Come gestire un collega ansioso

Come gestire un collega ansioso

A chi non è mai capitato di avere un collega ansioso? Come si fa a gestirlo per vivere meglio in ufficio? Ecco qualche consiglio per venirne a capo

Tutti noi abbiamo un collega che proprio non riusciamo a sopportare. C’è chi ha quello narcisista, quello arrivista, quello che puzza, quello che parla solo dei figli e c’è chi ha quello ansioso. Il collega ansioso è quello che ti mette fretta su tutto perché ha paura di non riuscire a consegnare in tempo il lavoro. Lui è sempre quel collega che poi, dopo aver consegnato il lavoro in tempi record, ti assilla con mille domande per paura che sia stato fatto male.

Il collega ansioso mette ansia anche a te, il collega ansioso non è mai fermo, ha sempre paura di tutto e rischi di contagiare anche il prossimo con le sue paure. Il collega ansioso, in questo periodo di emergenza sanitaria, lo riconosci subito, è quello che invece di un metro di distanza me mantiene due, è quello che fa di tutto per non parlarti e che al primo starnuto ti manda in sala medica.

Che la prudenza non sia mai troppa, soprattutto adesso, è la regola, ma l’ansia ha volte ha del patologico. Gestire e convivere otto ore al giorno per cinque giorni a settimana con un collega ansioso non p facile e, a meno che tu non voglia imbottirti di tranquillanti prima di andare a lavoro, devi imparare a gestirlo.

L’ansia

L’ansia è uno stato psichico di un individuo, caratterizzato da una sensazione di intensa preoccupazione e paura, relativa a uno stimolo ambientale specifico, associato a una mancata risposta di adattamento da parte dell’organismo in una determinata situazione che si esprime sotto forma di stress per l’individuo stesso. Questo è quello che ci dice la scienza, i medico, questo è quello che accade ad una persona ansiosa. Una continua preoccupazione per se e per gli altri che non fa vivere bene nessuno.

Lui conosce la sua natura

L’ansioso sa di esserlo. Non è una malattia, non è una patologia è un modo di vivere e l’ansioso sa che crea malcontento intorno a se. L’ansioso esordisce quasi sempre dicendo “ scusa se ti metto ansia” e lo fa per mettere le mani avanti. Perché è lui ad aver paura e, a suo modo, vuole evitare di “contagiarti”. Il collega ansiosi ti sta con il iato sul collo, a volte in maniera silenziosa ma è sempre lì, pronto a darti la sua opinione e a battere il tempo. Tu, conoscendo il suo modo di essere, previenilo. Fatti trovare pronta, appena si avvicina prova a mostrargli una parte del tuo lavoro così le sue ansie si placheranno vedendoti sicura di te.

Piccolo grande collega ansioso

Puoi cercare di risolvere il problema del tuo collega in modo simpatico, regalandogli un libro. Piccoli grandi ansiosi di Bracconier potrebbe fare al caso vostro. Sul lavoro, al momento di affrontare un esame o semplicemente perché la vita è piena di incertezze, ognuno, in misura diversa, può sentirsi preoccupato. Ma alcuni sono più angosciati di altri. Voi a quale tipo appartenete? Siete impazienti, irascibili, iperattivi, o piuttosto diffidenti, timidi e ossessivi?

E per rassicurarvi tendete a consultate l’oroscopo o a evitare il più possibile conflitti e tensioni? Esplorando la complessità del carattere ansioso, e attenuando i nostri sensi di colpa, Alain Bracconier mostra che l’ansia è in realtà un’emozione “normale”, con cui imparare a vivere, per trasformarla in una forza che rende curiosi, dinamici, creativi.

Nostra ansia quotidiana

Un altro libro che potrebbe aiutarvi a risolvere il vostro rapporto cercando di aiutare i tuo collega ad uscire dal tunnel dell’ansia è: Nostra ansia quotidiana di Gianna Schelotto. L’ansia non è soltanto un modo di soffrire, di aver paura, di incatenare i nostri comportamenti. È soprattutto un linguaggio interiore, che descrive i nodi segreti della nostra vita quotidiana e ci indica la maniera di scioglierli. Gianna Schelotto ha costruito in questo libro un appassionante vocabolario delle ansie più comuni: in ciascuna è spiegato il modo di riconoscere e di utilizzare al meglio tutti i preziosi significati e ammonimenti che le nostre ansie racchiudono.

Aiuti pratici

Se il tuo collega non riesce proprio a convincersi e ti rovina la vita, perché sia chiaro, avere una persona ansiosa al proprio fianco non è certo il massimo, prova a capire tu come gestire la cosa. Potresti provare a stargli accanto se la sua paura è quella di rimanere da solo in ufficio. Oppure, se le sue ansie sono proiettate solo al lavoro e alla possibilità di non raggiungere certi obbiettivi, prova a fargli capire, magari visivamente, che il lavoro procede a gonfie vele.

E se così non fosse?

Ci saranno degli intoppi prima o poi, purtroppo è la vita stessa che ci dimostra che non sempre va tutto liscio. A questo punto lui avrà paura e magari non saprà gestirla, toccherà a te farti carico anche delle sue  nevrosi e provare a indirizzarlo per la giusta via. La persona ansiosa solitamente ha bisogno di qualcuno al suo fianco che gli faccia vedere passo passo come risolvere il problema. Prova a stargli accanto senza esagerare per dimostrargli che c’è comunque una possibilità.

E se non c’è soluzione?

Capita anche questo, non sempre le cose si possono risolvere, non sempre la soluzione è semplice. In questo caso prova a fargli capire che le cose sono andate in un certo modo e non è colpa di nessuno.  Aiutalo a vincere lo stress con il libro ”Come vincere lo stress e imparare a vivere di Carnegie”. Nel testo l’autore ci spiega come poter vincere lo stress con poche mosse “Come vincere lo stress in 10 mosse: impara ad affrontare ogni situazione difficile, elimina il cinquanta per cento delle preoccupazioni, impara le undici parole che possono trasformare la tua vita, smetti di angosciarti per i problemi economici, trova te stesso e sii te stesso, ignora le critiche altrui, allunga di un’ora la giornata ed evita l’insonnia, guarisci dalla depressione in due settimane, asseconda l’inevitabile, non tormentarti per l’ingratitudine.” Potete provare a leggerlo insieme così il tuo collega non si sentirà fuori luogo o messo all’angolo dalla sua stessa emotività che giorno dopo giorno rischia di logorate anche i rapporti interpersonali.  



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