Vitiligine: cause, diagnosi e cure efficaci

Le principali caratteristiche di una malattia non contagiosa e senza particolari effetti sull’organismo, ma con possibili ripercussioni a livello psicologico. Scopriamo come affrontarla con serenità e consapevolezza.

Chantelle Harlow
Chantelle Harlow

La vitiligine è una malattia della pelle piuttosto comune, dal momento che colpisce, seppur in forme assai diverse ed estese fra di loro, circa l’1% della popolazione mondiale, con una distribuzione nelle diverse aree geografiche piuttosto uniforme. Si tratta di un disturbo non contagioso che, a parte alcuni “effetti collaterali” come la ipersensibilità ai raggi solari, è essenzialmente foriero di un problema estetico, ma che può avere ripercussioni anche rilevanti sotto il profilo psicologico. Infatti, gli effetti sulla pelle della sua presenza sono assai visibili ed estesi, creando situazioni di imbarazzo a volte difficili da superare. La malattia, inoltre, è salita recentemente alla ribalta grazie alla splendida modella Chantelle Harlow che, nonostante sia vistosamente affetta dalla malattia, ha conquistato le passerelle di tutto il mondo, trasformando la sua “imperfezione fisica” in un vero e proprio punto di forza.

La vitiligine: malattia psicosomatica?

vitiligine
Ma cos’è la vitiligine e quali sono le sue cause? Come le allergie, la vitiligine è un disturbo autoimmune a causa del quale vengono colpiti i melanociti contenuti nella pelle cui viene quindi impedita la produzione della melanina: in questa situazione la pelle presenta le caratteristiche macchie bianche – in gergo medico chiamate “ipocromiche” – dai contorni irregolari e che si diffondono, speso rapidamente, per tutto il corpo, anche se in genere tendono ad intensificarsi in prossimità delle “estremità” – in particolare dita ed unghie – e delle cavità – occhi, genitali.  Come già accennato, si tratta di una malattia essenzialmente estetica che può portare, in circa un terzo dei casi acclarati, come unico sintomo collaterale un diffuso prurito che in genere si accompagna ad una fase di intensificazione dell’alterazione immunitaria e, quindi, della malattia.

Non va tuttavia trascurato l’aspetto psicologico che è importante almeno quanto quello “fisico”: da questo punto di vista la vitiligine è da considerarsi una patologia a tutti gli effetti e comporta un attenta e meticolosa attenzione ai pazienti, che spesso vivono la loro situazione con stress, imbarazzo, vergogna e tendenza ad isolarsi. Se gli effetti sono chiari, sono sostanzialmente sconosciute le cause scatenanti della vitiligine: se è piuttosto chiaro che esista un fattore genetico ed ereditario, essa può essere legata a disfunzioni della tiroide o a cause psicosomatiche, come stress o ansia. Ma non esiste una correlazione diretta tra tale stati e l’insorgere della malattia che, anzi, può a volte essere collaterale a patologie più gravi, in genere quelle che colpiscono il sistema immunitario nel suo insieme.

La vitiligine nei bambini

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Non esiste una particolare fascia di età in cui la malattia si manifesta, anche se in generale sembra maggiore l’incidenza in soggetti al di sopra dei vent’anni. Non sono comunque infrequenti i casi di vitiligine pediatrica, mentre sono rarissimi i casi di vitiligine neonatale o comunque, che si manifesti prima dei due anni di età. L’individuazione precoce della malattia è estremamente importante, specialmente con i soggetti più piccoli: gli specialisti riescono in genere a distinguere abbastanza facilmente fra un caso di vitiligine vera e propria da disturbi transitori, come la pitiriasi alba.

La vitiligine: rimedi e cure

Debellare definitivamente la vitiligine, proprio a causa della sua natura autoimmune, non è particolarmente semplice: il trattamento deve tenere conto sia di eventuali altre patologie di cui la malattia è sintomo e che vanno curate specificamente, sia della situazione psicologica del paziente che in taluni casi può essere un tema delicato. In generale, il trattamento prevede il tentativo di riattivare i melanociti e la loro normale produzione di melanina con una somministrazione combinata di raggi UV e di psoraleni, sostanze fotosensibilizzanti di origine naturale. L’applicazione prevede sia medicamenti topici – come pomate e creme, spesso a base steroidea – sia somministrati per via orale. In generale, i raggi UVA, sia naturali che non, sono un ottimo coadiuvante delle terapie che, ovviamente da seguire sotto stretta sorveglianza medica, altrettanto ovviamente dipendono dalla gravità della malattia, dalla sua estensione e dalla sua “aggressività”.


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