Carlo e Diana, il matrimonio che non si doveva fare

Sia il principe di Galles sia Diana avevano pensato di rompere il fidanzamento prima di sposarsi, anche se per motivi differenti. E’ quanto sostiene la giornalista Catherine Mayer in Charles: Heart of a King, la biografia non ufficiale del primogenito della regina Elisabetta.

Dopo circa 17 anni dalla morte di Lady D parla, anche se non ufficialmente, il principe Carlo. Quell’incidente del 31 agosto 1997 in cui perse la vita la principessa del Galles e Dody Alfayed ha lasciato il segno sulla casa reale britannica. Carlo appare un uomo perseguitato da quel dramma e ora in una biografia non autorizzata emergono alcune confessioni su quella notte e soprattutto sul suo matrimonio con Diana Spencer.
Secondo quanto anticipato dal Daily Mail, una fonte molto vicina alla Casa reale avrebbe sostenuto che il principe si sentirebbe ancora in colpa per “aver portato Diana all’interno del mondo reale, costringendola così a una vita che lei non era in grado di gestire”. “Quando Diana morì, la sua reazione istintiva fu quella di provare un terribile senso di colpa per tutto quello che aveva portato a quel tragico momento”, spiega ancora la fonte.

Nel libro della giornalista del Time Catherine Mayer Charles: Heart of a King, il principe viene anche descritto come un uomo amante del lusso e come il “principe del lamento”, sempre pronto a piangersi addosso. Inoltre si racconta anche che la madre, la regina Elisabetta II, sarebbe preoccupata della direzione che il figlio imprimerebbe alla monarchia una volta salito al trono.

Emergono anche altre indiscrezioni, come ad esempio che sia il principe Carlo sia la principessa Diana avevano pensato di rompere il fidanzamento prima di sposarsi, anche se per motivi differenti. “Non posso andare fino in fondo“, avrebbe detto a un suo assistente il principe di Galles proprio alla vigilia delle nozze. Anche Diana aveva forti dubbi sul suo futuro matrimonio, ma mentre lei era preoccupata per il debole che Carlo aveva per Camilla Parker Bowles, il principe era terrorizzato dal fatto di dover convolare a nozze con una persona che conosceva appena. Un membro della cerchia ristretta del principe, citato dalla Mayer, afferma che Carlo il giorno prima di sposarsi, nel 1981, “era disperato“. La futura principessa, con cui era stato fidanzato per cinque mesi dopo un breve corteggiamento, non era “la ragazza allegra di campagna che pensava“, ma invece era una donna vulnerabile, complicata, che soffriva di un disturbo alimentare. A quel punto, l’erede al trono britannico avrebbe detto: “Non posso andare fino in fondo, non posso”. “Gli ho sempre detto – ha raccontato ancora la fonte – poi che se fosse stato un matrimonio cattolico avrebbe potuto essere dichiarato nullo. Perché lui non era veramente impegnato, perché lei aveva iniziato con la bulimia già prima del matrimonio“. Nel frattempo, pare che lady Diana avesse trovato un braccialetto, dono del fidanzato per Camilla, su cui erano incise le lettere G e F che secondo lei rappresentavano “Gladys” e “Fred“, i soprannomi che si erano dati il principe e Camilla. Un’altra ipotesi era che l’incisione stesse a indicare “Girl Friday”, altro nomignolo che Carlo aveva dato all’attuale duchessa di Cornovaglia. In seguito, Diana raccontò al suo biografo Andrew Morton di essersi confessata con le sorelle, alle quali avrebbe detto: “Non posso sposarlo, non posso fare questo, è assolutamente incredibile”. La risposta però fu che ormai era troppo tardi per tirarsi indietro, visto che la sua faccia era “già sui canovacci”.




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