Salumi in gravidanza: quali sono consentiti

In gravidanza aumenta l'attenzione su cosa e come mangiare. Un breve quadro sulla toxoplasmosi e sui salumi da evitare in gravidanza.

Salumi in gravidanza: quali sono consentiti
Salumi in gravidanza: quali sono consentiti

In gravidanza bisogna prestare un po’ più di attenzione quando si mangia, ciò non vuol dire stravolgere le abitudini alimentari ma solo essere più accorte.

In particolare c’è una malattia parassitaria che si rivela molto pericolosa se contratta in gravidanza, parliamo della toxoplasmosi e, di conseguenza, degli alimenti che possono causarla come alcuni tipi di salumi.

Breve quadro sulla toxoplasmosi

In un momento qualunque della nostra vita la toxoplasmosi non è pericolosa, ma lo diventa in gravidanza. Tra le conseguenze legate a questa malattia: l’aborto spontaneo, il parto prematuro e altri danni al bambino come ritardi mentali e problemi alla vista.

Come sapere se si è immuni o no alla toxoplasmosi?

A inizio gravidanza, di solito al primo mese di gestazione, si fa uno specifico esame del sangue: il toxo test, che ricerca gli anticorpi anti-toxoplasma e le immunoglobuline M e G, dalle quali derivano i valori IgM e IgG.

L’IgM positivo indica che la malattia è in corso, l’IgG, invece, indica che il soggetto ha contratto la malattia in passato e che, quindi, è immune.

Se entrambi i valori risultassero negativi (IgG e IgM) vorrà dire che il soggetto non ha la toxoplasmosi e non l’ha mai avuta in passato; in questo caso specifico, la donna potrebbe contrarre la malattia durante i 9 mesi di gravidanza.

Sarà necessario, quindi, ripetere il toxo test ogni mese. Se l’IgG fosse positivo, invece, la futura mamma è immune alla malattia (già contratta in passato) e potrà stare tranquilla mangiando un po’ di tutto.

Ma quali sono gli alimenti incriminati? Per non contrarre la toxoplasmosi in gravidanza occorre evitare la verdura cruda, la carne non cotta bene o cruda, gli insaccati, in particolare quelli crudi.

Vediamo meglio quali salumi evitare e quali si possono mangiare.

Da evitare in gravidanza: salumi crudi

Sono detti “crudi” gli insaccati come il salame, il prosciutto crudo, il capocollo, la pancetta, la bresaola, lo speck.

Oltre a non essere cotti, questo tipo di salumi sono sottoposti ad una serie di processi: la salatura, la stagionatura e l’affumicatura. Tutti questi processi non uccidono il toxoplasma, motivo per cui il prosciutto crudo e gli altri vanno evitati in gravidanza.

L’unica eccezione che ne permette il consumo è la cottura dei salumi crudi ad alte temperature.

Per esempio, se il salame o lo speck vengono utilizzati come ingredienti in pasticci di pasta o preparati da forno e sono ben cotti, si possono mangiare.

A questo proposito, fate attenzione alla pizza: i salumi, di solito, sono aggiunti sulla pizza a fine cottura, ciò vuol dire che, non raggiungendo la temperatura appropriata, il parassita del toxoplasma non viene ucciso.

Tra gli alimenti altamente pericolosi in gravidanza compare anche la salsiccia cruda.

Salumi cotti, ammessi in gravidanza

Quali sono gli insaccati che si possono consumare in gravidanza? Il prosciutto cotto, la mortadella, l’affettato di tacchino o di pollo. Anche i würstel in gravidanza possono essere mangiati, se ben cotti.

Alimentazione in gravidanza, consigli utili

Una piccola regola valida per tutte le donne in gravidanza, anche per quelle che sono risultate immuni alla malattia parassitaria, è la riduzione del consumo di salumi e insaccati.

Si tratta, infatti, di alimenti ricchi di sale e poveri di nutrienti, che non apportano alcun valore aggiunto all’alimentazione ma possono piuttosto provocare o far aumentare altri disagi quali il gonfiore, il senso di spossatezza e la stanchezza.

Quale dieta seguire in gravidanza? La risposta è semplice: la dieta mediterranea è un modello alimentare salutistico e non prevede il consumo di salumi.

Se, però, durante la gravidanza non riusciste proprio a rinunciare ad una fetta di salume, almeno sceglietene uno che sia di ottima qualità.


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