Quali insidie si celano dietro il “ritocchino”?

L'intervento chirurgico per fermare il passare del tempo rivela spesso fragilità e scarsa autostima. La psicologa ci spiega cosa nascondono filler, siringhe e bisturi

filler

Quante volte ci capita di vedere in televisione, sui giornali e nella vita reale volti di donne deturpate e deformate dalla chirurgia estetica? Moltissime. Visi tirati all’estremo, bocche gonfiate a “canotto” e zigomi da alieno riempiono le riviste patinate ed entrano nelle nostre case tutti i giorni attraverso mezzi di comunicazione di massa dove la mercificazione della donna è all’ordine del giorno. Anche nella vita di sempre sono tante le donne comuni che si lasciano sedurre da una promessa di eterna giovinezza e si affidano ciecamente a persone non qualificate confidando nella loro professionalità per poi ritrovarsi scontente, depresse e con un volto e un corpo che allo specchio non riconoscono più.

Come sottolinea il Dottor Valerio Perrone, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica di Milano,vediamo in forte aumento le donne che ricorrono all’uso della siringa al posto del bisturi; purtroppo l’uso della siringa e quindi di sostanze iniettive (filler di riempimento) è una tecnica oramai usata e sperimentata anche dai “non addetti ai lavori” con tutte le conseguenze date dalla non professionalità e dall’improvvisazione. Un intervento plastico estetico, infatti, ha bisogno di una adeguata preparazione: una valutazione attenta e oggettiva da parte del chirurgo non solo delle condizioni di salute della paziente, ma anche delle sue reali necessità e prospettive, l’uso di materiale testato e a norma e di una struttura organizzata e moderna per intervenire in tutta sicurezza.

Angelina Jolie
Angelina Jolie

Secondo gli ultimi dati emersi dal Rapporto Pit (Progetto integrato di Tutela) Salute del Tribunale per i diritti del malato, una paziente su cinque dopo un intervento di chirurgia plastica ricorrerebbe nuovamente al bisturi perché insoddisfatta del risultato. Secondo la ricerca, gli interventi con esiti non soddisfacenti sarebbero in forte aumento: in testa si registra l’intervento che annovera i maggiori casi di errore, ossia la mastoplastica additiva con il 30% di segnalazioni; seguono la riduzione del seno (15%, ha fatto scalpore il caso di Angelina Jolie), rinoplastica (12%), blefaroplastica (9%) e infine la chirurgia plastica alle orecchie (6%).

Come si sceglie un chirurgo competente e una struttura seria sia in Italia sia all’estero? “Il passaparola è il mezzo più usato, ma la strada migliore da seguire è cercare un chirurgo di indiscussa professionalità e credibilità che appartenga a società accreditate nazionali come la Sicpre e l’Aicpe o internazionali (Isaps). Purtroppo si assiste ad una vera e propria dipendenza dalle punturine di botox per ringiovanire il volto. Come riportato dal popolarissimo network americano Fox News, ad esempio, stanno aumentando rapidamente i filler autosomministrabili e acquistabili a buon mercato online”, spiega il Dottor Perrone.

Dai filler per viso e labbra fino alle terapie per ridurre il grasso e aumentare il seno, i trattamenti reperibili online da effettuare su se stessi senza l’ausilio di un medico competente sono infatti tantissimi e non regolamentati. Le conseguenze sono molte e gravi dalle infiammazioni, infezioni, paralisi, vesciche, asimmetrie e, nei casi più gravi, lo shock anafilattico. I trattamenti estetici “home-made”, realizzati cioè lontano da strutture specializzate e per opera di mani inesperte, hanno un’altissima percentuale di rischio.

Dietro la richiesta impellente di un ritocco a volte si cela un disagio psicologico molto più profondo (insicurezza, poca autostima, fragilità, ecc.) e l’intervento in sé non sempre è in grado di risolvere pienamente l’insoddisfazione e la frustrazione che una donna ha con le forme del proprio corpo. Sebbene la moda si stia dimostrando più attenta e sensibile alle figure femminili che escono dagli schemi di donne filiformi e perfette (con modelle curvy e indumenti che valorizzino le forme), tuttavia l’immagine che una donna ha di se stessa è un complesso mondo che va affrontato con occhio esperto e attento.

Un colloquio pre-intervento deve diventare indispensabile per capire se la persona è fortemente motivata o se ha solamente bisogno di esser rassicurata su un piano più intimo e privato. Se dal colloquio preliminare, dove si raccoglierà un’attenta anamnesi della paziente, dovesse emergere un quadro psicologico di depressione e disturbi di personalità più o meno gravi, un bravo chirurgo plastico chiederebbe un consulto psicologico e si asterrebbe dall’iniziare l’intervento stesso. Spesso il ricorso ad uno psicoterapeuta che adotta una terapia cognitivo-comportamentale aiuta la paziente a ritrovare la sua autostima e a cambiare la percezione negativa riguardo le sue forme corporee senza intervenire chirurgicamente.

Quindi i fattori da prendere in esame prima di un intervento di chirurgia plastica ed estetica sono sicuramente quello di non affidarsi a mani inesperte e non professionali e parlare dell’intervento con un professionista della mente che valuterà caso per caso se veramente necessario o meno.
Un modo sano di avere cura di se stesse è quello che si avvale di creme antiage e cosmetici per migliorare il proprio aspetto nel rispetto di quello che è il proprio corpo. Le rughe di un viso sono i segni di un tempo che passa e fanno parte della nostra identità; conviverci e stare bene con se stesse è l’obiettivo finale, toglierle a tutti i costi e sembrare giovani anche se si superano i 60 anni e si hanno dei nipoti, è voler far un patto col diavolo come nel racconto di Dorian Grey: non si invecchierà mai, certo, ma l’interiorità e l’esteriorità non cammineranno più insieme.


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