Perché la data di inizio autunno cambia

Equinozio d’autunno: perché cambia la data di inizio?

Ogni anno, la data dell’equinozio d’autunno, cambia. Scopriamo il perché.

L’equinozio è un momento particolare nella fase di rivoluzione della Terra intorno al Sole

Equinozio d’autunno

Ogni stagione, solitamente, inizia al giorno 21: la primavera parte dal 21 marzo, l’estate il 21 giugno e l’inverno il 21 dicembre. L’autunno, al contrario delle altre stagioni, non ha una data fissa d’inizio. La data convenzionale di inizio autunno è fissata il 22 settembre, ma non sempre viene rispettata. Solo per citare gli esempi più recenti, nel 2018 e nel 2019 la stagione autunnale è partita il 23 settembre, nel 2020 il 22 settembre. Nel 2021 cadrà il 22 settembre. E’ da mille anni che questo evento astronomico non si verifica il 21 settembre: accadrà di nuovo solo nel 2092 e nel 2096.

 Cosa succede il giorno dell’equinozio

Il primo settembre comincia, solitamente, quello che viene chiamato ‘autunno meteorologico’. Dopo circa tre settimane parte l’autunno astronomico. Come ogni anno, è l’equinozio a segnare l’inizio della nuova stagione autunnale e la fine dell’estate. La parola equinozio deriva dal latino aequinoctium, composta da aequus (uguale) e da nox (notte). L’equinozio, sia quello d’autunno sia quello di primavera, è quindi il momento in cui il giorno è uguale alla notte. si tratta di un momento particolare nella fase di rivoluzione della Terra attorno al sole. I raggi solari, infatti, cadono perpendicolarmente all’asse di rotazione della Terra. In quel momento, sia l’emisfero settentrionale sia quello meridionale, vengono raggiunti dai raggi del Sole con la stessa inclinazione. Nel giorno dell’equinozio d’autunno, quindi, le ore si sole e quelle della notte saranno le stesse e la durata del giorno, in sostanza, sarà la medesima della notte.

Perché la data di inizio autunno cambia

La data di inizio autunno cambia perché le stagioni hanno durata diversa e l’estate è quella più duratura. Per questo motivo, quindi, l’autunno comincia con un leggero ritardo rispetto alle altre stagioni. La variazione della data dell’equinozio è legata al sistema di calendario gregoriano, introdotto da Gregorio XIII nel 1582 come correzione del calendario giuliano. La data fondamentale del calendario gregoriano è quella dell’equinozio di primavera, stabilita al 21 marzo: sulla base di questo giorno si calcola poi la Pasqua e l’inizio delle altre stagioni. Si tratta però di un sistema imperfetto: il nostro calendario, infatti, divide l’anno in 365 giorni, ma la rivoluzione terrestre dura 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 49 secondi. Per ‘colmare’ questa discrepanza, sono stati creati gli anni bisestili. Ogni 4 anni, si aggiunge un giorno, il 29 febbraio. Ma quel giorno non è comunque sufficiente per allinearsi.

La regola per calcolare l’equinozio d’autunno

La regola è piuttosto complessa. Ogni 4 anni si aggiunge un giorno (gli anni bisestili, appunto), ma ogni 100 anni bisogna togliere un giorno. Quindi, per esempio, il 2100 non sarà bisestile. Ma ogni 400 anni bisogna riaggiungere un giorno, ecco perché il 2000 è stato bisestile anche se non avrebbe dovuto. Un sistema di calcolo complesso, che serve però a rimettersi più o meno a pari per il ritardo accumulato ogni anno. E proprio questo ritardo fa sì che il momento degli equinozi ogni anno sia in un orario diverso rispetto al precedente. Per evitare uno slittamento delle stagioni che sarebbe causato da questo spostamento di ore (circa sei per ogni equinozio) è stato elaborato il complesso sistema di calcolo che vi abbiamo appena spiegato

Perché si chiama autunno in italiano…

Dopo aver capito cos’è l’equinozio e come si calcola, vediamo ora perché questa stagione si chiama ‘autunno’. Spesso si usa questo periodo dell’anno come metafora di declino dopo lo splendore e la luce dell’estate. Ma l’autunno è tutt’altro che decadenza. Anche l’origine della parola indica proprio l’esatto opposto. Il termine deriva infatti dal participio passato del verbo latino ‘augere’, che significa ‘aumentare’, ‘arricchire’.  L’autunno è la stagione dell’abbondanza. È in questa stagione che si concentrano i raccolti di frutta, come mele, pere e castagne, si svolge la vendemmia e la mietitura e si raccolgono le olive. In questa stagione c’è anche grande varietà e abbondanza di ortaggi, come per esempio la zucca, oggi associato anche alla festa di Halloween.

… e in inglese

La questione linguistica cambia in inglese. Nel Regno Unito si tende a usare la parola ‘autumn’. Il termine condivide l’origine con l’italiano, probabilmente con una ulteriore contaminazione dal francese. Diversa invece la parola usata oltreoceano, negli Stati Uniti, dove per indicare la stagione autunnale si usa il termine ‘fall’. ‘Fall’ si rifà invece all’idea di decadenza, visto che indica la caduta delle foglie dagli alberi (fall of the leaves). Quest’ultima versione è anche quella di origine più recente e di differenziò dalla lingua dell’impero britannico a partire dal 1500 circa.

Le tradizioni legate all’inizio della stagione autunnale

In molti Paesi, si lega l’inizio della stagione autunnale a particolari riti e tradizioni. Per esempio, in Perù molti si recano a Machu Picchu per osservare lo spettacolo dell’equinozio d’autunno. In questo sito archeologico c’è infatti una pietra la cui parte superiore assomiglia a un palo inclinato che proietta l’ombra del sole. Durante l’equinozio, l’inclinazione della pietra combacia perfettamente con l’inclinazione dei raggi solari, così la pietra non proietta più alcuna ombra. Secondo la tradizione Inca, in quel momento il dio Sole è come legato alla roccia; da qui deriva il nome della roccia, Intihuatana, cioè “luogo che lega il sole”. Nei Paesi Anglosassoni, in occasione dell’equinozio d’autunno, si organizzano diversi festival per celebrare l’ultimo raccolto. Nel Regno Unito, il simbolo di questi festival sono le bambole di granoturco, realizzate con le spighe di grano, che si rifanno ad alcuni rituali pagani. In Galles, invece, si brucia un uomo di paglia, simbolo del dio del raccolto e della vegetazione.

Tradizioni in Italia

Nelle campagne del Nord Italia sono ancora molto vive alcune usanze legate all’inizio dell’autunno. Si tratta per lo più di usanze che si rifanno ai piatti tipici della tradizione. Per esempio, in Trentino Alto Adige, durante la stagione autunnale, il protagonista è il vino nuovo, il mosto, che deriva dalla prima spremitura. L’usanza locale, chiamata Törggelen, vuole che questa bevanda si gusti accompagnata dalle castagne nelle caratteristiche osterie. Nella zona di Mantova, invece, l’autunno è la stagione della zucca, ingrediente di molti piatti tipici stagionali, ma anche base per preparazioni cosmetiche, oggetti artistici e musicali.



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