A che età i bambini possono avere il cellulare
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A che età i bambini possono avere il cellulare

Con la società di oggi si inizia a dare prima del tempo il cellulare ai bambini, ma qual è il periodo più idoneo? Scopriamolo insieme.

Sempre più bimbi chiedono il cellulare come dono in occasione del Natale o del compleanno. Attualmente i genitori riscontrano parecchie difficoltà nel gestire una richiesta da parte dei figli quando non risulta adatta alla loro età anagrafica. Madri e padri hanno dubbi e non riescono ad affrontare correttamente queste situazioni. Alcune madri hanno raccontato di avere cercato un confronto direttamente con altre mamme con figli coetanei, al fine di comprendere quale possa essere il corretto approccio in una circostanza analoga, senza ottenere risultati soddisfacenti, in quanto le opinioni in merito sono decisamente contrastanti e incoerenti.

Troppi errori si commettono ultimamente riguardo la crescita di un fanciullo, un soggetto che ha bisogno di costanti regole e disciplina proprio per favorire uno sviluppo cognitivo corretto.

Mio figlio ha bisogno di un telefono cellulare?

La moderna società corre incessantemente e cerca di trasportare con sé anche la pura innocenza dei bambini. I genitori di oggi hanno un compito ancora più complesso rispetto alle generazioni del passato e hanno il dovere morale di rispettare le fasi di crescita dei propri figli. Nessun adulto dovrebbe mai soffocare la voglia e la possibilità del bambino di “scoprire il mondo” che lo circonda. A questo proposito, perché acquistare un dispositivo non conforme alle reali necessità e sproporzionato rispetto ai bisogni di un individuo, in questo preciso caso il bambino?

Cerchiamo di comprendere quale fase di crescita può risultare adatta all’utilizzo costante di un apparecchio complesso come il cellulare. Gli attuali genitori ricordano di avere ricevuto il loro primo telefono mobile intorno ai quindici anni di età. Gli apparecchi ai quali ci si riferisce erano semplici dispositivi che potevano essere utilizzati esclusivamente per telefonare o ricevere chiamate e inviare messaggi di testo.

Regalare il cellulare al figlio, ormai adolescente, consentiva al genitore di poterlo rintracciare in qualsiasi occasione poiché proprio in quegli anni il ragazzo iniziava ad avere maggiore autonomia e aveva il permesso per uscire la sera in compagnia degli amici. Il giovane, in quel caso, poteva avere la necessità di possedere un cellulare.

Il genitore, regalando un telefono cellulare al figlio, lo rendeva felice e al tempo stesso sapeva di poter mantenere un contatto anche quando il ragazzo non era casa. L’immissione sul mercato degli smartphone è avvenuta qualche anno più tardi.

Quale sarebbe l’età giusta per dare il cellulare ai bambini?

Il bambino percepisce il cellulare come un apparecchio per giocare, attraverso il quale può scaricare qualsiasi app d’intrattenimento e trascorrere del tempo divertendosi. Se da una parte il genitore può consentire al bimbo di giocare per un po’ di tempo al giorno con un’app installata sul dispositivo, dall’altra parte non è giusto dare uno smartphone al figlio, ancora troppo piccolo e indifeso, con il quale egli può connettersi a internet, visionare per errore filmati non adatti alla sua età, comunicare con soggetti estranei attraverso chat gratuite ed essere esposto a pericoli facilmente evitabili.

Il momento forse più adatto per regalare un cellulare moderno a un figlio è in occasione del compimento dei tredici anni, ma è consentito permettere al figlio di undici anni l’uso momentaneo dello smartphone del genitore, esclusivamente se sotto il costante controllo da parte di un adulto. Oltre al cellulare, anche le consolle di gioco sono un buon metodo per potenziare le abilità autoregolative dei giovani. Ovviamente permettere a un bimbo di restare per un tempo indefinito davanti la televisione non può che essere un comportamento scorretto. Riuscire a gestire il rapporto tra i più piccoli e le apparecchiature moderne, permette al genitore di favorire la crescita del figlio senza inibirgli la curiosità.

I bambini hanno bisogno di giocare per crescere bene

Il genitore, spesso afflitto dagli impegni incessanti e dal tempo che non basta mai, spinge il figlio a intrattenersi guardando cartoni animati trasmessi in televisione o filmati scelti da internet. I pedagogisti raccomandano di stimolare la curiosità dei più piccoli principalmente attraverso giochi ricreativi. Tv, telefoni cellulari, tablet e computer non devono essere i compagni di gioco dei bambini, i quali hanno l’esigenza di socializzare con i loro coetanei. Parlando di socializzazione, ci si riferisce a quella reale all’aria aperta o a scuola, non virtuale attraverso gli apparecchi tecnologici. Secondo le tendenze dell’ultimo periodo, i genitori acquistano il primo cellulare per il figlio che compie sette anni. Il perché agiscano in questo modo non si riesce a comprendere. Se i bisnonni potessero commentare le decisioni prese negli ultimi anni in tema genitori-figli, probabilmente resterebbero turbati e inorriditi.

Posso dare il telefono a mio figlio di 18 mesi?

No! Quale motivazione può spingere un genitore a dare il proprio smartphone a un neonato? Cosa può mai fare un bambino così piccolo con questa tipologia di dispositivo? Se il bambino rifiuta il cibo, posso distrarlo avviando un video sul telefono, mentre cerco di farlo mangiare? No! Il bambino deve sfamarsi prestando attenzione alla masticazione, non deve fare due cose contemporaneamente, senza rendersi conto di cosa stia assumendo.

I genitori moderni vivono spesso situazioni di difficoltà organizzativa proprio nella vita di tutti i giorni. Quando sia la madre che il padre lavorano e crescono i figli ancora piccoli, i compromessi sono spesso le soluzioni più rapide per affrontare le criticità della vita quotidiana, ma non rappresentano i rimedi più adatti. Padri e madri dovrebbero concordare regole adatte alla loro famiglia e farle rispettare con coerenza e costanza a tutti i membri del nucleo familiare.



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