Fibre sintetiche: quali sono e quali caratteristiche hanno

Fibre sintetiche: quali sono e quali caratteristiche hanno

Quali sono, le loro caratteristiche, l'elenco delle principali, vantaggi e svantaggi che derivano dal loro utilizzo.

-
24/10/2021

Le fibre sintetiche sono ampiamente impiegate dall’industria dell’abbigliamento e presentano, di certo, molti vantaggi. Sono, solitamente, più elastiche di quelle naturali e facilmente adattabili alle forme del corpo. Risultano davvero semplici da lavare e si distinguono anche per i loro tempi ridotti di asciugatura. Tuttavia, specialmente in questi ultimi anni in cui si sta parlando sempre più spesso di ecosostenibilità, è stata fatta luce sui tanti svantaggi e aspetti negativi dell’utilizzo di queste fibre tessili.

Sono, infatti, altamente inquinanti per l’ambiente – emettono un’elevata quantità di microplastiche praticamente a ogni singolo lavaggio! – e, inoltre, possono anche rivelarsi irritanti e nocive per la nostra salute e, in particolare, per il benessere della nostra pelle. Cosa fare, quindi? Un primo step è sceglierle esclusivamente per pochi capi e solo laddove è necessario (pensiamo, per esempio, all’abbigliamento sportivo). Il secondo è sapere realmente a cosa si va incontro usando quotidianamente abiti realizzati con queste fibre che derivano da minerali e petrolio.

Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere: cosa sono le fibre sintetiche e quali sono le loro caratteristiche, l’elenco delle principali (ossia le più usate e diffuse) e alcune considerazioni su pro e contro del loro utilizzo.


Leggi anche: Quante fibre bisogna assumere al giorno?

Fibre sintetiche: cosa sono e le caratteristiche

Si sente spesso parlare di fibre tessili sintetiche, ma qual è il significato di questa definizione? Prima di tutto, si producono utilizzando dei materiali che derivano da minerali o petrolio e non vanno confuse con le fibre tessili artificiali, create allo stesso modo in laboratorio dall’uomo ma a partire da materie prime che hanno comunque un’origine naturale.

Le fibre sintetiche si utilizzano per creare tessuti completamente sintetici oppure, molto spesso, si adoperano insieme alle fibre artificiali. La ragione del successo di questi materiali particolari è dovuta essenzialmente al loro basso costo di produzione, un elemento ormai fondamentale nella grande distribuzione in particolar modo per quanto riguarda la moda low cost e il cosiddetto fast fashion.

Oltre a essere molto economiche, sono estremamente malleabili e altamente modificabili. In sostanza, l’uomo attraverso la chimica può fare davvero ciò che vuole in termini di fibre tessili sintetiche.

Veniamo, a questo punto, ai contro. Sono altamente nocive per il nostro ecosistema. Non sono biodegradabili né riciclabili e, inoltre, creano problemi all’ambiente in ogni fase della loro “vita”, dalla produzione allo smaltimento.

Principali fibre sintetiche: l’elenco completo e le tipologie

Ci sono, al giorno d’oggi, tantissime fibre sintetiche. L’elenco delle principali include:

  • Nylon
  • Acrilico
  • Econyl
  • Elastan
  • Neoprene
  • Newlife
  • Spandex
  • Lycra
  • Poliestere

Queste fibre si possono poi distinguere in due sottogruppi ossia le sintetiche ecologiche (come Econyl e Newlife) e quelle altamente inquinanti (tutte le rimanenti). Vi sono anche le fibre sintetiche elastiche, che presentano alcune peculiarità specifiche. Procediamo con ordine.


Potrebbe interessarti: Rayon: che tessuto è il Rayon

Ecologiche

Derivano al 100% dalla lavorazione di materiali plastici riciclati. Sono, in sostanza, dei materiali tessili di recupero ricavati da reti da pesca, bottiglie di plastica, scarti industriali e chi più ne ha più ne metta.

