Come difendersi dalle meduse

Trovarsi vicinissimi una medusa incuterebbe timore a qualsiasi bagnante. Qualche piccolo consiglio nel caso di puntura, anche per prestare soccorso a terze persone

meduse

Rispetto all’argomento meduse prendo coscienza che non c’è immagine positiva corrispondente. In ordine sparso penso a Ursula ne La Sirenetta, la spietata medusa; al personaggio mitologico con vipere velenose al posto della capigliatura capace di pietrificare con lo sguardo; alla puntura di una medusa, al dolore connesso, al fatto che avvistandole in acqua è facile immaginare un bagnante correre a gambe levate.

L’incontro ravvicinato con una medusa non è mai felice, sebbene siano organismi affascinanti, a dire il vero.
Detto questo, ecco la sfida: tu sapresti come comportarti se venissi punto da una medusa o se fossi nella condizione di soccorrere qualcuno?

Informazioni di base

La medusa non punge né morde, ad essere precisi, ma irrita la pelle con i suoi tentacoli urticanti. Da qualche anno le meduse, nel Mediterraneo, sono aumentate di numero, ciò è riconducibile all’innalzamento della temperatura delle acque, all’aumento della salinità dei mari costieri e al minor apporto di acqua dolce da parte dei fiumi.

Meduse giganti

Altre cause sono rintracciabili nello sfruttamento smodato del mare cui segue la riduzione dei pesci e la ribalta delle meduse. Questo spiegherebbe l’invasione di meduse giganti (dette anche Nomura) che ha interessato il Giappone. Come l’attributo stesso spiega, tali meduse hanno grandi dimensioni. Per limitarne la presenza si dovrebbe porre un limite alla pesca intensiva e proteggere sardine e piccoli pesci pelagici capaci di contrastare la proliferazione di queste creature.

Meduse blu

A Maggio scorso, la spiaggia di Viareggio e una buona porzione del litorale di Versilia sono state invase dalle meduse Velella Velella. Dette anche meduse blu e “barchette di San Pietro”, sono creature tipiche del Mediterraneo che viaggiano in gruppi sospinte da venti e correnti. Sebbene siano poco urticanti, è bene non toccarle.
Un appunto importante: le meduse dei nostri mari, a differenza di alcune specie tropicali del Pacifico come la Physalia Phisalis (il cui veleno è molto tossico),  non mettono a repentaglio la vita.

Rimedi e consigli

Tra i rimedi della Nonna, compaiono l’uso di ammoniaca, il succo di limone o gli impacchi di aceto, tutti superati (sebbene ci dispiaccia per la Nonna) e sostituiti da pomate cortisoniche (previo consiglio del medico) ma non antistaminiche che, con il sole, possono provocare problemi di fotosensibilizzazione.
Importante:
– non strofinare bocca ed occhi;
– non lavare la parte colpita con acqua dolce perché si potrebbe favorire la produzione di neurotossine e causare, nel peggiore delle ipotesi, danni a livello del sistema nervoso centrale, lavare, piuttosto, con acqua di mare e disinfettare con bicarbonato;
– non utilizzare acqua fredda o ghiaccio;
– non grattare la zona irritata, si rischia la messa in circolo più veloce della sostanza tossica;
– applicare l’alcool causa l’apertura dei nematocisti (cellule urticanti delle meduse);
– rimuovere i tentacoli con le mani e non con le pinzette per evitare la lacerazione dei tessuti.
Rimedio migliore: applicare gel astringente al cloruro di alluminio con effetto immediato sul prurito e sulla diffusione di tossine.

Mai grattarsi

Mai grattarsi appena si è stati punti da una medusa, ma applicare il gel astringente al cloruro d’alluminio. Il gel agisce nell’immediato (utile anche per le punture di zanzare) e lo si può applicare più volte al giorno. Le creme al cortisone o contenenti antistaminico, invece, hanno effetto solo dopo 30 minuti dall’applicazione.
Potresti incontrare qualche problema nel trovare il prodotto indicato (non è molto diffuso in commercio), basterà chiedere al farmacista una preparazione con concentrazione dal 3 al 5%, quella al 5% è la soluzione ideale.


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