Nuova vita per i mobili e gli elettrodomestici usati
Casa

Mobili ed elettrodomestici usati: non solo discarica, per loro una seconda vita

Meno rifiuti e più solidarietà. Il progetto “Cambia il finale” della multiutility Hera in collaborazione con 15 onlus del territorio. Se non serve più a te, può essere utile ad altri

Un trasloco, una famiglia che cresce (o si assottiglia), un regalo. Le cause possono essere diverse, ma l’effetto è identico: un elettrodomestico da smaltire. Nessuna remora se è “defunto”, ma se funziona ancora e fa ancora il suo dovere, anche se magari un po’ a rilento o consumando un po’ troppo, qualche scrupolo può starci e non solo da parte dell’utente. Anche chi per mission aziendale è predisposto allo smaltimento e al riciclo dei rifiuti, non ci sta a sprecare una tale risorsa. Così Hera, la multiutility nata nel 2002 dall’unione di 11 aziende dei servizi pubblici dell’Emilia Romagna, ha deciso di “cambiare il finale” degli ingombranti. In tre anni, dal 2011 al 2013, il Servizio clienti ha evaso 215mila domande arrivando a raccogliere 145mila tonnellate di rifiuti ingombranti tra i quali un discreto numero di elettrodomestici, computer, televisori, lavastoglie, lavatrici ancora utilizzabili. Come ovviare a questo spreco? La risposta è per l’appunto il progetto “Cambia il finale” messo in cantiere in collaborazione con Last Minute Market, 15 onlus operanti sul territorio e ovviamente i clienti.

Come smaltire senza sprecare

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Volontari trasportano in magazzino, invece che in discarica, un vecchio divano

Abitanti di Bologna e dintorni, se il divano non ci sta più nel nuovo soggiorno, se l’armadio è diventato piccolo (o grande), se la lavatrice deve abdicare a favore della lavatrice+asciugatrice, prima di chiamare la Hera andate sul sito del progetto, scegliete l’associazione che recupera le attrezzature che voi offrite, e accordatevi. Ci penseranno loro a ritirare i vostri arredi e a riutilizzarli donandoli a chi ne ha bisogno e non può permetterseli oppure rivendendoli a prezzi modici per finanziare i propri servizi. Inoltre, gli enti non profit raccolgono anche quegli oggetti di uso quotidiano (abiti, vassoi, vasi, soprammobili, libri, quadri, utensili ecc.) che di norma sono destinati alla raccolta indifferenziata. Un’altra possibilità per produrre meno rifiuti e dare una mano all’ambiente. Ma soprattutto aiutando chi aiuta. Una catena di solidarietà di cui anche tu puoi fare parte, anche se non abiti in una città servita da Hera. Per trovare le associazioni che svolgono lo stesso servizio nella tua città, contatta la tua azienda di servizi ambientali o rivolgiti alla Caritas: gli indirizzi li trovi qui. Mentre questo è il video di presentazione del progetto “Cambia il finale”.



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