Il cane può mangiare il cioccolato?
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Il cane può mangiare il cioccolato?

Il cioccolato può essere letale per il cane! Non cedete allo sguardo languido ed implorante del vostro cane che chiede un assaggio di cioccolato.

Il cioccolato, come tutti gli alimenti che hanno al loro interno il cacao sono assolutamente vietati ai cani di qualsiasi razza. Il cioccolato, più precisamente il cacao, contiene al suo interno due molecole alcaloidi (una sostanza organica prevalentemente di origine vegetale) metilxantinici chiamati teobromina e caffeina. Questi elementi sono estremamente tossici per l’apparato gastroenterico, i reni, il cuore e il sistema nervoso dei cani (ma anche dei gatti). I cani metabolizzano queste sostanze molto più lentamente dei loro padroni bipedi. Per questo il cioccolato può rivelarsi tossico e letale per il cane.

I sintomi che evidenziano la sindrome da avvelenamento da cioccolato nel cane

L’assunzione di 20 mg di metilxantine ogni kg di peso corporeo può far apparire segni di intossicazione. Più il cioccolato è puro, maggiore è il pericolo! Basta pensare che per un animale di 5 kg possono essere letali meno di 50 gr. di cioccolato fondente, mentre la dose letale del cioccolato al latte è di circa 250 gr. I sintomi di avvelenamento da cioccolato sono diversi e dipendono in larga misura dal peso corporeo dell’animale e chiaramente dalla quantità di cioccolato ingerita.

Il primo sintomo che mostrano i cani intossicati da cioccolato è quello della polidipsia (aumento della sete e conseguente bisogno di una spropositata quantità di liquido), seguito da vomito spontaneo e dissenteria acuta.


L’aumento eccessivo della sete, con conseguente urinazione frequente, è dovuto al fatto che l’organismo cerca di espellere la teobromina. Un aumento dell’agitazione, nervosismo, tremore, respiro affannato, possono riscontrarsi con qualsiasi dose assunta. Dosi superiori ai 40-50 mg di cacao per ogni kg corporeo possono causare attacchi di convulsioni e aritmia cardiaca, respiro affannoso con salivazione eccessiva e incontinenza. Dai 60 mg/kg si aggiungono sintomi neurologici come tremori e convulsioni, barcollamento e attacchi improvvisi di aggressività. La dose minima di cioccolato letale per il cane è di 100 mg/kg; la morte può sopraggiungere dopo 12-36 ore dall’assunzione.

Come possiamo intervenire?

Non esiste nessun antidoto. L’intervento tempestivo potrebbe salvare la vita al nostro amato e goloso cane. Nel caso in cui rileviamo i sintomi descritti, e abbiamo il sospetto che il nostro cane abbia ingerito cioccolato, non dobbiamo aspettare molto tempo a contattare il veterinario e descrivere i sintomi del nostro amico a quattro zampe. Se l’ingestione è avvenuta da poco, il medico potrà provvedere ad una lavanda gastrica o all’assunzione di preparati che impediscano l’assunzione della sostanza alcaloide.

Dal veterinario

Ammesso che riusciate a portate con voi dal veterinario l’involucro del cioccolato ingerito, renderete più facile al medico comprendere la quantità di teobromina presente nel corpo del vostro amico goloso. Ricordate che in una situazione di estrema urgenza si può indurre il vomito anche nei nostri amici a quattro zampe. Esistono due modi per farlo: somministrare del sale grosso da cucina o dare un cucchiaio di acqua ossigenata, e il carbone attivo ogni 6-8 ore. Sarà sufficiente levare l’ago da una siringa e spruzzarne il liquido direttamente nella gola dell’animale.

È importante sapere che il vomito si può indurre fino a 12 ore successive all’ingerimento di queste sostanze di primo soccorso, poiché il cioccolato rimane a lungo nello stomaco dei cani. Il veterinario, una volta effettuata la diagnosi, reputerà opportuno agire, in base ai sintomi, con una profilassi specifica. In presenza di aritmie cardiache comincerà una terapia con beta-bloccanti; nel caso di forte agitazione somministrerà dei sedativi e nel caso in cui si presentino convulsioni degli antiepilettici. Anche se la dose di cioccolato ingerita dal cane non è considerata altamente nociva, la teobromina è comunque tossica per il suo organismo. Delle passeggiate frequenti o la cateterizzazione possono diminuire l’assorbimento delle sostanze nocive nel circolo sanguigno. Questo perché le metilxantine (caffeina e teobromina) possono essere riassorbite dalla parete della vescica urinaria.

Perchè è pericoloso il cioccolato per il cane?

