La moda anni ’60 di nuovo… di moda

Gli anni Sessanta sono stati magici, unici e irripetibili, per questo la moda ogni tanto prende ispirazione da quell'epoca. Riscopri insieme a noi gli avvenimenti più belli del decennio più top.

Colazione da Tiffany
Colazione da Tiffany.

Nella moda, al cinema, in tv, nella musica e negli oggetti che utilizziamo tutti i giorni, va in scena il fascino discreto degli anni Sessanta. Epoca indimenticabile e ricca di bellezza, entusiasmo e naturalmente piena di grande creatività. Un’epoca in cui la moda, fino a metà del decennio, veniva ancora percepita come alta moda, dove gli stilisti nella maggior parte delle volte venivano chiamati sarti – e non designer- e le modelle avevano ancora il nome di mannequin. Un’epoca, quella degli anni ’60, dove le donne esibivano con grazia la propria femminilità, e in cui le stelle del cinema dettavano legge in fatto di eleganza.

Difatti, il 1960 è l’anno della dolce vita, consacrato anche dalla famosa pellicola di Federico Fellini, che ha fatto scandalo. La Fiat 600, nata nel 1955, conosce in questi anni il suo momento magico, diventando l’auto preferita dagli italiani.

1961

Nel 1961 l’Italia compie cent’anni, i dischi in vinile furoreggiano tra i 24mila baci di Celentano e le Mille bolle blu di Mina. Sempre in quell’anno nasce il secondo canale Rai e le gemelle Kessler fanno innamorare tutti con il Dadaumpa.

Givenchy disegna per Audrey Hepburn gli abiti di “Colazione da Tiffany” e allo stesso tempo Pierre Cardin gli abiti di scena dei Beatles.

1962

Nel 1962 il mondo guarda con curiosità alle opere di Andy Warhol, in particolare quelle che ritraggono Marilyn Monroe, scomparsa prematuramente nel mese di agosto dello stesso anno per cause, ancora oggi, misteriose.

1963

Nel ’63 il presidente Kennedy viene assassinato.

Nel 1964, con qualche anno di ritardo rispetto agli Stati Uniti, nel nostro paese arriva la Barbie: ancora oggi la bambola più amata dalle bambine di tutto il mondo.

1965

Nel’65 nasce la minigonna, il colpo di genio di Mary Quant, rivoluzionò completamente il modo di vestire delle donne, l’esigenza del gentil sesso di esprimersi in maniera più autonoma e indipendente.

1966

Yves Saint Laurent dopo aver lasciato la maison Dior, nel 1966 ne apre una tutta sua: si chiamerà “Saint Laurent Rive Gauche”. Negli stessi anni lancia una linea di pantaloni da donna, che crea grande scandalo.

Paco Rabanne fece alzare le sopracciglia al mondo intero quando nel ’66 presentò alla stampa un abito fabbricato interamente in plastica.

Negli anni Sessanta il boom e le Nouvelle Vagues cambiarono le carte in tavola: ancora una volta uomini e donne cercano nuove identità. Così Jean Seberg nel film: “Fino all’ultimo respiro” taglia i capelli rendendo il suo volto “mascolino”. Sean Connery in “Dalla Russia con amore” fa dimenticare l’essere rude di Marlon Brando con il classico d’antan: tagli sartoriali, tessuti inglesi e linee tradizionali. Riuscendo così laddove gli altri avevano fallito: far tornare must lo smoking.

Verso la fine dei ’60

Alla fine dei Sixties, l’Haute Couture cominciò a perdere importanza: dopo la confusione creata dalle conseguenze della seconda guerra mondiale negli anni Cinquanta, il mondo aveva bisogno di entrare in un’era di consumi di massa. Nasce il Pret-à-Porter.

Gli anni ’60 oggi

Tornando ai giorni nostri, gli stilisti lanciano un messaggio molto chiaro: “Gli anni ’60 ce li portiamo dietro ancora e ancora”. Così il nostro guardaroba conquista quell’allure di rivoluzione, indipendenza e rinnovamento morale. Allora in passerella ecco il ritorno di linee svasate, misure cortissime e colori sgargianti, in pieno stile anni ’60.

Non fanno eccezione al mood gli accessori: gli occhiali si ingrossano e si tingono dei colori più vividi, ritornano in auge cuffie, cerchietti e foulard e i tacchi si abbassano, spesso, in favore di ballerine o stiletti più contenuti. Moschino, Louis Vuitton e Antonio Marras solo per citarne alcuni, con le loro ultime collezioni per la primavera/estate ci raccontano di come il tempo passa, ma lo stile resta. Così, le stampe geometriche, i colori forti e le silhouette ci fanno pensare a quanto bello sia altalenarsi da un tempo all’altro senza mai muoversi di un centimetro, ma solo indossando l’idea della storia che diviene moda, che dolcemente copre i nostri corpi.

Ma perché tanta nostalgia? Perché proprio gli anni ’60? Sicuramente non è per mancanza di idee, piuttosto, come affermano gli stilisti: “è la voglia di rivivere il bello di quell’epoca, o proporre qualcosa di magico a chi, purtroppo, quegli anni non ha avuto il piacere di viverli.”

 


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