L’estate per i più piccolini è divertente e spensierata ma spesso quando si gioca si è distratti e non si pensa né al caldo, quindi a bere e ad idratarsi, nè al sole, quindi a proteggersi e a ripararsi dai raggi nocivi.
Spetta alla mamma e al papà aver cura della pelle del bambino soprattutto se il piccolino ancora non conosce i rischi che può correre se non si applica sul corpo una buona crema solare. Ma quali sono questi rischi e come fare ad evitarli?
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Uno delle conseguenze più nocive di una esposizione al sole è indubbiamente l’eritema solare, una forma di dermatite che si manifesta, nella maggior parte dei casi, i primi giorni di spiaggia, quando l’epidermide è ancora molto sensibile e la melanina non ha ancora iniziato la sua funzione difensiva. A seconda dell’intensità può provocare febbre alta, bolle, arrossamenti accompagnati da bruciore e prurito. Abitualmente queste irritazioni cutanee si risolvono nel giro di 5-7 giorni ma è importante fare ancora più attenzione nei periodi immediatamente successivi poiché la pelle se esposta risulterà più vulnerabile ad aggressioni esterne.
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L’eritema è un pericolo non solo per il bambino ma anche per la mamma che non riesce a proteggersi adeguatamente poiché presa e coinvolta dalle attività del piccolino. Le probabilità aumentano se l’esposizione si protrae a lungo e se non si è protetti sufficientemente con creme ad alta schermata. Non bisogna trascurare gli effetti e le conseguenze di una cattiva protezione perché può provocare danni permanenti come il fotoinvecchiamento e un incremento della formazione di radicali liberi.
Per difendere i bambini dal pericolo di scottature è indispensabile usare filtri solari di buona qualità ad alto fattore di protezione, anche 50+ che andranno applicati ogni 2-3 ore. Bisogna stare attenti a non tralasciare nessuna zona, soprattutto dietro la cute, e ripetere l’operazione dopo il bagno al mare o se il bimbo ha sudato molto, perchè il sudore elimina gli effetti difensivi della crema. Analoghe precauzioni in caso di cielo nuvoloso, o se si è in montagna, perché sebbene sembri che la quantità di radiazioni solari sia inferiore in realtà la loro azione è analoga.
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La prima adeguata forma di cautela che si può eseguire contro il rischio di eritema deve cominciare alcune settimana antecedenti la vacanza e riguarda l’alimentazione. Una recente ricerca ha dimostrato che assumere 30-40 giorni prima dell’esposizione solare, cibi con sostanze antiossidanti come la vitamina E e C il selenio, lo zinco, il beta-carotene risulta molto utile poiché aumenta le difese della pelle e pertanto diminuisce le probabilità di scottature. Quindi prima di partire per le vacanze è bene portare a tavola e aggiungere alla propria alimentazione agrumi, peperoni, pomodori, spinaci, broccoli, cavoli, carote, noci, , olio di oliva, albicocche, nocciolegerme di grano, mandorle, yogurt e pane integrale.
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