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Assegni familiari e INPS: le novità del 2015 ed il recupero degli arretrati

Mentre la crisi economica che ha attanagliato il nostro Paese negli ultimi anni sembra allentare leggermente la sua morsa dando un piccolo respiro ai conti delle famiglie, rimangono sempre molti coloro che si vedono costretti a richiedere l’accesso agli strumenti di sostegno al reddito messi a disposizione dallo Stato. Non a caso, gli ultimi anni hanno visto un significativo incremento delle richieste per gli Assegni per il Nucleo Familiare, meglio noti come Assegni Familiari. Si tratta sostanzialmente di un aiuto economico erogato dall’INPS ai lavoratori, il cui reddito complessivo risulti inferiore a determinate fasce stabilite e rimodulate per legge ogni anno. L’11 giugno 2014, l’INPS ha emesso l’annuale circolare con cui fissa limiti e gli ambiti dei livelli reddituali e corrispondenti valori mensili per l’accesso a tali assegni per il periodo che va dal 1° luglio 2014 al 30 giugno 2015, mentre no sono snacora state rese note le tabelle relative agli importi per il periodo 2015-2016.

Assegni Familiari: le novità del 2015

Si tratta di una comunicazione corrente e dovuta, dal momento che la legge stessa che ha istituito e regola l’istituto dell’assegno a sostegno del nucleo familiare, prevede che sia l’accesso che la quantificazione dell’assegno sia annualmente rivista in base alle rilevazioni dell’ISTAT sull’inflazione e sull’incremento dei prezzi al consumo. Per esempio, l’ultima tabella oggi in vigore discende dalle rilevazioni di tale indice per il periodo 2012-2013: essendo stata registrata una variazione in incremento  dell’1,1%, tutti gli importi degli assegni nelle diverse fasce di spettanza, sono stati aumentati della medesima percentuale rispetto ai parametri. La tabella con i valori di dettaglio per ogni singola combinazione di reddito e composizione del nucleo familiare (inteso come numero totale comprensivo dei genitori) è scaricabili direttamente dal sito dell’INPS, dove sono presenti anche le tabelle speciali dedicate alle famiglie che abbiano un componente inabile. Non è cambiata invece la procedura di accesso e la modalità di calcolo del reddito rilevante per l’individuazione del valore dell’assegno, che rimane la somme di tutti i redditi percepiti dal nucleo nel corso del 2014 e dichiarati ai fini IRPEF attraverso il 730 o il modello Unico se necessari.

Assegni familiari arretrati: i requisiti

Almeno fino ad oggi – non ci sono ancora indicazioni sul prossimo biennio –  è possibile riscuotere gli Assegni Familiari riferiti ad una occupazione pregressa e per la quale non si era mai fatta richiesta all’Inps. In altre parole, anche qualora il lavoratore abbia perduto il posto di lavoro, la normativa consente di beneficiare retroattivamente del contributo, facendo specifica richiesta di riscossione degli arretrati non percepiti. Tre sono le condizioni che permettono di accedere agli arretrati:

  • il diritto del lavoratore alla percezione dell’assegno si prescrive per legge (circolare INPS del 1992) nel termine di cinque anni. In altre parole, l’Istituto di Previdenza riterrà valide solo le richieste che si riferiscono ai 5 anni precedenti il mese in viene formulata la domanda.
  • il lavoratore ha diritto all’assegno familiare arretrato solo qualora abbia sempre versato all’INPS quanto dovuto in termini di contributi. Possono fare richiesta sia i lavoratori dipendenti sia quelli iscritti alla Gestione Separata.
  • il lavoratore ha diritto all’assegno familiare arretrato qualora il suo livello di reddito (nel periodo oggetto di richiesta) sia compatibile con le fasce economiche previste per l’accesso allo strumento. Per verificare questo aspetto è necessario consultare le apposite tabelle disponibili sul sito dell’INPS.

Procedura di richiesta e documenti necessari

La richiesta di riscossione degli Assegni familiari arretrati deve essere presentata all’INPS compilando il modulo SR16/ANF, disponibile sul sito internet dell’Istituto o presso le sedi locali. È importante compilare il modulo in maniera accurata, inserendo sempre i dati relativi al periodo per il quale si presenta la richiesta di arretrato. Per questa ragione è fondamentale avere a disposizione i seguenti documenti:

  • documenti attestanti il reddito familiare relativo all’anno di richiesta;
  • stato di famiglia del periodo in questione;
  • ragione sociale dell’azienda per cui si lavorava nel periodo in questione.

La corretta compilazione del modulo – cruciale ai fini della buona riuscita della richiesta – può rappresentare un passaggio ostico. Può quindi essere opportuno ricorrere all’assistenza un esperto o di un patronato. L’azienda in cui si lavorava nel periodo oggetto di richiesta è tenuta a versare gli arretrati dovuti. Nel caso in cui si verificassero resistenze o preclusioni, il lavoratore ha la possibilità di appellarsi alla DPL (Direzione Provinciale del Lavoro) o al Giudice di Pace.

Anna Invernizzi

Classe 1972, cinque figli e una vita intensa. Laureata in Economia, impiegata, scrivo per passione su tutto quello che mi interessa. In particolare creo contenuti a tema cucina e lifestyle.

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Anna Invernizzi

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