Si chiama "toe walking", si tratta di un atteggiamento idiopatico che non è addebitabile ad una causa ma dovuta ad una cattiva abitudine del bambino.
La deambulazione autonoma viene acquisita di solito tra i 10 e i 15 mesi passando per una serie di tendenze e modalità, che il bambino sviluppa per ricercare equilibrio e stabilità.
Tra i tentativi messi a punto in queste fasi compaiono la marcia a punte intraruotate (rivolgere le punte verso l’interno darebbe maggiore sicurezza aumentando la superficie d’appoggio) o camminare sulle punte dei piedi.
Tali fasi dovrebbero essere di passaggio: con l’aumento del peso, il bambino viene portato ad appoggiare la pianta del piede e non rimanere sulle punte.
La deambulazione dovrebbe, quindi, stabilizzarsi tra il primo e il secondo anno d’età, laddove persiste potrebbe essere utile fare degli accertamenti.
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Se il vostro bambino fa leva sulla punta dei piedi ma quando è a riposo appoggia al suolo l’intera pianta del piede, potremo affermare con una buona dose di certezza che la sua camminata è idiopatica, senza una causa evidente, e che questa sia soltanto una cattiva abitudine.
Si passa alla diagnosi di “toe walking” idiopatico quando sono stati esclusi altri fattori scatenanti: dorsiriflessione del piede o legamenti corti o altri problemi ortopedici, eventuali danni cerebrali alla nascita o distrofia muscolare.
Un bambino con toe walking idiopatico può avere una iper o iposensibilità tattile. Un esempio? Il bambino prova una sensazione di fastidio al contatto con le differenti superfici, così alzando il tallone eviterà che la pianta del piede tocchi il pavimento.
Spesso il camminare sulle punte è associato a ritardi del linguaggio o ad alcune forme di autismo. È quindi importante controllare se il bambino ha ritardi di tipo relazionale o nella coordinazione motoria grossa e fine.
Bisognerebbe evitare di far acquisire posture scorrette fin da piccolissimi. Molti bambini camminano sulle punte all’inizio per gioco, poi per abitudine acquisendo man mano una postura strutturata.
Se il problema persiste oltre il primo e il secondo anno, sarà il caso di consultare il pediatra o il fisioterapista: più precocemente sarà valutata la situazione, più facilmente il bambino imparerà a camminare in modo corretto.
Continuando a camminare sulle punte, il bambino rafforzerà i polpacci provocando un accorciamento. Potrebbero rendersi necessari esercizi di allungamento muscolare per consentire al bambino di appoggiare i talloni al suolo.
Se le contratture muscolari fossero troppo importanti e gli esercizi di allungamento non fossero sufficienti, potrebbero intervenire gli esercizi ortottici.
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