Cosa fare in caso di irritazione da medusa

Cosa fare in caso di irritazione da medusa

Scopriamo come riconoscere l’irritazione da medusa e cosa fare per correre ai ripari.

Quando si nuota nelle acque cristalline del mare può capitare di imbattersi nelle meduse e sperimentare la loro dolorosa puntura. Si tratta di una disavventura fastidiosa, ma che è assolutamente innocua. E soprattutto risolvibile nell’immediato grazie ad alcuni rimedi naturali che consentiranno di lenire il dolore e il prurito avvertito nella zona colpita. Con la tipica forma ad ombrello e colori spesso scintillanti, le meduse sono degli animali affascinanti, ma potenzialmente pericolosi. La loro puntura infatti è decisamente sgradevole e può rovinare una bella giornata al mare, lasciandoci un brutto ricordo. Sapere come reagire dopo essere stati punti da una medusa è fondamentale soprattutto perché al giorno d’oggi il mar Mediterraneo è popolato da moltissimi esemplari e questo aumenta la probabilità di un incidente. La maggior parte delle volte si tratta solo di un incidente innocuo, altre invece si possono verificare delle reazioni allergiche per cui è fondamentale correre ai ripari.

Puntura e irritazione da medusa: di cosa si tratta

Più che di puntura, quando si parla di medusa, è corretto fare riferimento allo sfregamento. Questi animali infatti non possiedono un pungiglione, ma dei tentacoli urticanti che possono essere lunghi anche diversi metri e, a contatto con la pelle, la irritano. Al loro interno infatti sono contenuti gli cnidocisti, dei piccoli organi che rilasciano un potete veleno, in grado di causare bruciore e irritazione. Si tratta ovviamente di una forma di difesa della medusa contro i predatori che si nascondono in mare. Ciò significa che le meduse non attaccano direttamente l’uomo, ma possono finire per sbatterci contro quando vengono trascinate dalla corrente. 

Puntura e irritazione da medusa: i sintomi

La puntura di medusa il più delle volte non provoca conseguenze gravi. Il primo sintomo che si avverte è un bruciore intenso, seguito da una sensazione di prurito. Poco dopo la zona colpita diventa rossa e compare un gonfiore simile a quello causato dall’orticaria. Il dolore dura circa venti minuti dopo i quali diminuisce, mentre l’irritazione di solito persiste per qualche ora.

I casi più gravi si verificano quando il soggetto colpito dalla medusa è allergico alle tossine che si trovano nel veleno. Ma anche quando il 50% del corpo entra in contatto con i temibili tentacoli. Si tratta di un’eventualità molto rara, ma che dobbiamo tenere in conto. In questo caso i sintomi sono molto più forti e vanno dal disorientamento alle vertigini, passando per forte sudorazione, pallore e difficoltà respiratoria. Se si avvertono questi sintomi è d’obbligo recarsi immediatamente al più vicino pronto soccorso per ricevere le cure necessarie.

Generalmente in tutti gli altri casi il bruciore passa in circa mezz’ora, guarendo da solo. Nei giorni successivi a volte si avverte una sensazione di fastidio, che scompare velocemente con il passare del tempo. Ogni segno, di norma, scompare in quindici giorni. Durante il periodo di guarigione gli esperti consigliano di non esporsi alla luce del sole perché la pelle esposta ai raggi e più sensibile potrebbe sviluppare delle macchie. Inoltre, per lo stesso motivo, non bisogna assumere medicinali particolari come gli antistaminici in crema o pasticche.

Puntura e irritazione da medusa: cosa fare

Cosa fare se si viene punti da una medusa? Prima di tutto è importante mantenere la calma. In seguito uscite immediatamente dall’acqua, facendovi aiutare da qualcuno oppure nuotando, se ve la sentite, sino alla riva. Sciacquate con acqua di mare la zona colpita, evitando invece l’acqua del rubinetto oppure quella della bottiglia. L’acqua dolce infatti non favorisce come quella salata la diluizione delle tossine, eliminando gli cnidocisti.

Terminata questa operazione valutate la zona colpita e cercate di capire se ci sono residui di medusa attaccati alla pelle. In questo caso eliminateli facendo molta attenzione. Ricordatevi di coprire la parte e di tenerla all’ombra, evitando di esporla ai raggi del sole. In circa venti minuti il dolore intenso dovrebbe placarsi, cercate di non toccare troppo la parte e stendervi. Se avvertite sintomi particolari come brividi, sudorazione eccessiva oppure vertigini, chiamate immediatamente il 118 oppure recatevi al pronto soccorso.

Puntura e irritazione da medusa: cosa non fare

Riguardo alle punture di medusa esistono moltissime leggende metropolitane. Come quella secondo cui spargere la pipì sulla zona irritata aiuterebbe a ridurre il dolore. Evitare di fare errori – soprattutto grossolani – è il primo passo per guarire in fretta. Cercate di non strofinare o grattare la pelle colpita dalla medusa anche se vi dà fastidio. Soprattutto all’inizio infatti c’è il rischio che gli cnidocisti rimasti possano sprigionare altro veleno, peggiorando le condizioni.

Come abbiamo già sottolineato non ricorrete ai rimedi della nonna perché non servirebbero. No all’urina, ma anche al limone, all’aceto, all’alcol e all’ammoniaca, tutte sostanze che aumentano l’irritazione. Per rimuovere i filamenti di medusa non utilizzate oggetti metallici o di plastica, come le carte di credito, perché rischierebbero di spargere ancora di più le tossine.

Alcuni rimedi

Il modo migliore per porre rimedio al dolore è senza dubbio il gel al cloruro di alluminio. Si tratta di una pomata molto efficace che garantisce un sollievo immediato. Spalmate il prodotto sulla pelle, poi fasciatela con una garza. Anche il cortisone può rivelarsi molto utile, ma ha un effetto ritardato, per questo è importante applicarlo subito.

Esistono anche alcuni rimedi naturali che sono utili per calmare il dolore e il fastidio provocato dalla puntura di medusa. Un aiuto efficace può arrivare senza dubbio dall’aloe vera, che ha proprietà antinfiammatorie, rigeneranti e cicatrizzanti. Un gel a base di questa pianta è ottimo per ridurre l’infiammazione e curare l’ustione. Potete provare anche la calendula, che ha una consistenza molto più densa e per questo un rilascio ritardato.

Se le meduse pungono i bambini

Infine proviamo a rispondere alla domanda più importante: cosa fare se la medusa punge un bambino? I più piccoli solitamente trascorrono molto tempo in acqua per questo sono più esposti alla possibilità di venire punti.

In questo caso è importante mantenere la calma e comportarsi come si farebbe con un adulto. Tranquillizzate il bambino, facendolo uscire dall’acqua, poi portatelo sotto l’ombrellone, sciacquate l’area irritata dal veleno, pulitela bene e fasciatela. Se avete a disposizione i rimedi indicati sopra potete usarli subito in caso contrario meglio aspettare che l’effetto della puntura svanisca da solo.


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