Buon compleanno Massimo Troisi: 63 anni fa nasceva il grande attore e regista napoletano

Il grande attore e regista napoletano scomparso nel 1994 a soli 41 anni, era nato a San Giorno a Cremano il 19 febbraio 1953.

Troisi con Franco Acampora in "Scusate il Ritardo"

Poetico, geniale, unico. Capace di fare ridere e piangere con la stessa naturalezza, la stessa classe e lo stesso fascino. Capace di colpire profondamente e di essere nel contempo discreto, mai inopportuno, sempre intelligente. Capace di essere profondamente legato a Napoli, la sua terra, e senza alcuna forzatura nello stesso tempo universale, vicino a tutti, prossimo e immediato. Massimo Troisi, uno di quelli che nel cinema italiano hanno lasciato un segno indelebile, avrebbe oggi compiuto 63 anni se il suo cuore, che fin dall’infanzia gli aveva creato problemi, non si fosse improvvisamente fermato il 4 giugno 1994. Oramai, sembra incredibile a dirsi, più di venti anni fa. A soli 41 anni ed esattamente come accaduto molti anni dopo al suo fraterno amico Pino Daniele.

È difficile raccontare Massimo Troisi in poche righe, lui che ha scomodato paragoni importanti e per nulla inopportuni come i grandi Totò o Eduardo de Filippo o perfino Buster Keaton e Woody Allen. La sua prematura scomparsa, insomma, non ha privato il cinema italiano solo di uno dei suoi maggiori ed innovativi esponenti, ma anche di un uomo vero e profondo che portava in scena se stesso attraverso i suoi personaggi. Una dote che non è comune…

Troisi con Lello Arena ed Enzo Decaro. La Smorfia.

 

Nel cuore del popolo

Troisi sul set di "Non ci resta che piangere"
Dodici ore prima di spegnersi ad Ostia, a casa della sorella, Massimo Troisi aveva finito di girare Il Postino, il film che ne ha consacrato definitivamente lo straordinario talento poliedrico e che gli valse, purtroppo postuma, anche la candidatura a due premi Oscar. Il suo stile era inconfondibile, segnato indelebilmente da una capacità espressiva assolutamente non comune e che utilizzava qualunque canale possibile, dalla mimica alla gestualità fino naturalmente al suo modo di esprimersi che non aveva eguali e che riuscì a “sdoganare” la napoletanità fino a farla diventare di tutti.

Nato nella zona metropolitana di Napoli, a San Giorgio a Cremano, Troisi era figlio di un ferroviere e di una casalinga. Era uomo “del popolo” e tale rimase per tutta la vita, nonostante la fama. La sua vocazione al teatro fu precocissima, legata al rapporto con alcuni amici d’infanzia fra cui Lello Arena e che lo videro protagonista della fondazione del Centro Teatro Spazio a Napoli negli anni ’70, dove cominciò a lavorare anche come registra e commediografo. Da ricordare che nel 1976 subì negli Stati Uniti il suo primo intervento al cuore, un’operazione che la sua famiglia poté permettersi solo grazie ad una colletta pubblica organizzata dal Il Mattino, il quotidiano di Napoli.

Troisi con Roberto Benigni

Una grande carriera

La sua straordinaria carriera ebbe la prima notorietà con il celebre trio comico La Smorfia, che lo vedeva protagonista con Arena ed Enzo Decaro. Un trampolino di notorietà che lo portò presto a una grande carriera cinematografica, dove la sua genialità a 360° si poté esprimere completamente. Da Ricomincio da Tre del 1981 che segnò il suo esordio come sceneggiatore cinematografico, regista e protagonista, fino a Scusate il Ritardo nel 1983 e alla straordinaria, indimenticabile e forse inarrivabile collaborazione con Roberto Benigni che ebbe il suo culmine in Non ci resta che piangere, una vera pietra miliare del cinema italiano. Nel 1987 torna da regista con Le vie del Signore sono finite, prima di tornare grande attore in Che ora è di Ettore Scola. Del 1991 Pensavo fosse amore ed invece era un calesse, prima del Il Postino. Per capire che cosa ha lasciato in eredità basta ricordare che nel 2008 in un sondaggio fra gli italiani di tutte le età e di tutte le regioni, Massimo Troisi risultò il terzo comico più amato e conosciuto di sempre, preceduto solo da due vere icone come Alberto Sordi e Totò. Un riconoscimento chiaro ed inequivocabile, che lo rendo un patrimonio culturale per l’Italia intera.

Con Phlippe Noiret ne "Il Postino"

 

Photo Credit: Alexdevil

 


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