Il Ministro Balduzzi vieta la vendita della sigaretta elettronica ai minori di 18 anni

La "ecig" equiparata agli altri prodotti legati al tabacco. Una prudente tutela della salute dei minori ma anche l'esigenza di approfondire un tema ancora dibattuto

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Il qualche modo lo avevamo anticipato, ma oggi la notizia è diventata ufficiale. Se infatti è certo che la sigaretta elettronica costituisca una interessante alternativa al “tabacco tradizionale” di esso meno dannosa, troppo limitati sono ancora gli studi approfonditi sui suoi effetti “assoluti” per l’organismo per poter escludere completamente il fatto che sia cagione di danni. Cosa che, per principio di prudenza, ha portato il Ministero della Salute ad abbassare il divieto di vendita della ecig ai minori di 18 anni, innalzandolo dal precedente limite di 16, a tutela specifica della salute dei minori.

L’ordinanza sarà in vigore dal prossimo 23 aprile

L’ordinanza, firmata ieri dal ministro Renato Balduzzi, entrerà in vigore dal prossimo 23 aprile modificando quella precedente datata 31 ottobre 2012; è stata presa in correlazione con il decreto con cui viene vietata la vendita ai minori di qualunque prodotto legato al tabacco e quindi, per estensione, anche alle sigarette elettroniche nonostante il fatto che queste in realtà il tabacco non lo contengono.

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La cosa non ha mancato di sollevare polemiche, soprattutto da parte di chi considera l’ecig come un valido strumento nella lotta al tabagismo, sia come preventivo sia come ausilio per chi cerca di smettere o limitare il proprio numero di sigarette giornaliero. Ma in realtà la decisione del Ministero sembra avere un razionale assai semplice che discende direttamente da un parere espresso dall’Istituto Superiore di Sanità in seguito ad uno studio commissionato nello scorso mese di dicembre dallo stesso ministro. Lo studio, considerando diversi fumatori “elettronici” con differente frequenza di utilizzo, ha evidenziato come la soglia “accettabile” di assimilazione giornaliera di nicotina determinata dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, sia in ogni caso superata con l’utilizzo anche moderato della e-cigarette. Da qui dunque la prudenza che ha portato all’imposizione del limite di utilizzo specialmente a tutela dei minori, ma anche la richiesta da parte del Ministro di un approfondimento negli studi di cui si occuperà nuovamente l’ISS sia dal punto di vista “clinico” rispetto alle sostanze componenti della ricarica delle sigarette – oltre alla nicotina, anche quelle chimiche che portano alla sensazioni di aspirare menta, fragola o altri aromi – sia dal punto di vista comportamentale. Verificare cioè da una parte se le sigarette elettroniche possano essere assimilate ai “medicinali per funzione” – ovvero a sostanze “non farmaci” ma con funzioni di correzione, ripristino o modifica di alcune funzioni fisiologiche umane – e dall’altra se hanno fondamento le voci che più parti si levano facendo notare come, con essa, esista il rischio che anche chi precedentemente non fumava sia attirato dal suo utilizzo come “oggetto di tendenza”.

La posizione dell’Associazione Nazionale Fumo Elettronico

Sigaretta elettronica e tradizionale
L’A.Na.F.E., Associazione Nazionale Fumo Elettronico, per bocca del suo presidente Massimiliano Mancini, ha tenuto una posizione molto equilibrata. Nessuna critica, anzi apprezzamento, per la scelta del ministro di tutelare la salute delle fasce più deboli della popolazione in assenza di dati scientifici certi, ma anche la richiesta di colmare il vuoto normativo sull’argomento non solo con interventi “spot”, ma anche con un organico dibattito approfondito che coinvolga tutte le parti in causa  in maniera equilibrata, evitando il pericolo della “contaminazione” dell’informazione da parte di chi vuole frenare per motivi economici la diffusione della sigaretta elettronica.


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