L’allergia alle graminacee, compagna (poco gradita) della primavera

In Italia, il 15% della popolazione è affetto da una qualche forma anche lieve di allergia alle graminacee. Che fra aprile e maggio ci ricordano della loro presenza…

allergia

Arriva la primavera, il caldo, il sole portandosi via la pioggia che insistente sembrava non volerci abbandonare. Tutto bello, nuovo, stimolante. Per tutti tranne per coloro che soffrono di allergie stagionali e che non possono purtroppo godersi del tutto questo spettacolo della natura che è la stagione del risveglio, disturbati dai piccoli o grandi sintomi che il sole di aprile ha portato loro. Quest’anno poi, il prolungarsi dell’inverno ha aumentato fra i poveri allergici l'”effetto sorpresa” che psicologicamente è davvero difficile da prevenire. La pioggia infatti intristiva le giornate ma per contro impediva agli agenti allergenici di diffondersi salvaguardando gli allergici che inevitabilmente si sono ritrovati a “dimenticarsi” del loro problema. Che però si manifesta spesso improvviso e indesiderato nella prima giornata di caldo che aprile regala, cogliendo i più sprovveduti di sorpresa e costringendoli a cercare affannosamente nei cassetti gli antistaminici abbandonati svariati mesi fa. Ed è proprio ciò che è accaduto…

Puntuale come le tasse: ad ogni primavera la sua allergia.

Tentiamo di sdrammatizzare, naturalmente. Perché l’allergia è in realtà, come ben sa chi scrive, una malattia seria e che può avere anche conseguenze importanti. In effetti si tratta semplicemente di una reazione eccesiva degli anticorpi quando vengono a contatto con sostanze abitualmente innocue e che, erroneamente, classificano invece come “nemiche”. Ovviamente, la tipologia di possibili allergie è molto vasta: fra le tante conosciute – alimentari, ambientali o di contatto – la più nota è diffusa è l’allergia stagionale primaverile legata alla fioritura delle piante che, secondo stime recenti, colpisce in diversa misura almeno il 15% della popolazione italiana. Fra queste piante, quelle più temute dagli allergici sono le graminacee, una famiglia di arbusti – dette più scientificamente Poacee – che nelle nostre regioni mediterranee crescono spontaneamente, occupando praticamente tutti gli habitat possibili, da quelli umidi a quelli secchi. Comprende circa 500 generi di piante e circa 7.000 specie diverse, di cui 350 crescono anche in Italia. Non di rado, chi soffre per le graminacee ha anche una reazione allergica a contatto con l’ambrosia, arbusto di diverso tipo e di provenienza americana, che però colloca il suo “culmine” fra settembre ed ottobre e non è quindi un fattore in primavera. I sintomi più comuni sono reazioni “locali” al contatto con gli allergeni, quali la rinite allergica, la congiuntivite e, nel caso di reazione a livello delle vie aeree inferiori, anche l’asma, forma più grave e fastidiosa che va tenuta debitamente sotto controllo. Ben più serie e preoccupanti, anche se assai più rare, sono le reazioni “sistemiche“, ovvero quelle che non si localizzano in un “punto” del corpo, ma ne coinvolgono intere zone. La anafilassi, questa la denominazione medica di tale manifestazione allergica, può avere conseguenze assai gravi fino allo shock anafilattico, estremamente pericoloso se non trattato in tempi rapidissimi.

Allergia alle graminacee e alimentazione

graminacee
Gli allergeni contenuti nelle graminacee che causano la “scorretta” reazione degli anticorpi, hanno una propria “struttura” assai simile a quelli contenuti in altre sostanze presenti in diversi cibi: per questo motivo è piuttosto comune il fatto che l’allergia alle graminacee sia accompagnata da intolleranze specifiche per determinati alimenti. Tali intolleranze si chiamano “allergie crociate” e provocano in genere sintomi locali, come fastidio o gonfiore alla gola o un prurito intenso. Fra queste, le più comuni sono quelle legate a determinati tipi di frutta: meloni, angurie, kiwi e fragole prima di tutto, ma ogni allergico deve saggiamente “testare” la propria reazione nell’assimilare tutti cibi e prestando la massima attenzione dal momento che i risultati possono essere assai diversi da individuo ad individuo. Da tenere “sotto controllo” sono anche il frumento e i suoi derivati, le mandorle e le arachidi e anche gli ortaggi, specialmente quelli rossi. A prescindere dalle eventuali intolleranze, la frutta fresca è utile per prevenire la formazione di muco e l’irritazione dei tessuti, grazie alla loro ricchezza di liquidi ed è quindi consigliabile, come anche tutti gli alimenti in grado di sostenere e rinforzare le difese immunitarie: ad esempio quelli che contengono Omega3 come il pesce o sono ricchi di proteine vegetali.

meloni-mandorle-frumento

 

 

Photo Credit: xpistwv


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Commenti

  • max

    Ecco, è arrivata la primavera e partono le mie allergie :-(

  • Gianni

    Ciao ho sempre le palpebre degli occhi gonfie. Faccio le iniezioni di bentelan è mi passa momentaneamente. Non so cosa altro prendere. Datemi un consiglio. Gianni

  • Redazione UnaDonna

    Carissimo Gianni,
    ti consigliamo di rivolgerti al tuo farmacista o al tuo medico di fiducia, sapranno darti tutte le indicazioni di cui hai bisogno.
    Grazie di averci scritto.
    La Redazione.

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