Oggetti e ricordi degli anni '90:

Anche tu sei degli anni Ottanta?

Sei nato negli anni ’80 ed eri bambino negli anni ’90? Bene: ci sono cose che non dimenticherai mai. E sono tutte in questo articolo.

C’erano una volta i magici anni ’90, quelli a cavallo tra i retaggi dei favolosi (e un po’ pacchiani) anni ’80 e il nuovo millennio in arrivo, quelli dello sviluppo tecnologico e della diffusione di internet non ancora diventata capillare, quelli della cultura di massa diventata ormai imperante. Se anche voi siete nati negli anni ’80 e avete vissuto in pieno gli anni ’90, non potete non apprezzare il tuffo nel passato che stiamo per proporvi. Perché ci sono delle cose indimenticabili che, nel bene e nel male, hanno fatto la storia della generazione dei trentenni di oggi. E di sicuro ricordarle vi strapperà un sorriso.

ADSL? What?

Le grafiche con WordArt
C'era una volta WordArt, molto prima di Photoshop
Gli anni ’90 erano quelli dei computer con Windows 95 o 98, al massimo con XP. Quelli in cui l’espressione social network non aveva un senso, se non per gli addetti ai lavori, quelli in cui la connessione internet era spesso lenta come un bradipo e il termine Adsl era una parola semisconosciuta ai più. Per non parlare dello streaming, non sapevamo nemmeno cosa fosse! E come dimenticare il fatto che nella maggior parte dei casi le uniche creazioni grafiche che eravamo in grado di produrre erano quelle create con WordArt!


Spice Girls o All Saints?

Gli anni ’90 erano quelli in cui le boyband si chiamavano Take That e Backstreet Boys, le girlband Spice Girls e All Saints, le popstar erano ancora Madonna e Alanis Morrissette (e non Miley Cyrus) e si ballava al ritmo degli Ace of Base. La musica si ascoltava sui cd e sulle cassette o col walkman che non entrava nelle tasche dei giubbotti di jeans, i video si guardavano su MTV e non esisteva la “radiovisione”. Erano anche quelli in cui a scuola si suonava il flauto, chissà poi perché!

Il flauto insegnato a scuola
Chi non ha suonato almeno una volta il flauto a scuola?

Let’s have fun!

Gli anni ’90 erano quelli in cui i robot si chiamavano prevalentemente Emiglio, quelli in cui ad ogni angolo di strada c’erano le macchinette che distribuivano palline di plastica con sorprese, quelli dell’ovetto Kinder e delle patatine con l’immancabile sorpresa, di Gira la moda e Polly Pocket, quelli di Forza 4, quelli in cui il Monopoli era ancora un classico di cui non si intravedeva il tramonto. Erano quelli delle Barbie che cominciavano finalmente a diventare di colore e a girare il mondo coi loro camper, dei Lego andavano ancora per la maggiore tra i più piccoli, dei fucili ad acqua che erano un must dell’estate, delle tartarughe ninja che impazzavano ovunque, dei Furbies, dei Koosh ball, dei Cristal ball e dei Paciocchini, degli slinky che si attorcigliavano inestricabilmente, del CantaTu che ci trasformava tutti in improbabili performer. Quelli di SuperMario, Power Rangers e Lara Croft, quelli in cui il massimo della portabilità per i videogames erano la SuperNintendo e il GameBoy, prima che si diffondesse la mania Tamagochi.

Stardust.

Il cinema negli anni Novanta era quello delle videocassette a noleggio, nell’era di BlockBuster e dei VHS, con tanto di lettori attira-polvere ingombranti usati anche per registrare i programmi tv. Erano gli anni in cui le serie tv si guardavano nel grande tubo catodico e l’attesa tra una stagione l’altra aumentava il desiderio. Il massimo della trasgressione in tv era Moana al Maurizio Costanzo Show. Erano gli anni in cui Beverly Hills ci faceva sognare la California, le streghe erano tutte buone e si chiamavano Spellman o Halliwell e Friends faceva la storia come sit-com migliore di sempre!

School days

Il quadrifoglio per predire il futuro
Il quadrifoglio per predire il futuro, un classico per diverse generazioni
Gli anni Novanta erano quelli in cui si andava a scuola con gli Invicta, in cui i diari erano l’immancabile Smemoranda o L’agenda delle ragazze, in cui si scriveva con le matite con le mine e le penne dall’inchiostro simpatico e tra una lezione e l’altra si giocava a predire il futuro col quadrifoglio di carta. Quelli in cui la fantasia veniva stimolata da Art Attack.

Fashion victims.

A recuperare gli scheletri negli armadi probabilmente stenteremmo a credere di averli indossati, eppure gli anni Novanta erano quelli cui faceva tendenza il pantalone a vita alta con crop top in stile ragazze di Non è la Rai, i maglioncini attaccati in vita, le camice di flanella a quadroni, le Dr. Martens. E come dimenticare i capelli alla Bjork, le treccine afro, quegli improponibili fermagli a farfalla o i collarini con ciondolo che consideravamo il massimo dell’eleganza?

Foto Ambra Angiolini e le ragazze di Non è la Rai
Ambra Angiolini e le ragazze di Non è la Rai, un format cult negli anni '90

E se tutto questo non vi è bastato, provate a scavare un po’ tra i vostri ricordi e nei vostri armadi e fateci sapere quale altro irresistibile o improponibile cimelio del secolo scorso vi è rimasto nel cuore!



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