasione dell’8 marzo, che come scrive Ketty, è più corretto chiamare “Giornata Internazionale della Donna”.

Storie positive per uscire dalla crisi

Come le mimose
La copertina del saggio "Come le mimose" di Ketty Carraffa
Il progetto Come le mimose è  nato perché per lavoro mi sono occupata tanto di temi femminili e di lavoro, anche come precaria. Ho chiamato le 8 storie, storie di resistenza perché è adatto a quello che fanno le donne da sempre” spiega Ketty, che ha raccolto le storie di rinascita e di battaglia nell’ambito lavorativo, ma non solo, di 7 sette donne, a cui si aggiunga l’ottava storia, quella dedicata alle donne che non possono più raccontare la propria storia, in quanto sono state vittime di violenza. Ad esempio c’è Stefania, che faceva l’educatrice guadagnando pochissimo e che ha deciso di mettersi in gioco aprendo una sartoria di costumi teatrali ricercati, oppure Radoslava, che è diventata presidente di una cooperativa di pescatrici donne, che si sono messe a fare le conserve di pesce per lavorare anche nei periodi in cui non si pesca. “Da sindacalista mi è capitato spesso di ascoltare le storie di lavoratrici precarie, così ne ho conosciute alcune, inoltre altre storie sono venute alla luce grazie a fatti di cronaca, come l’incendio di Città della Scienza a Napoli” continua Ketty.

Il messaggio: valorizzare le donne

Donne che tornano dalla maternità e non trovano più il loro posto di lavoro, donne che vivono all’ombra di uomini importanti o ancora donne che vengono remunerate meno dei colleghi maschi di pari grado. Come uscire da questa condizione? “Le donne devono cercare di valorizzarsi e dire di essere brave” secondo Ketty Carraffa, “oggi le donne nel mondo del lavoro non si considerano abbastanza, mentre è importante essere determinate e proporsi in modo positiva. Senza far emergere il nostro valore saremo sempre sopraffatte“. Una chiave molto importante di questo processo di cambiamento in positivo è la comunicazione, spiega Ketty “le donne vanno aiutate con l’informazione e inoltre vanno ascoltate. Senza comunicazione tra uomini e donne non si raggiungerà mai questo obiettivo”. Senza dimenticare l’educazione delle generazioni future al rispetto della condizione e del lavoro femminile. “Una società che odia le donne odia il futuro, perché sono le donne che mettono al mondo le generazioni future“, conclude Ketty. Prossimo progetto della reporter e opinionista? “Sarà a tema Expo, con storie di donne legate al territorio, sopratutto della Lombardia“.


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