Imparare a vivere nel presente

Considerazioni sulla saggezza di vivere pienamente ogni istante.

vivere nel presente

Pensare al passato o al futuro fa perdere di vista la categoria temporale più importante: vivere nel presente ci aiuta a non perdere ogni minimo istante della nostra vita, ci fa essere concreti e realisti. Essere schiacciati da ciò che è stato o da quello che accadrà ci fa perdere il contatto con ciò che siamo adesso, con quello che proviamo in questo istante, unica nostra certezza. Non dobbiamo rovinarci la vita concentrandoci su qualcosa che potrebbe accadere contro la nostra volontà, che potrebbe non arrivare mai o che ha provocato in noi tanta sofferenza e rischia di compromettere la nostra serenità. Non permettiamo che l’ineffabile rovini ciò che si può “toccare”, anche solo con lo spirito.

La scrittrice Audrey Niffenegger nel romanzo “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo” racconta una storia molto romantica e in qualche modo istruttiva: il quasi trentenne Henry incontra Clare, giovane ragazza di vent’anni e se ne innamora perdutamente. In realtà l’uomo l’amava già da molto tempo, perché l’aveva conosciuta quando era solo una bambina di sei anni, e lui era già adulto: Clare l’aveva soccorso quando era apparso nudo nel suo giardino. La loro storia d’amore vive in un intreccio tra passato, presente e futuro perché Henry soffre di una strana malattia che lo costringe all’improvviso a catapultarsi davanti a un se stesso più giovane o vecchio senza un filo logico, dove il fattore scatenante sembra essere anche lo stress. I due godono di ogni istante che passano insieme e si sposano cercando di avere una vita normale, ma sanno di non provare la leggiadra incognita del presente: cercano di ignorare il futuro e di non farsi condizionare dal passato, ma perdono la bellezza dell’istante che preclude a qualcosa che potrebbe accadere, ma che rimane un accadimento in potenza.

Il libro della Niffenegger è molto bello, piacevole da leggere, e mostra letterariamente quanto sia piacevole concentrarsi su quello che accade, godere dell’innocenza che i protagonisti hanno perso, che in realtà andrebbe preservata, nella fantasia come nella vita di tutti i giorni. I nostri ricordi sono la somma di tanti istanti e devono essere considerati soltanto un tesoro di emozioni e saggezza. Proiettarsi nel futuro, avere progetti è giusto, ma non deve essere l’unica dimensione da considerare, perché sarà sempre la concatenazione di tanti presenti a portarci a quello che abbiamo sognato. E se non sarà perfetto, ci appagherà il cammino con cui l’abbiamo raggiunto, i piccoli passi che ci hanno condotto fin qui, ora e adesso.


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