Giuliano Gemma morto: addio alla “Faccia d’Angelo” del cinema

Il popolare attore è morto in un grave incidente stradale nei pressi della sua abitazione di Cerveteri. Era il simbolo dello spaghetti-western

Giuliano Gemma in Sella d'Argento
Giuliano Gemma in Sella d'Argento, 1978

È stato uno dei volti più noti del cinema italiano degli anni ’60 e ’70, simbolo del fortunatissimo filone spaghetti-western che conobbe in quegli anni e anche grazie alla sua faccia da “angelo spietato” un successo strepitoso anche al di fuori dei confini nazionali. Giuliano Gemma è morto la scorsa notte in seguito ad un incidente stradale nei pressi della sua casa di Cerveteri dove viveva da tempo con la moglie Daniela “Baba” Richerme, nota giornalista esperta di cinema e voce storica del Festival di Venezia. Trasportato in condizioni critiche all’ospedale di Civitavecchia, il popolare attore è deceduto poco dopo le ventuno.

Aveva compiuto 75 anni da poco meno di un mese. Se ne va così un altro storico pezzo della storia recente del cinema italiano: quasi iconico il suo volto stagliato davanti ad uno scorcio di deserto, magari punteggiato da qualche cactus e dalle immancabili balle di fieno trascinate dal vento. E Gemma fu veramente protagonista di quella stagione cinematografica animata da una creatività nuova e sconosciuta prima.

Giuliano Gemma

Una vita per il cinema

Originario di Roma, Giuliano Gemma si diede al cinema giovanissimo, quando non aveva ancora vent’anni, ma il suo primo lavoro fra cineprese e pellicole non fu come attore, bensì come stuntman. Il suo atletismo, il suo fisico scultoreo e la sua capacità – che pochi attori avevano – di recitare anche le scene più “atletiche” di persona senza bisogno di controfigure, discende proprio da questi suoi esordi.

Fu Dino Risi che, per primo, ne intuì le doti e gli diede una parte nel film Venezia, la Luna e tu che vedeva come protagonista Alberto Sordi. Paradossalmente la svolta della sua carriera fu un ruolo da comparsa: impersonò un centurione nel super-kolossal di William Wyler Ben-Hur e fu lì notato da Duccio Tessari che gli diede un ruolo di rilievo nel surreal-mitologico Arrivano i Titani. È il 1962 e per Gemma ciò significa uno straordinario e inatteso successo al botteghino.

Ma è fuor di dubbio che fu il suo incontro con il western all’italiana a consacrarlo presso il grande pubblico. Il suo personaggio più celebre è Ringo, al secolo Montgomerry Brown detto “Faccia d’Angelo”, il pistolero dagli occhi di ghiaccio sempre e sorprendentemente dalla parte della legge. Una pistola per Ringo, Il ritorno di Ringo, Un dollaro bucato, Per pochi dollari ancora, I giorni dell’ira sono solo alcuni dei titoli dei suoi film che divennero grandissimi successi.

Un pioniere del genere

Giuliano Gemma con la moglie Baba Richerme alla prima di Rush, lo scorso 14 settembre
Fu grazie a lui che il genere spaghetti-western raggiunse una popolarità enorme, tanto da diventare un vero e proprio caso “unico” nel panorama della cinematografia mondiale e consacrare grandi registi come Sergio Corbucci o Tonino Valerii e generare veri e propri cult-movie come quelli di Sergio Leone o le saghe di Terence Hill e Bud Spencer, con cui per altro Gemma collaborò nel fortunato Anche gli angeli mangiano fagioli.

Giuliano Gemma era, naturalmente, attore completo, raffinato e uomo affabile e schietto. Girava con una piccola Toyota e preferiva le serate con gli amici alla ribalta dei riflettori.

Le sue apparizioni televisive sono infatti assai rare. Fu protagonista in pellicole di ogni tipo: da Speriamo che sia Femmina di Mario Monicelli ed Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro, partecipando perfino a film come Tenebre di Dario Argento.


Vedi altri articoli su: Attualità | Celebrity | Spettacoli |

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *