Ricetta muffin pere e cannella
State cercando una ricetta semplice, ottima per accompagnare qualsiasi momento della giornata? Una ricetta che al contempo abbia un sapore caldo e confortevole per affrontare al meglio le giornate tristi?
Con i muffin alla pera e cannella avete trovato quello che vi serve; pochi e semplici ingredienti per un dolce soffice e delizioso!
Volendo potete scegliere se realizzare dei muffin o una piccola torta, la ricetta funziona per entrambi i formati. In particolare, se volete preparare la torta, usate la marmellata alla pera, procedendo così. Spennellare la superficie del dolce con la marmellata e cospargerla di riso soffiato caramellato, così diventerà ancora più sfiziosa!
Sia nella versione muffin che nella versione torta, questa ricetta si accompagna ottimamente col tè, meglio se nero.
Tutti siamo convinti che siano un’invenzione americana, in realtà l’origine dei muffin è inglese e inizialmente erano salati. Il nome deriva da Mouflet, probabilmente termine francese che significa pane soffice, o dal tedesco “muffen”, ovvero tortina dolce. L’English muffin fece il suo esordio nel ‘700. Si narra che i cuochi delle grandi famiglie nobili inglesi li abbiano inventati mettendo insieme pane avanzato del giorno prima, pezzi di biscotti rimasti e patate schiacciate. Con questo impasto creavano, per la servitù, dei dischi di 8 cm di diametro. Si friggevano i dischi su di una piastra, rendendo l’impasto leggero e croccante. Questa specie di crespella era poi piegata in due parti, farcita con burro, e mangiata in accompagnamento a bevande calde.
Presto la notizia della loro bontà si diffuse anche tra i ricchi e così il muffin divenne il dolce preferito per l’ora del tè. Nacque anche la figura del cosiddetto “Muffin man”. Il venditore ambulante a cui fu dedicata addirittura la canzone “Oh, do you know the muffin man”. Durante l’età vittoriana, caratterizzata da una grande floridità economica e una forte espansione della nazione inglese, i muffin conquistarono l’Europa. Fino ad arrivare poi negli Stati Uniti, dove spopolarono.
Qui all’impasto furono aggiunti conservanti e la lievitazione avveniva utilizzando carbonato di potassio. Cotti inoltre dentro a degli stampini monoporzione il loro commercio si allargò a vista d’occhio. Fu così che i mitici dolcetti di forma rotonda con la cima a calotta semisferica, presero la forma di quelli a noi più conosciuti. Che si tengono in un palmo della mano e si consumano in un sol boccone. Le varianti sono le più varie. Si possono preparare con ripieno di mirtilli, cioccolato, cetrioli, lampone, cannella, zucca, noce, limone, banana, arancia, pesca, fragola, mandorle e carote.
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