Stufe a pellet: economiche, ecologiche, sicure

Un combustibile eco-sostenibile, pulito e moderno per scaldare l’ambiente di casa: il pellet. Tutto quello che c’è da sapere sulle stufe che lo utilizzano

Pellet

La tecnologia in continua evoluzione e l’ormai condivisa attenzione per l’ambiente hanno contribuito concretamente a diffondere in maniera sempre più ampia modalità di riscaldamento degli ambienti di casa alternativi alle tradizionali caldaie a metano o a gasolio. Tra queste, stanno conoscendo un successo sempre crescente le stufe a pellet, uno strumento di produzione del calore in grado di assicurare nel contempo un ottimo rendimento termico, una affidabilità e sicurezza elevate, una eco-sostenibilità che si sostanzia in un impatto inferiore sull’ambiente ed anche – il che non guasta – un certo risparmio economico nel costo di esercizio grazie al pellet, assai meno costoso dei tradizionali combustibili anche se, va detto, ultimamente soggetto ad un certo rincaro nel prezzo. La stufa a pellet ha origine in Canada, nazione in cui la produzione e lavorazione del legno è da sempre una delle maggiori attività industriali, cosa che fa giocoforza e rende assai concreta la problematica dello smaltimento degli scarti della lavorazione. Da qui l’idea di produrre con questi il pellet: piccoli pezzi di legno essiccato e pressato cui viene data una forma tipicamente cilindrica e che diventa così un ottimo combustibile vegetale di facile trasporto ed utilizzo.

Come funziona una stufa a pellet?

Una stufa a pellet non si discosta particolarmente a livello del principio di funzionamento da una tradizionale stufa a legna. Rispetto ad essa, tuttavia, possiede alcune caratteristiche particolari ed accorgimenti tecnici che la rendono assai più semplice da gestire. Innanzi tutto, la stufa a pellet funziona a corrente elettrica e a “tiraggio forzato”: una ventola azionata elettricamente, infatti, si occupa di spingere l’aria nella camera di combustione e contemporaneamente di favorire la fuoriuscita degli scarti dalla canna fumaria, il cui diametro può per questo essere inferiore rispetto a quelle normali. Una resistenza elettrica si occupa dell’accensione e alcuni sensori, regolati da parametri di gestione definibili, verificano il flusso dell’aria, la temperatura e la combustione regolando l’accensione e lo spegnimento.

La stufa può essere installata in qualunque ambiente della casa: le versioni più evolute della stessa sono “ermetiche”, ovvero dotate di un collegamento esterno diretto che permette il recupero dell’aria necessaria al loro funzionamento.

Le stufe a pellet sono veramente ecologiche?

Una delle caratteristiche cha ha maggiormente contribuito al successo delle stufe a pellet è il fatto che siano classificate come maggiormente eco-sostenibili rispetto a quelle “normali”. In effetti tale affermazione è del tutto vera se si paragona il loro impatto ambientale a quello di qualunque altra fonte di calore, come metano o gasolio, che producono una quantità di agenti inquinanti assai più elevata. Anche rispetto alle comuni stufe a legna, che evidentemente sono altrettanto “ecologiche” dal punto di vista dei fumi di scarico, le stufe a pellet possono considerarsi più rispettose dell’ambiente in quanto la produzione del combustibile avviene, come detto, solo con scarti di lavorazione del legno e non prevede quindi l’abbattimento di ulteriori alberi.

Se tutto ciò è indiscutibilmente vero, occorre però fare delle precisazioni: anche se il combustibile-legno ha una emissione di scarti molto bassa, questi non sono del tutto assenti e comunque una seppur piccola quantità di monossido di carbonio e di ossidi di azoto e zolfo viene comunque prodotta. Inoltre è importante che il pellet non sia stato contaminato da elementi tossici durante la sua lavorazione: residui di colla o altri agenti chimici piuttosto che metalli pesanti come arsenico, cadmio o piombo, oltre ad essere un potenziale rischio per la salute, potrebbero anche compromettere il buon funzionamento della stufa. Per questo l’utilizzo di un pellet di qualità è un elemento fondamentale sia sotto il profilo della sicurezza che su quello delle performance.

Il pellet: come riconoscerne la qualità e quanto costa

Anche se non esiste una certificazione obbligatoria per legge, la qualità del pellet viene normalmente classificata dai produttori in tre categorie in base alla quantità di ceneri in esso contenute, responsabili della maggiore o minore produzione di polveri di combustione che richiedono una pulizia più frequente ed accurata delle canne fumarie: i pellet A1 e A2 sono utilizzabili in ambito domestico e contengono ceneri rispettivamente in misura inferiore allo 0,7% e al 1,5%, mentre quelli di classe B, con percentuali superiori, non sono utilizzabili per il riscaldamento degli ambienti in casa. All’acquisto, occorre verificare nel sacchetto la quantità di segatura presente: se è elevata, ciò significa che il pellet tende a sfaldarsi e, quindi, lascerà maggiori residui di combustione nella stufa. È vietata la vendita di pellet sfuso o in sacchetti anonimi, cosa quindi da cui diffidare categoricamente. Il prezzo del pellet può subire variazioni stagionali ed essere più basso in estate che in inverno: un sacco da 15 Kg costa tra i 5 e i 6 euro ed assicura in genere una accensione effettiva della stufa – ovvero senza contare i periodi di spegnimento dovuti all’autoregolazione della temperatura – per circa 15 ore.

Thema by MCZ
Stufa a pellet Thema by MCZ

I prezzi e il risparmio di una stufa a pellet

Un aspetto importante legato alla scelta di una stufa a pellet è senza dubbio quello dei prezzi e del risparmio economico. Tralasciando il costo di acquisto e di installazione che varia naturalmente con la potenza, la qualità ed il rendimento della stufa e che si colloca fra i 1000 e i 5000 euro – per i quali occorre però tener presente gli incentivi fiscali che permettono una detrazione pari al 50% del costo distribuita in 10 anni – in un ambiente di circa 30 metri quadrati e con una stufa dalla prestazione adeguata e ben regolata, il risparmio annuo può aggirarsi tra i 50 e i 100 euro rispetto al metano e fino ai 200 euro rispetto al gasolio.

Stufe a pellet: manutenzione e sicurezza

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Le stufe a pellet sono caratterizzate da una notevole sicurezza di utilizzo anche se, come tutti gli apparecchi, tale sicurezza è garantita solo da una adeguata installazione e manutenzione per le quali è assolutamente buona norma ricorrere all’intervento di esperti e professionisti. Soprattutto la pulizia periodica della canna fumaria riveste un’importanza notevole sia per evitare situazioni di pericolo sia per non incappare in guasti o cattivo rendimento.

La stufa Thema di MCZ

MCZ, azienda di Pordenone, è stata fra le prime in Italia a “credere” nella stufa a pellet e ne offre attualmente un’ampia gamma: l’ultima nata è la nuova stufa a pellet Thema, un prodotto che raccoglie in sé la consolidata esperienza di MCZ in materia e le ultime tecnologie avanzate ad essa applicate, come ad esempio la regolazione automatica del flusso dell’aria in base alla combustione e al tipo di pellet e la funzione di gestione remota per regolare la stufa anche attraverso un tablet o uno smartphone. Con una potenza di 8Kw e di 6880 Kcal/h, Thema si pone ai primi posti per rendimento nella sua categoria ed è disponibile in tre colori: black, white e serpentino.


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Commenti

  • Mattia

    Articolo molto interessante, ho trovato molte informazioni utili su questo sito se può essere di interesse ai vostri lettori miglioristufe.it

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