Hanno risposto a questo quesito anche gli esperti della American Chemical Society. Il cioccolato, a causa della presenza della teobromina, che come la caffeina è un eccitante naturale, blocca il funzionamento dei ricettori del cervello che regolano il ritmo sonno-veglia. I cani, come abbiamo visto, hanno un metabolismo differente da quello degli esseri umani, e non metabolizzano la teobromina. Questa sostanza non venendo assimilata a dovere comporta il danneggiamento del loro sistema nervoso. In un giro di 6/12 ore il cane avvertirà i primi sintomi di malessere. Il cioccolato quindi può essere veramente pericoloso e letale per il nostro cane anche se ha effetti benefici per l’uomo.

Il cioccolato assunto dall’uomo ha effetti benefici

La teobromina, al contrario, sulla salute e soprattutto sull’umore dell’uomo ha numerosi effetti benefici. Il cioccolato fa bene al cervello, ha un effetto positivo sulla concentrazione, e se assimilato almeno una volta a settimana migliorerà queste capacità anche nelle persone più anziane. I flavonoli presenti nel cacao( sostanze antiossidanti presenti anche nel tè, vino rosso, uva e mele) frenano il declino cognitivo delle persone più anziane e non. Più il cioccolato è fondente più aiuta la circolazione sanguigna ed è di grande aiuto anche per abbassare la pressione arteriosa.

Il cacao, una storia lunga 6000 anni

La storia del cacao ebbe inizio nella penisola dello Yucatan, il Chiapas e la costa pacifica del Guatemala dove i Maya cominciarono a coltivarlo intorno all’anno 1000 a.c. Considerato già dai tempi antichi un cibo per privilegiati, i Maya riservavano il suo consumo solo ad alcune classi della popolazione: i sovrani, i nobili e i guerrieri. In quei tempi la popolazione Maya usava bere la bevanda di cacao preparata con acqua calda.

Le prime piante si trovarono lungo il Rio delle Amazzoni. I semi della pianta di cacao erano talmente preziosi che spesso venivano usati come vere e proprie monete. Il cacao aveva addirittura significati simbolici e religiosi. Successivamente gli Aztechi iniziarono la coltura del cacao, e in seguito la produzione di cioccolata. Associavano il cioccolato a Xochiquetzal, la dea della fertilità. Con valore liturgico cerimoniale, il cacao veniva consumato durante importanti cerimonie. Veniva offerto insieme all’incenso come sacrificio alle divinità e a volte mischiato al sangue degli stessi sacerdoti.

Il primo nome del cacao infatti è stato “Amygdalae pecuniariae”, ovvero “mandorla di denaro”, sostituito solo nel 1737 da Carlo Linneo in “Theobroma cacao” o “cibo degli dei”. È proprio dal termine azteco in lingua nahuatl (lingua originaria di questa popolazione) “xocolatl” che deriva la parola cioccolato.

Come bevanda, veniva spesso aromatizzata con vaniglia, peperoncino e pepe. Si otteneva calda o fredda con l’aggiunta di acqua e altri componenti addensanti come le farine e minerali nutrienti. Era considerato un articolo di lusso in tutta l’America pre-colombiana, basti pensare che nel tesoro di Montezuma se ne trovarono quasi un miliardo di semi. Lo xocoatl aveva l’effetto di alleviare la sensazione di fatica, effetto probabilmente dovuto alla teobromina in esso contenuta.

Gli Aztechi consumavano una bevanda per metà di cacao (“cacahuatl“) e per metà di “pochotl” che prendeva il nome di chocolatl (“chocol” di radice Maya Yucateca che significa caldo e “atl” di radice Azteca che significa acqua; pronunciato “ciocolate“). La pianta del cacao arrivò in Europa nel 1492 con Cristoforo Colombo, ma poiché la bevanda ottenuta era di sapore amaro non fu gradita alla corti, quindi dimentica per alcuni anni. Nel 1528 Ferdinando Cortez, detto il “Conquistador“, portò in Spagna i semi di cacao e l’antica ricetta del popolo Azteco

Dalla Spagna, la bevanda ottenuta con l’aggiunta di peperoncino e spezie piccanti usati per attenuare il sapore amaro, e addolcita con lo zucchero, cannella o vaniglia diventò ben presto di gran moda tra gli aristocratici e nelle corti europee. Oggi il cacao fa parte della nostra alimentazione. Molte recenti ricerche scientifiche hanno rilevato le sue proprietà curative. È un alimento energetico, antiossidante, riduce il colesterolo, regola lo zucchero nel sangue quindi ottimo per il diabete, antidepressivo, fa bene al cuore e alla pressione sanguigna, apporta benefici al cervello.

Ma attenzione a non lasciarlo a portata di zampa…!



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