Primavera e digestione lenta: leggenda o realtà?

Si dice spesso che la cattiva digestione si accentui col cambio di stagione: ma è proprio vero?

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Fra i disturbi fisici più diffusi si annoverano certamente quelli legati al processo di digestione e, più in generale, alle funzioni gastrointestinali del nostro organismo. Spesso, la sensazione di gonfiore o appesantimento legate ai processi digestivi ci accompagnano lungo tutta la giornata e non necessariamente riusciamo a riconoscere per tale condizione una evidente causa-effetto con quello che abbiamo effettivamente mangiato e che magari, come in altri giorni, corrisponde più o meno al solito pasto consumato. Studi recenti evidenziano come un quarto degli italiani sia colpiti più o meno regolarmente dal fenomeno cattiva o lenta digestione, da gonfiori di stomaco o dacostipazione, con una incidenza nelle donne addirittura doppia rispetto a quella riscontrata negli uomini ed una cronicità del fenomeno che, naturalmente, aumenta con il crescere dell’età.

La digestione dipende dal tempo: la “teoria metereopatica”

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Vi è mai capitato di accusare qualcuno di questi fastidiosi disturbi e di incontrare qualcuno che sentenzi: “è colpa del cambio di stagione”? Per una volta, questa voce non sembra una “leggenda metropolitana”, ma un fatto condiviso anche da diversi specialisti che, anzi, utilizzano un preciso termine per individuarlo: la “metereopatia“.

Occorre precisare che le più diffuse cause comuni della dispepsia – questa la denominazione “scientifica” di tutti i fastidiosi sintomi legati alla cattiva digestione presi nel loro complesso – rimangono l’alimentazione disequilibrata nella scelta degli alimenti o nella distribuzione lungo la giornata, l’assunzione di particolari farmaci o anche vere e proprie patologie come ad esempio quelle del fegato. Inoltre la metereopatia non è un fenomeno suffragato scientificamente da precisi studi in merito. Tuttavia è piuttosto diffusa fra gli esperti l’opinione che il livello di reattività di un individuo al mutamento della temperatura e, più in generale, della situazione ambientale in cui vive connessi al succedersi delle stagioni,  possa influire  non solamente sui conosciuti “sbalzi di umore” – la cui presenza peraltro costituisce il significato letterale del termine “metereopatico“, moderna evoluzione del vecchio “lunatico” – ma anche su altre porzioni di cervello che gestiscono altri “segnali” del corpo quali la capacità di prendere sonno, la percezione della fatica nonché la lentezza nella digestione. Se a questo si aggiungono altri fattori collaterali legati alle differenze in termini di umidità, rapporto luce-buio e conseguente ritmo veglia-sonno che nel passaggio inverno-primavera sono presenti, il quadro si completa. Il concetto di metereopatia, al di là delle facili battute, spiegherebbe anche l’incidenza superiore del fenomeno fra le donne, notoriamente più “ricettive” rispetto a tali cambiamenti.

Un alleato naturale per la nostra digestione? Lo zenzero.

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Va subito sgombrato il campo da equivoci: ogni disturbo del processo digestivo che si manifesti, specialmente se ciò avviene con frequenza, può essere sintomo “collaterale” di problemi fisici diversi o anche di specifiche patologie che, ovviamente, come tali vanno curate.

In tutti gli altri casi, la difficoltà momentanea del nostro organismo può essere lenita con l’ausilio di alcuni rimedi naturali la cui efficacia, evidentemente, è ancora maggiore se associati ad una attenzione all’alimentazione che, ancora una volta, si rivela il primo e fondamentale elemento di prevenzione. Fin da tempi immemori, sono note in questo senso le grandi proprietà dello zenzero, altrimenti detto ginger: questa comune pianta erbacea originaria dell’Estremo Oriente può favorire il passaggio del cibo fra stomaco ed intestino ed l’eliminazione degli scarti della digestione; inoltre svolge funzioni di regolazione per la produzione della bile, prevenendo l’acidità ed i reflussi ed svolgendo in più una efficace azione anti-nausea. Anche altri elementi naturali come menta, genziana, liquirizia, camomilla e perfino il carciofo agiscono rafforzando le pareti dello stomaco coinvolte nelle prime fasi del processo di assimilazione del cibo aumentandone l’elasticità; inoltre aiutano il fegato e il pancreas a svolgere le loro funzioni con maggiore tempestività ed efficacia.

 

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