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Dislalia: quali sono le cause

La dislalia è un difetto inerente l’articolazione della parola e fa sorridere perché, a pensarci bene, sembra quasi uno  scioglilingua. Provate a pronunciare: di-sla-li-a.

Il problema della dislalia è comune nei bambini e può dirsi fisiologico fino ai 3-4 anni, dopo i 6 anni, invece, potrebbe esser necessario interpellare una figura specializzata come il logopedista.

Ma vediamo più nel dettaglio come si manifesta la dislalia e quali sono le principali cause.

Dislalia, le cause principali

La cosa che va sottolineata subito è che la dislalia non riguarda la sfera cerebrale del linguaggio ma, piuttosto, i meccanismi periferici della parola e può essere ricondotta ad anomalie delle labbra, della lingua, del palato, del naso oppure ad altre cause di tipo funzionale, che vedremo tra poco.

Come già anticipato, la dislalia può essere fisiologica fino a 3/4 anni: la difficoltà di pronunciare le parole può, quindi, scomparire con l’avanzare dell’età del bambino.

Esiste anche la dislalia audiogena, nella quale il difetto di pronuncia è dovuto ad un difetto dell’udito.

Le ragioni che sono alla base della dislalia possono essere diverse, ma quali sono i fenomeni più comuni legati alla dislalia o alterazione nella pronuncia di diversi fonemi?

il rotacismo, un’errata pronuncia della “r”

•  il sigmatismo, che riguarda l’articolazione della “s”

•  lo zetacismo, ossia una modifica nella pronuncia della “z”.

Riguardo alle cause determinanti, possiamo individuarne due principali:

cause di carattere organico come il funzionamento anomalo del labbro, dopo un intervento chirurgico, un trauma o una malformazione labiale; la difficoltà di occlusione o anomalie nell’allineamento delle arcate dentali; problematiche che interessano la lingua come il frenulo linguale troppo corto o spesso ed altre anomalie organiche palatali, che riguardano la conformazione del palato.

cause di tipo funzionale come l’uso prolungato di biberon e ciuccio o altre cattive abitudini come mangiare le unghie, succhiare il pollice, mordicchiare penne o matite.

Come riconoscere la dislalia?

Quando i bambini cominciano a parlare è normale che non pronuncino correttamente alcuni fonemi o gruppi di fonemi, per questo non ci si deve preoccupare eccessivamente quando il bambino evita o omette alcune lettere difficili.

Per rendere l’idea potremmo fare un esempio: la parola “scopa” può diventare “copa” con una chiara omissione della lettera s.

Esempi come questo sono tipici di difetti di pronuncia destinati a correggersi in modo spontaneo, con la crescita del bambino e con l’acquisizione di una maggiore confidenza con la lingua.

Il difetto di pronuncia può essere riconosciuto come dislalia quando:

• il bambino ha 6 anni e continua a pronunciare erroneamente almeno 3 fonemi

• il difetto di pronuncia si ripercuote anche sul linguaggio, ciò potrebbe essere anche indicativo di problemi legati all’udito

• ci sono determinati fonemi interessati dal fenomeno: i suoni come la R e la S, che sono tra i più difficili da pronunciare.

Per individuare correttamente il quadro, occorre interpellare e consultare un logopedista.

Difetti di pronuncia, come intervenire

Intorno ai 3-4 anni possono esserci alcuni difetti di pronuncia che tendono a regredire spontaneamente con la crescita.

In questa fase è molto importante il ruolo dei genitori che, insieme al pediatra e alle maestre della scuola d’infanzia, possono far fare ai bambini alcuni esercizi che aiutano la pronuncia corretta.

Tali difetti possono persistere fino all’età scolare, in quel caso sarà importante rivolgersi ad un logopedista per fare esercizi specifici e intraprendere una corretta educazione fonetica.

Può verificarsi il caso in cui determinati problemi dentali, come le mal occlusioni, siano all’origine di difetti di pronuncia.

Come risolvere o intervenire? In questi casi specifici, potrebbe essere importante l’intervento congiunto di logopedista e ortodontista.

Quando i difetti di pronuncia, dal rotacismo al sigmatismo o alla balbuzie, continuano a presentarsi oltre i 6 anni, potrebbero esserci fattori diversi da quelli organici e funzionali, magari attinenti a forme d’ansia o stress che sarà bene affrontare.

Per questo, è consigliabile:

individuare correttamente il disturbo con l’aiuto di un logopedista

• individuare ed eseguire con costanza gli esercizi assegnati

parlare normalmente al bambino, sforzandosi di conversare con calma, insegnandogli con pazienza la differenza fra i suoni

• valutare l’intervento correttivo su una dislalia, soprattutto quando lieve.

Su quest’ultimo punto va aggiunto che, a volte, l’intervento di un logopedista o di un medico può creare una situazione di stress e appesantire una realtà non propriamente grave.

Ci sono numerosi casi di professionisti dislalici tra cui giornalisti, cantanti e attori.

Barbara Vaglio

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