Made in Africa, è la nuova tendenza che si sta sviluppando per la produzione di gioielli e abiti. L’obiettivo è quello di dare un’opportunità ed insegnare un mestiere per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni di questo continente.
Elisabetta Capolino, Cristina Cisilino e Annalisa Bernardi hanno deciso di unire le loro esperienze nel campo della moda e del design per fondare in Kenya, nel Febbraio 2012, il marchio Crea Africa. La loro idea è infatti quella di generare un cambiamento sociale promuovendo l’artigianato locale e producendo il 100% su territorio africano. Vari artigiani e donne della comunità collaborano con Crea, utilizzando tecniche tradizionali su materiali come il metallo, il legno, l’osso e la pelle. Ogni artigiano, infatti, viene scelto con cura sulla base della personale esperienza e della capacità di lavorare con ogni materia prima.
Da qui nascono poi collaborazioni con grandi marchi come Moschino Cheap & Chic ed Edun.
[dup_immagine align=”alignleft” id=”54476″]Ali Hewson, fondatrice del marchio Edun assieme al marito Bono e la nuova direttrice creativa Danielle Sherman, hanno avuto la possibilità di visitare la sede operativa di Crea ed osservare il lavoro e le tecniche degli artigiani africani. Il marchio, creato nel 2005, non solo produce una collezione di t-shirt interamente prodotte in Africa, ma per la fine di quest’anno punta a produrre il 40% della collezione su territorio africano.
Made è un altro brand, con sede in Kenya, che nasce con la stessa idea di utilizzare la manodopera di questo popolo. Gioielli fatti a mano da artigiani altamente qualificati che creano prodotti unici e di grande artigianalità. Dalle borse di pelle alle collane di perline tutto è realizzato con amore utilizzando materiali africani. Made inoltre collabora con grandi marchi come Louis Vuitton, Tommy Hilfiger, Topshop, Stefanel e Asos. Queste collaborazione hanno contribuito a dare una grande visibilità al brand, aiutando a creare maggiore opportunità di crescita.
Produrre moda sembra essere una soluzione possibile per aiutare alcuni popoli africani ad uscire dalla povertà, ma è anche un modo per avvicinarsi alla loro cultura, offrendo loro la possibilità di svilupparsi in questo settore. L’avvicinamento delle grandi case di moda a questo territorio aiuta a focalizzare l’attenzione su questo Paese e sulle sue capacità.
Oggi bisogna infatti pensare all’Africa come Paese che crea e produce.
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