Se per fare il tiramisù puoi aver pensato di utilizzare i biscotti pavesini, per questa zuppa inglese ci vogliono assolutamente i savoiardi o delle fette di pan di Spagna.
La parola “zuppa inglese” la capiamo solo noi italiani, perché il dolce equivalente in Inghilterra si chiama “triffle” e non c’è traccia di Alchermes.
I “triffle” possono essere di tanti tipi ma hanno in comune l’essere “zuppe” stratificate di panna, crema e frutta, intervallate da “sponges”: pan di Spagna che per fare in fretta si compra nei pacchettini come le nostre merendine tipo Buondì Motta.
Anche questa ricetta non è la nostra zuppa inglese tradizionale “all’italiana”. Si tratta di un’invenzione personale degli anni trascorsi all’università, per sedare le imponenti necessità di zuccheri pre-esame.
All’inizio ha avuto successo soprattutto tra coetanei ventenni, in quella età magnifica in cui i brufoli sono scomparsi ed il metabolismo fa ancora il proprio dovere. Con il passare degli anni, però, non è stato disdegnato nemmeno dalle compagnie più adulte, soprattutto come buongiorno a tarda ora nei giorni di festa, come merenda ipercalorica nelle domeniche di pigrizia e quando la stagione impone che il dolce esca dal frigorifero.
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