Se vi è mai capitato di pensare che preparare un plumcake volesse dire infornare un bel dolce alle prugne (dall’inglese plum), diciamo subito che questo vale in Inghilterra ma non in Italia.
A volte i nomi possono effettivamente ingannare, tant’è vero che nei Paesi Anglosassoni con il termine plumcake si indica una crostata di pasta frolla alle prugne, che vanta origini tedesche e che nulla ha a che vedere con la versione italiana.
Per indicare un dolce molto più simile al nostro, in cui le prugne non compaiono proprio, gli inglesi parlano invece di poundcake, nato nel Settecento e preparato con un pound, circa 450 grammi, di ogni ingrediente, burro, zucchero, farina e uova, in modo da poter facilmente ricordare la ricetta.
Ebbene si, pound può indicare sia un valore monetario che uno in termini di peso!
Nel tempo la ricetta originale è stata in parte modificata, diminuendo la quantità di burro e zucchero e aumentando il numero di uova, in modo da renderla più leggera, soffice e non eccessivamente dolce.
Non solo, hanno iniziato a comparire sempre nuovi ingredienti, dando così vita a un’innumerevole serie di varianti, non solo dolci ma anche salate.
E così arriviamo al plumcake di oggi, a base di ricotta, nocciole e cioccolato, perfetto per la colazione o la merenda, ma ideale anche da servire come dessert a cena, accompagnandolo magari in questo caso con una crema al cioccolato.
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