Imu prima e seconda casa, come funziona?

Chi deve pagare e chi no la tassa sugli immobili? Scopriamo insieme come funziona l'IMU su prima e seconda casa.

IMU prima e seconda casa
IMU prima e seconda casa.

Si chiama Imposta Municipale Unica, ma ormai tutti abbiano imparato a conoscerla con il suo acronimo Imu, un’imposta diretta prevista dal sistema tributario italiano di tipo patrimoniale dal momento che viene applicata sugli immobili che fanno parte del patrimonio di ogni cittadino, introdotta dal Governo Monti nel decreto “Salva Italia”.

Prima dell’Imu c’era l’Ici, altro acronimo che sta per Imposta Comunale sugli Immobili, e ha inglobato anche parte dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, ovvero l’Irpef con relative addizionali regionali e comunali. Di fatto l’Imu è entrata in vigore con il Decreto Legge 201/2011, poi rivista nel corso degli anni. A partire dal 2014 è stata integrata nella Iuc (Imposta unica comunale) istituita dalla Legge 147 del 27 dicembre 2013 rimanendo fino al 2016 sostanzialmente invariata.

Ancora con la Legge di stabilità 2016 sono state introdotte diverse modifiche nell’applicazione dell’Imu. L’Imu riguarda non soltanto le civili abitazioni, ma anche gli immobili a uso commerciale e i terreni.

Imu sulla prima casa

Se inizialmente l’introduzione dell’Imu aveva previsto il ritorno dell’imposta sulla prima casa, l’aumento delle aliquote relative a seconde e terze case e la rivalutazione delle rendite catastali, con le successive modifiche apportate nel tempo hanno stabilito che da questa tassa sono escluse le abitazioni principali, ovvero quella che comunemente viene indicata come “prima casa”, eccezion fatta per quelle considerate di lusso (categorie catastali A1, A8 e A9).

Quindi l’Imu si paga per le seconde case e tutti gli altri immobili non esenti. Naturalmente affinché un immobile venga considerato “prima casa” ai fini dell’applicazione delle imposte locali, deve rispondere ai requisiti previsti dalla legge, relativi sia alle caratteristiche dell’immobile stesso che alle caratteristiche dei proprietari, ovvero la residenza anagrafica e l’uso diretto.

Imu sulla seconda casa

Tutte gli immobili che non possono beneficiare delle agevolazioni previste per la prima casa sono considerati secondari e, dunque, non esenti dal pagamento dell’Imu che si calcola moltiplicando la base imponibile per l’aliquota fissata dal Comune di riferimento.

Anche per le seconde case possono esserci delle agevolazioni, per esempio dal 2016 le abitazioni non di lusso concesse in comodato come “prima casa” a figli e genitori possono usufruire della riduzione del 50% della base imponibile rispettando una serie di condizioni (il contratto deve essere registrato e il comodante deve possedere un solo immobile in Italia oltre a dover avere residenza e domicilio nello stesso Comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato).

Per il pagamento non arriva alcun bollettino a casa, ma si fa il calcolo direttamente on line scaricando il modello F24 dell’Agenzia delle Entrate oppure ci si rivolge a un Caf per l’assistenza necessaria.

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