Quante volte, come mamme, abbiamo messo in guardia i nostri figli dal cyberbullismo? Quante volte siamo state tentate di controllare i loro telefonini alla ricerca di indizi? Il fenomeno è sempre più diffuso e colpisce soprattutto i minori.
Si tratta di atti di violenza, umiliazione, minaccia o ricatto, perpetrati attraverso i mezzi digitali, come i social network, le chat, le email, i messaggi. Le vittime di cyberbullismo possono subire gravi conseguenze psicologiche, come ansia, depressione, isolamento, perdita di autostima, fino a pensieri suicidi.
Secondo i dati dell’Istat, in Italia nel 2022 il 46% degli studenti delle scuole medie inferiori e il 35% degli studenti delle scuole superiori sono stati vittime di bullismo.
Nel 2023, secondo un sondaggio del Ministero dell’istruzione e del merito, ne è stato vittima il 26,9% degli studenti e delle studentesse, mentre il 17,5% dei partecipanti ha dichiarato di aver preso parte attivamente a episodi di bullismo.
Per contrastare questo fenomeno così preoccupante, il capo della polizia Vittorio Pisani ha lanciato una proposta: vietare l’uso dei telefonini a scuola, sia in classe che durante le pause. Lo ha fatto durante un suo intervento a “Cuori connessi”, una iniziativa promossa da Unieuro e polizia di Stato, che dal 2016 sensibilizza studenti, genitori e insegnanti sui rischi della rete.
“Nelle scuole di polizia non si possono portare i telefonini in classe”, ha spiegato Pisani. Ha aggiunto che la regola è stata adottata da tempo per favorire il distacco dallo strumento elettronico e il recupero della relazione umana.
Il capo della polizia ha, quindi, sottolineato la necessità di introdurre nell’ambito scolastico una formazione sui valori fondamentali, come l’affettività, il rispetto, la legalità. “Bisogna aiutare i ragazzi a usare in modo consapevole e responsabile anche i social network”, ha detto.
Pisani ha poi rivolto un appello agli studenti o adulti che assistono a episodi di cyberbullismo: “Denunciate e sostenete le vittime”, ha detto. Ha spiegato che spesso i ragazzini che vengono bullizzati su internet vivono situazioni di disagio e di paura.
Il capo della polizia ha infine elogiato il progetto “Cuori connessi”, che offre gratuitamente ai giovani contenuti informativi e formativi di qualità, tra cui libri, audiostorie, docufilm, incontri online. Il sito “cuoriconnessi.it” è diventato un punto di riferimento per chi vuole approfondire il tema del cyberbullismo e delle molestie digitali.
Foto copertina: Credit Unsplash
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