Vi sono dei criteri che rendono una fibra sintetica certificata ecologica. Prima di tutto, queste fibre sono prodotte in Europa e devono essere certificate Oeko-Tex, ossia non devono assolutamente contenere sostanze chimiche tossiche.

Un’altra certificazione è la PSV che attesta che il materiale di partenza da cui si ricavano le fibre è di origine riciclata. Attenzione, perché non è tutto oro ciò che luccica: nonostante abbiano un basso impatto ambientale, le fibre sintetiche riciclate rilasciano comunque microplastiche praticamente a ogni lavaggio.

Elastiche

Vi sono in commercio tantissime fibre sintetiche elastiche, come l’Elastan, la Lycra e lo Spandex. Tra le più usate in assoluto, si differenziano dalle fibre tessili naturali per la loro elevata elasticità.

Si allargano e allungano, risultando praticamente espandibili, senza rovinarsi. La trama del tessuto, infatti, nonostante venga sottoposta a forti “stress” torna sempre alla sua forma originale. Questo tipo di fibra risulta comoda e confortevole, caratteristica molto ricercata al giorno d’oggi nel settore dell’abbigliamento.

Ovviamente, l’elasticità varia a seconda della percentuale di fibra elastica impiegata nella tessitura. Spesso, infatti, le fibre elastiche vengono abbinate a tessuti naturali come il lino o il cotone, per renderle più facilmente adattabili alle forme del corpo.

Svantaggi e come prendersene cura

Molte fibre sintetiche sono composte da Poliestere e altre microfibre. Il Poliestere, in particolare, è il risultato di una reazione chimica tra alcool e acido e questo è sufficiente a far capire per quale motivo in molti sconsigliano l’utilizzo di vestiti di questi materiali.

Un altro svantaggio da tenere in considerazione è che il Poliestere è sì resistente e duraturo – molto più delle fibre naturali – ma che, purtroppo, preserva anche alcune caratteristiche tipiche della plastica. Per esempio, come la maggior parte delle fibre sintetiche non è traspirante quindi risulta pesante e poco pratico specialmente nei mesi estivi.

Va detto, in ogni caso, che gli addetti ai lavori hanno fatto grandi passi in avanti in termini di fibre tessili sintetiche. Ve ne sono alcune – come la “nuova” microfibra – che sono traspiranti, impiegate specialmente per l’abbigliamento sportivo e facilmente reperibili anche nelle composizioni presenti nella grande distribuzione.

A questo punto, scopriamo insieme come lavare le fibre tessili sintetiche. Non richiedono particolari accorgimenti per il lavaggio in lavatrice – molte prevedono un programma apposito, quindi il tutto risulta molto intuitivo – e si asciugano davvero rapidamente all’aria. Questo è un vantaggio, ma è bene sottolineare che – come abbiamo già anticipato – a ogni lavaggio le fibre sintetiche rilasciano ingenti quantità di microplastiche. L’ideale, quindi, sarebbe per quanto possibile limitare l’acquisto e l’utilizzo di vestiti in questi tessuti per salvaguardare l’ambiente e l’ecosistema. Infine, le sostanze chimiche adoperate per la produzione delle fibre sintetiche possono risultare irritanti per la pelle. Soprattutto se avete una pelle sensibile e reattiva, meglio optare per tessuti naturali.

Com’è facile intuire, le fibre sintetiche presentano diversi vantaggi pratici – che le hanno rese tra le preferite dall’industria fashion – ma non sono di certo la scelta più indicata se si decide di adottare uno stile di vita ecosostenibile.

Ogni nostra scelta quotidiana, anche quella apparentemente più semplice e banale come ponderare quali abiti introdurre nel guardaroba, può fare la differenza e rappresentare un valore aggiunto per il benessere di tutti.

Maria Teresa Moschillo
  • Scrittore e Blogger