London Fashion Week SS 2016 day 3: melting pot di stili

Romanticismo e creatività, low style e fast style, provocazione e mood bohèmien convivono nel terzo giorno di sfilate londinesi, a dimostrazione di una moda sempre in evoluzione e alla ricerca di nuove ispirazioni

Il terzo giorno di sfilate della London Fashion Week è stato caratterizzato da un mix di colori, generi e stili intenso ed emozionante
Il terzo giorno di sfilate della London Fashion Week è stato caratterizzato da un mix di colori, generi e stili intenso ed emozionante
  • Il terzo giorno di sfilate della London Fashion Week è stato caratterizzato da un mix di colori, generi e stili intenso ed emozionante
  • Il colore è protagonista da Jonathan Saunders SS 2016
  • La donna romantica di Temperley London
  • Jonathan Saunders SS 2016
  • Le suggestioni de L'Avana caratterizzano la collezione Temperley London SS 2016
  • La chiusura della sfilata Temperley London SS 2016
  • E' dedicata alle donne creative e indipendenti la collezione Paul Smith SS 2016
  • Colori basici e rigore da Issa London SS 2016
  • C'è molta tecnologia nella collezione Issa London SS 2016
  • Rifiniture ed eleganza da Issa London SS 2016
  • La maglia è protagonista della collezione Pringle of Scotland SS 2016
  • Un look della collezione Pringle of Scotland SS 2016
  • I capi della collezione Topshop Unique SS 2016
  • Topshop Unique SS 2016: fast style
  • L'estetica sospesa tra folklore e spazio di Mary Katrantzou SS 2016
  • Le micro-decorazioni di Mary Katrantzou SS 2016
  • Corsetti e ispirazione storica da Vivienne Westwood Red Label SS 2016
  • La portabilità inedita di Vivienne Westwood Red Label SS 2016
  • MM6 Maison Margiela SS 2016 tra futuro e passato
  • La provocazione come cifra della collezione MM6 Maison Margiela SS 2016

Dalla femminilità easy di Jonathan Saunders al mood vintage futuristico di MM6 Maison Margiela, il terzo giorno della London Fashion Week SS 2016 è stato un vero e proprio melting pot di stili.

Solo apparentemente distanti e disomogenee, le collezioni salite in passerella sono infatti tutte caratterizzate da un forte afflato sperimentale e innovativo, che va dall’estetica stessa e dalla filosofia delle diverse maison e degli stilisti fino alla ricerca di nuove soluzioni di forma, volumi e materiali.

Colore, romanticismo e creatività

Ha scelto il colore, Jonathan Saunders, come fil rouge della sua collezione primavera-estate 2016. Lo stilista di Glasgow ha utilizzato vibranti tinte in contrapposizione e intense fantasie, mescolando anche insieme le due cose, per creare una serie di abiti pieni di energia e allo stesso tempo di grazia, essenziali e seducenti. Dalle gonne a pannelli sovrapposti ai vestiti kimono-style, ogni capo della proposta per la prossima stagione è pensata infatti per vestire una donna contemporanea e pragmatica, ma dalla forte femminilità.

Proprio come quella immaginata da Alice Temperley, fashion designer dell’omonimo marchio Temperley London, che prendendo spunto dai colori e dalle suggestioni de L’Avana e dalle immagini del fotografo Robert Polidori ha confezionato una collezione sospesa tra romanticismo e schiettezza, sogno e realtà.

E’ invece un omaggio alle donne creative e indipendenti di oggi la proposta primavera-estate 2016 di Paul Smith, che ha mescolato sete robuste, serigrafie e stampe ad alta ingegnerizzazione, morbide t-shirt e generosi caftani, tagli sbiechi, drappi e forme fluide in una collezione moderna ma rassicurante, pensata per essere indossata tutto il giorno ed essere adatta per ogni circostanza.

Low style VS fast style

Dalla rigorosa ricerca materica e stilistica di Issa London e Pringle of Scotland ai capi più che prêt-à-porter di Topshop Unique, la London Fashion Week sottolinea la differenza tra stile e moda.

Se gli abiti di ispirazione geometrica, caratterizzati da una palette di colori essenziali – bianco, nero, blu, giallo fluo – e impreziositi da materiali e lavorazioni ad alto contenuto tecnologico di Issa London e la collezione primavera-estate 2016 di Pringle of Scotland, ispirati all’estetica della scultrice Louise Bourgeois e realizzati in maglia e con tessuti lavorati per riprodurne l’effetto, rappresentano infatti il low style e un bello piacevole e funzionale, la proposta di Topshop Unique è l’emblema del fast style. Di ciò che si indossa perché fa moda e fa moda perché si indossa.

Una contraddizione evidente, ma forse solo apparente, come dimostra la perfetta – o quasi – coesistenza dei due approcci nell’ecosistema fashion e l’indiscusso successo di entrambi.

Provocazione e mood bohèmien

Nel ricco “crogiolo” del terzo giorno della London Fashion Week c’è stato spazio anche per provocazione e mood bohèmien, genere che non manca praticamente mai alle Settimane della Moda.

E’ innegabile, tuttavia, che l’interpretazione offerta da Mary Katrantzou sia assolutamente unica e decisamente innovativa, oltre che “fedele” al sentire della stilista. Tra suggestioni folkloristiche e “spaziali”, quilting iridescenti, broccati metallici, lurex, ricami, cristalli e paillettes, trovano infatti spazio le micro-decorazioni, vero e proprio cavallo di battaglia della fashion designer.

Riesce come sempre a stupire anche Vivienne Westwood, che nella collezione SS 2016 Red Label mescola iconici capisaldi del suo stile – corsetti e influenze storiche – a una leggerezza e una portabilità inedite, mentre è un ardito mix di usato e nuovo, futuristico e contemporaneo la proposta di MM6 Maison Margiela.

 

 


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